Copyright cinese per il Buco Nero

Il furto dei diritti d’autore di una fotografia, pur essendo purtroppo un fenomeno molto diffuso soprattutto dall’avvento del web e del digitale, a volte può avvenire in maniera così fuori dall’ordinario da strappare un sorriso. In questo caso più che di furto è il caso di parlare di appropriazione indebita, nei confronti di una fotografia troppo famosa affinché l’autore non se ne accorgesse.

Visual China Group, il “Getty Images of China” e proprietario di 500px, ha suscitato una vera e propria sommossa sul web dopo aver tentato di rivendicare il diritto d’autore della prima immagine del buco nero che da pochi giorni sta facendo il giro del mondo, simbolo dell’umana conquista scientifica e di un lavoro di squadra senza pari.

Dopo che l’immagine del buco nero è stata pubblicata dalla Event Horizon Telescope Collaboration (EHT) il 10 aprile, è stata presto resa disponibile attraverso il servizio fotografico di stock leader di VCG in Cina con la filigrana VCG, se non fosse che EHT aveva rilasciato, ovviamente, l’immagine a distribuzione gratuita sotto licenza Creative Commons Attribution 4.0 International.

“Questa è un’immagine editoriale. Si prega di chiamare il 400-818-2525 o consultare il nostro rappresentante del servizio clienti per uso commerciale”, si leggeva sulla pagina di VCG associata alla fotografia in questione. Gli utenti cinesi hanno addirittura pubblicato sui social media una conversazione in chat con un rappresentante di VCG. Alla domanda se l’immagine appartenesse a VCG, il rappresentante ha risposto “Sì”. E quando è stato chiesto se l’immagine dovesse essere acquistata per l’uso su un poster, la risposta è stata: “Sì”.

Grazie a questa risonanza sui social media è stato inoltre scoperto che VCG rivendeva parecchie altre immagini attribuibili ad autori non convenzionati, quando non vere e proprie immagini invendibili in Cina (come ad esempio lo stemma e la bandiera cinese, la cui vendita è illegale). Lo scandalo ha colpito subito l’immagine della società, facendo crollare del 10% le relative azioni alla Borsa di Shanghai. VCG ha risposto rimuovendo tutte le immagini offensive che poteva trovare e sospendendo le operazioni del suo sito web VCG.com, attualmente offline. L’azienda ha inoltre pubblicato una lettera aperta di scuse per lo scandalo e ha mostrato tutte le immagini non correttamente etichettate che erano state presentate dai collaboratori.

Pur essendo abituati a casi del genere, è il caso di affermare che VCG ha commesso stavolta un errore di proporzioni astronomiche, troppo grande per poter passare inosservato.

Silvio Villa