Come scattare una foto a un fulmine

Agli inizi del 1900 il divulgatore scientifico Camille Flammarion pubblicò un’opera molto affascinante intitolata: Tonnerre et éclairs, tradotta poi in italiano e pubblicata da Sonzogno con il titolo: I fenomeni del fulmine. All’interno di questo saggio c’è una bellissima fotografia della torre Eiffel colpita da un fulmine, precisamente, il 3 giugno del 1902, alle 21:20.
La fotografia è di Gabriel Loppé, scattata dal balcone di casa sua. Attualmente una stampa è conservata al Musée d’Orsay.

“Per il momento, non ho ancora le stampe, dello scatto della Torre colpita dai fulmini…” – Gabriel Loppé

Come si scatta una foto a un fulmine? Sembra ovvio, ma sicuramente è richiesto un temporale, meno banale invece è il posto in cui posizionarsi per scattare la foto. Chi è fortunato da avere un balcone o una terrazza con una bella vista, come Gabriel Loppé, parte avvantaggiato, altrimenti è necessario scegliere preventivamente un luogo adatto, perché al di là del fenomeno in sé, suggestivo e affascinante, una bella fotografia ha comunque bisogno di una bella composizione.
La distanza ottimale tra la fotocamera e l’area in cui è possibile veder cadere un fulmine è compresa normalmente tra i 5 e 10 km. Dopo di che, da un punto di vista tecnico, l’unica impostazione indispensabile per ottenere la foto di un fulmine è il tempo di esposizione, che può essere calcolato in modo empirico, vale a dire misurando l’intervallo tra i fulmini.

Esposizione.

L’esposizione in fotografia si basa su tre variabili: iso, tempo, diaframma. In base alla sensibilità scelta ISO, in analogico, quanto in digitale, la quantità di luce presente sulla scena, misurata tramite l’esposimetro, determinerà la coppia diaframma-tempo, per cui l’esposizione risulterà corretta.  Ci sono tre modi per ottenere la giusta coppia:

  • Trovandola in modo manuale.
  • Impostando la priorità di tempo (Tv), il diaframma verrà calcolato dalla fotocamera.
  • Impostando la priorità di diaframma (Av), il tempo verrà calcolato dalla fotocamera.

Questo per dire che per avere il pieno controllo dell’esposizione è necessario utilizzare una fotocamera che lo permetta, sono quindi esclusi tutti gli apparecchi che lo impediscono: compatte e smartphone.

Esposizione per il fulmine.

Se l’intervallo tra i fulmini è compreso entro i 30 secondi, allora basta impostare la macchina fotografica su priorità di tempo, scegliendo pertanto i secondi desiderati. In questo modo, alla iso, di regola, nel digitale, la più bassa disponibile, sarà la fotocamera a selezionare il diaframma corretto – attenzione il diaframma sarà scelto in funzione del tempo e della iso, non della profondità di campo –.
In linea generale, scattando fulmini durante un temporale notturno, non ci saranno problemi. Di giorno, invece, occorrerà per forza utilizzare dei filtri neutri, ND filter, con una riduzione dell’intensità luminosa di almeno quattro stop.
Se l’intervallo è superiore ai 30 secondi, allora occorre scattare in manuale, impostando il tempo su bulb, regolando poi, in totale autonomia, diaframma – in questo caso è possibile scegliere anche la profondità di campo – e iso.

Creatività.

Se l’intervallo tra un fulmine e l’altro è breve, per esempio 25 secondi, impostando il tempo di scatto a 30 secondi, certamente la fotocamera registrerà un fulmine. Se però si raddoppia il tempo di esposizione, in un minuto verranno registrate due fulmini.
Quello che va assolutamente considerato nella creazione della scena è l’esposizione globale della scena, perché, a meno di non avere dei filtri ND, il rischio è di avere delle aree eccessivamente sovraesposte.
Regole generali per fulmini o foto con lunghe esposizioni.

  1. Scegliere un luogo adatto da un punto di vista compositivo e sicuro, scegliendolo perciò quando il cielo è sereno.
  2. Usare un cavalletto.
  3. Usare un telecomando o una applicazione per smartphone.
  4. Disattivare lo stabilizzatore ottico della lente, se la lente è stabilizzata.
  5. Mettere a fuoco manualmente, soprattutto di notte.
  6. Attivare la riduzione del disturbo per esposizioni lunghe.
  7. Impostare sempre la ISO più bassa disponibile.

 

Federico Emmi

 

Fulmini
Fulmini © Federico Emmi