Come scegliere il treppiede

Con la fotografia digitale è ormai possibile ottenere delle immagini in situazioni di scarsissima luce, merito del continuo miglioramento dei sensori e della loro sempre più frequente stabilizzazione. Non è il caso di escludere a priori che l’impegno dei grandi brand nel realizzare corpi macchina in grado di catturare immagini in condizioni di scarsa luce, siano guidati anche dal desiderio di monetizzare il più possibile l’esigenza di scattare fotografie al buio, quasi fosse una necessità imprescindibile.
Eppure, sebbene la tecnologia lo permetta, alcune abitudini fotografiche del passato è il caso di non perderle, come l’utilizzo di un treppiede.

Il treppiede o tripod, è uno strumento che quasi certamente non gode della stessa fama di cui godono le fotocamere con intervalli iso elevati, per quanto, a detta di alcuni fotografi, la differenza tra un professionista e un amatore è proprio in questo oggetto. Malgrado possa sembrare banale e intuitivo, la funzione del treppiede continua a essere quella di mantenere immobile la fotocamera, con lo scopo di ottenere degli scatti perfettamente nitidi e privi di micro mosso.
Il pregio di un treppiede è quello di evitare costose tecnologie, che però hanno il vantaggio di ridurre peso e ingombro. Che fare? Sicuramente diversi generi fotografici non si prestano al suo utilizzo: il reportage di guerra, quello di una manifestazione, di una gara sportiva, sono esempi di una fotografia che spesso richiedono che addirittura il fotografo segua la scena, non solo con gli occhi. C’è poi il problema del dover richiedere una un’autorizzazione alle autorità per il suo utilizzo quando si vuole fotografare opere d’arte o più in generale luoghi d’arte.
Quando però la scena lo consente, usare un treppiede, se non è obbligatorio, è altamente consigliato.

L’introduzione delle mirrorless, peso e dimensioni assai ridotti, e la loro progressiva affermazione, permettono l’uso di un treppiede più leggero e più piccolo. Quando però si decide di comprarne uno, occorre tenere sempre presente quanto segue:

  1. Capacità di carico (il valore di riferimento si ricava calcolando sommando il peso della fotocamera e quello dell’obiettivo)
  2. Altezza massima raggiungibile
  3. Peso (l’utilizzo di materiali molto leggeri e costosi potrebbe far cadere il treppiede quando c’è vento)

Oggi, esistono in commercio delle soluzioni professionali che forniscono insieme al treppiede anche la testa, merito anche delle fotocamere più leggere, pochi anni fa invece occorreva assemblare le due parti separatamente, era quasi una norma.
I costruttori continuano ad avere dei comodi configuratori, a meno di non avere particolari esigenze, in fotografia conviene utilizzare una testa a sfera, perché permette rapidi movimenti e ingombra pochissimo.

 

Federico Emmi