Argentina e Patagonia. Un reportage di Juza

Discorsi Fotografici ha il piacere di ospitare un reportage del talentuoso fotografo Juza, famoso anche per il suo sito che da più di sei anni è ormai punto di riferimento per i fotografi italiani.

Juza questa volta ci parla del suo viaggio in Argentina e Patagonia, mostrandoci la bellezza di quelle terre così lontane e a volte selvagge grazie a delle splendide foto.

DF: Benvenuto su Discorsi Fotografici e grazie per il tuo contributo! Per iniziare parlaci un poco di te.

JZ: Sono nato nel 1985 e sono sempre sempre stato affascinato da natura, viaggi, esplorazione. Ho avuto la mia prima reflex, una Nikon F60 a pellicola, nel 1999, così ho cominciato a fotografare la natura. Inizialmente non ero particolarmente interessato all’aspetto fotografico – scattavo foto solo per immortalare il soggetto – ma col tempo sono stato sempre più preso dalla fotografia, che ora è diventata la mia grande passione.
Sono passato al digitale nel 2004, e nel 2005 sono passato a Canon. All’epoca Canon aveva una tecnologia più avanzata rispetto a Nikon, attualmente invece entrambi i sistemi offrono eccellenti fotocamere e obiettivi. Anche se ho solo cinque obiettivi – 4 Canon e 1 Sigma – scatto foto con un’infinità di ottiche e reflex di quasi tutte le marche…ricevo spesso obiettivi in prova da Sigma, Tamron e altre marche sia per pubblicarne la recensione che per l’utilizzo sul campo, e mi piace testare l’attrezzatura. Sono affascinato dalla tecnologia, in particolare dalle foto/video-camere professionali e dagli obiettivi.
Attualmente, sono fotografo naturalista professionista. Ho letto un’infinità di discussioni sulla definizione di “fotografo naturalista”; sinceramente, non m’interessano più di tanto 😉 Per me essere un fotografo naturalista significa camminare nei prati all’alba per scattare foto macro; essere affascinati nell’osservare un piccolo insetto; guardare il tramonto tra i monti, quando il paesaggio è immerso nella luce dorata…
Ho cominciato a usare Photoshop anni fa e ora lo considero una componente essenziale del mio lavoro. Photoshop è uno strumento straordinario e consiglio a tutti di dedicare un pò di tempo a imparare le tecniche di elaborazione: saper elaborare bene una foto è quasi tanto importante come saper utilizzare al meglio le tecniche quando si è sul campo! Nelle mie foto, cerco di mostrare colori vividi e intensi, contrasto e grande dettaglio; l’elaborazione aiuta a materializzare la visione che ho in mente quando scatto la foto…è un modo per dare uno stile personale alle immagini. Per me, una cosa molto importante è mantenere un aspetto realistico: non mi piacciono le foto che mostrano chiari artefatti di elaborazione, come fotomontaggi e molte foto create con procedure HDR automatizzate; sono convinto che un’elaborazione ben fatta debba essere “trasparente”: l’immagine finale deve essere ottima, ma non deve avere un aspetto artificiale.
Oltre alla natura, mi piace viaggiare e conoscere altri paesi. Fino al 2007, non ero mai stato fuori dall’Italia, finchè una mattina di agosto pensai di andare a Capo Nord in auto…sono solo 11000 km 🙂 Due settimane dopo sono partito per un lungo viaggio in solitaria attraverso Germania, Danimarca, Svezia e Norvegia, fino a raggiungere Capo Nord!
Dopo questa prima – fantastica – esperienza, ho fatto tanti altri viaggi in tutto il mondo. Ho una buona gamma di obiettivi e reflex e non ho intenzione di cambiarli finchè non si saranno trasformati in polvere 🙂 quindi investo tutto il mio budget fotografico per i viaggi…il mondo è grande e voglio vederlo tutto! Nelle gallerie di JuzaPhoto potete vedere le migliori foto che scatto sia in Italia che durante i miei viaggi.

