brick_point_of_view. Intervista a Daniele Sala

Daniele Sala è certamente uno dei più creativi rappresentanti della lego photography, basta scorrere la sua galleria instagram e confrontare le sue fotografie con quelle del resto del mondo. Incredibili le ambientazioni, fatte con cura, tanto nell’ideazione, quanto nei dettagli e nell’illuminazione.

Già fin dalla prima immagine, omaggio a North Carolina, 1950 di Elliot Erwitt, ci troviamo davanti a piccoli capolavori, pensati e costruiti con meticolosa cura, istanti che riescono a raccontare una storia intera, con il fascino della diversità per ognuno che guarda.

Il nostro è il mondo dove tutto è possibile, niente è impossibile a sentire i Geek della Silicon Valley, eppure nessuno può scalare una pentola di spaghetti e poco importa che non abbia alcuna motivazione sensata, perché nel mondo della fantasia tutto ha senso.

Nel mondo della fantasia anche lo spazzino che raccoglie gli scarti della matita temperata può diventare protagonista, così il pompiere, l’operaio di strada, il cuoco, il pasticcere, l’imbianchino; sono l’occasione per manifestare il rispetto per gli altri, grazie l’uso intelligente di un gioco e al dinamismo creativo di una mente.

 

Quando è iniziata la tua storia della fotografia?

Fotografare mi è sempre piaciuto, ma il 2010 (primo viaggio a New York) è stato lo spartiacque tra fotografare solo in vacanza e farlo quotidianamente, diventando una vera passione di cui non posso fare a meno (pur avendo poco tempo da dedicarci).

Il mondo dello still life offre numerosi esempi, quello della lego photography è uno di loro, ma il tuo è particolarmente creativo. Come nasce brick_point_of_view?

Il mio progetto brick_point_of_view è nato per caso mentre mio figlio stava giocando con i lego in salotto. Io, in un angolo con la mia reflex, cercavo di immortalarlo in pose il più naturale possibile, quando improvvisamente mi trovai il personaggio Lego di Batman nel live view della mia Nikon. Da quella sera di febbraio del 2018 nacque il mio progetto. Da tempo volevo ritagliarmi una nicchia fotografica dove poter esprimere le mie idee e cercare di fare uscire un po’ della mia creatività. Inizialmente l’idea era di riprodurre foto famose poi, entrando in confidenza con i modelli, sono passato a scatti con ambientazioni create ad hoc e sempre più dettagliate possibili.

Uno degli aspetti più complessi dello still life è la creazione della scena. Ogni tuo scatto è un concentrato di fantasia. Quanto è difficile creare uno scenario, simpatico e originale? C’è un lavoro di progettazione o è tutto improvvisato?

La proporzione tra i vari oggetti e gli omini è basilare nella riuscita finale dello scatto e non sempre è facile rispettarla. Alcune volte ci sono dei particolari nelle ambientazioni che faccio molta fatica a realizzare come vorrei e mi fanno diventare matto. L’idea generale su uno scatto c’è sempre prima di iniziare, poi durante la preparazione posso cambiare disposizione e/o stravolgerlo completamente, ma ho sempre in mente la base da cui voglio partire.

Quale è l’ambientazione che più ti entusiasma?

Mi piace mettere i supereroi in situazioni che nella realtà non potrebbero mai succedere (es. Batman e joker insieme vicino ad una bottiglia di vino vuota ubriachi o davanti all’albero di Natale che insieme spacchettano i regali o i supereroi in situazioni goffe e ridicole). In questi casi mi sbizzarrisco molto, ma soprattutto mi diverto (e credo che questo sia ciò che mi fa continuare a fare questo tipo di scatti). Cerco di creare set dove, con le dovute proporzioni, può essere posizionato chiunque (uso solo gli omini con i loro attrezzi e nessun mattoncino, perchè voglio che la scena si avvicini alla realtà il più possibile).

Le tue ambientazioni esistono solo in fotografia o resistono anche alla fotografia?

Dei set ho tutti i pezzi, sfondi e oggetti creati in varie scatole. Volendo posso ricreare la scena in ogni momento. Durante l’evento TORTONA Bricks 2018 (dove si potevano ammirare costruzioni, diorami e opere uniche realizzate da circa 40 espositori/costruttori/artisti provenienti da tutta Italia) oltre alle foto esposte ho portato anche alcuni set che hanno ricevuto consensi inaspettati. Sono stato contentissimo delle reazioni dei bimbi ma soprattutto mi ha sorpreso il numero elevato di adulti che mi hanno fatto molte domande in merito al mio progetto. Vedere l’ambientazione con a fianco la foto finale, e poterle confrontare è un bel colpo d’occhio. La gente ha capito il lavoro che c’è dietro allo scatto finale, non è solo una semplice foto.

La tua galleria sembra lentamente prendere la forma di un sketchbook. Hai pensato di realizzare una sceneggiatura?

Lo prendo come un complimento, ma sinceramente non saprei da dove iniziare.

Cosa ti aspetti da questo progetto?

Una chiamata dai piani alti della Lego per esporre le mie foto in tutti gli store del mondo. (Scherzo…)
Il progetto è nato per caso e come tale va avanti, giorno per giorno. Nel mio piccolo alcune soddisfazioni me le ha date e spero continui a farlo. Che dire, mi aspetto di continuare a divertirmi e divertire il mio bimbo e chiunque venga a vedere mostre o eventi che riuscirò a fare.
Il mio obiettivo, nel 2019, sarà la ricerca di un “mio stile”, un mio marchio di fabbrica nel fare fotografia ai lego, tale per cui la mia foto balzi all’occhio per originalità e per uno stile unico, in poche parole possa essere riconosciuta tra mille, non è facile, ma il bello è proprio questo.

Instagram: brick_point_of_view

 

Intervista a cura di Federico Emmi