DF: Prima di partire ti sei documentato fotograficamente?

JZ: Solo un poco. Avevo già visto varie foto della Patagonia su internet e questa è una destinazione che mi ha sempre attratto; quando si è presentata una buona opportunità di visitarla, l’ho colta al volo. Ho fatto qualche ricerca sui posti da visitare, ma solo in modo generico. Non mi piace la parte di preparazione, così spesso viaggio all’avventura…

DF: Che attrezzatura hai portato con te?

JZ: Canon 1DsIII, Canon 7D, Sigma 12-24, Canon 24-105, Canon 300 f/2.8, moltiplicatori e il sempre presente treppiede. Nel complesso avevo 9kg di attrezzatura fotografica (escluso il treppiede); non è tantissimo per un viaggio del genere, e rientra nei limiti del bagaglio a mano. Con questi obiettivi ho potuto affrontare qualsiasi genere, dai paesaggi agli animali.

DF: Quali soggetti hai fotografato più frequentemente?

JZ: Paesaggi: la Patagonia è spettacolare da questo punto di vista, e c’è una grande varietà, si passa dalle pianure sconfinate della pampa alle vette delle Ande; ghiacciai e paesaggi di mare. Ma anche gli animali non mancano: l’Argentina è ricca di fauna e in genere gli animali sono più facilmente avvicinabili che da noi.

DF: Hai sperimentato particolari difficoltà?

JZ: Fortunatamente no, questo è stato uno dei viaggi meglio riusciti che ho fatto; fantastico sia dal punto di vista fotografico che come esperienza.

DF: Se dovessi avere l’occasione di tornare negli stessi luoghi cosa fotograferesti ancora?

JZ: L’Argentina è talmente ampia che in tre settimane è impossibile vederla tutta; in questo viaggio mi sono concentrato sulla parte sud, la Patagonia, quindi magari nel prossimo viaggio mi dedicherei di più al nord. Ma anche nella sola Patagonia ci sono una quantità infinita di opportunità fotografiche!

DF: Che cosa non sei riuscito a fotografare e avresti voluto?

JZ: Mi sarebbe piaciuto assistere alle Orche che attaccano le foche sulla spiaggia, ma non è facilissimo e noi non eravamo neppure nel periodo migliore per fotografare questo evento.

DF: Hai trovato la forza di spegnere la fotocamera e goderti il viaggio ogni tanto?

JZ: La reflex è stata quasi sempre con me, ma sinceramente non ha tolto nulla all’esperienza del viaggio 🙂

DF: Cosa consiglieresti a chi vuole intraprendere il tuo stesso percorso?

JZ: Ho fatto un viaggio affascinante senza spender troppo: ci siamo spostati con i mezzi pubblici (tranne che nella penisola di valdes) e abbiamo dormito in ostelli; i prezzi sono molto ridotti e la qualità è ottima. Consiglio di seguire questo stile di viaggio: vi permetterà di assaporare di più l’esperienza, stando a contatto più stretto con la gente e magari conoscendo nuovi amici. (ho avuto l’occasione di incontrare anche altri fotografi)

DF: Al di là dell’aspetto puramente legato alla fotografia, hai qualcosa da aggiungere riguardo questa esperienza?

JZ: La Patagonia, oltre che per la sua bellezza naturalistica, mi ha colpito anche per la cordialità della gente. Al di fuori delle grandi città, il paese è sicuro e tranquillo. Un posto che consiglio in particolare è El Chalten, un piccolo paese tra i monti più belli dell’Argentina. Un posto veramente rilassante e ottimo per le foto.

Discorsi Fotografici ringrazia Juza, si augura vivamente di ricevere al più presto altri suoi contributi da condividere con i lettori e raccomanda la visione del suo fantastico sito, che oggi conta migliaia di iscritti grazie appunto alla qualità dei contenuti, a questo indirizzo.