DxOMark Selfie

DxOMark, conosciuto in tutto il mondo per le sue recensioni sofisticate e molto tecniche su sensori e lenti, per festeggiare i 10 anni di attività, ha aggiunto una nuova sezione: quella relativa alla fotocamera anteriore degli smartphone. L’intento è abbastanza chiaro, testare il modulo fotografico con il quale milioni di persone, quotidianamente, si fanno i Selfie.

La presentazione del protocollo mediante il quale DxOMark stabilisce il punteggio della fotocamera anteriore, si affida alla definizione di Selfie data dall’Oxford Dictionary che, a partire dal 2013, ha introdotto questa parola nel proprio dizionario. Come è noto, entrambe le fotocamere presenti sugli smartphone evolvono, non soltanto nel numero dei megapixel del sensore, ma anche e soprattutto per le diverse funzioni software che vanno a migliorare e arricchire il loro funzionamento.
Per ragioni commerciali, i telefoni non hanno tutti la stessa tecnologia e non tutti hanno l’ultima tecnologia; questo significa che a parità di scena, ogni immagine verrà elaborata in maniera diversa nei colori, nell’ampiezza della gamma dinamica, nei dettagli.

L’idea di DxOMark è, dunque, quella di fornire una serie di dati che permettano di ottenere un test neutro, mediante una serie di prove che si svolgono tanto in laboratorio, quanto nelle normali situazioni di utilizzo degli utenti; servendosi di una ampia scelta di scene e condizioni di luce; valutando così le prestazioni della fotocamera frontale; sfidando talvolta quanto dichiarato dal costruttore.
Il punteggio finale è ottenuto sia dai risultati acquisiti dalle apparecchiature utilizzate per valutare l’hardware e il software, sia da quelli ricavati dal giudizio umano, che stabilisce la qualità dell’immagine attraverso un test percettivo particolarmente sofisticato.

Sinteticamente. Il test viene condotto scattando 1500 immagini e registrando clip video per un totale di oltre due ore, esattamente allo stesso modo per ogni dispositivo. Essendo le fotocamere anteriori pensate principalmente per i Selfie, DxOMark ha sviluppato una prova che tenga conto del maggior numero di utilizzi, suddividendoli in tre distanze: 30cm, 55cm e 120cm, con e senza l’impiego di un selfie stick. La prova, quindi, si concentra sul ritratto ravvicinato (close-up), il ritratto classico, il ritratto a mezza figura singolo o di gruppo.

Nelle parole del comunicato di DxOMark le modalità del test:

«Per valutare la qualità delle immagini per questi specifici casi di utilizzo di ritratti, abbiamo sviluppato una gamma di nuove apparecchiature di prova verticale dedicate:

 

  • Un grafico Bokeh per valutare i ritratti realizzati utilizzando un effetto bokeh, esaminando in particolare la stima della profondità e la forma del bokeh.
  • Un grafico delle foglie morte in primo piano per l’analisi del rumore e dei dettagli a distanza ravvicinata (45 cm).
  • Un manichino realistico per testare la ripetibilità e l’accuratezza a una distanza di 45 cm.
  • Un’impostazione ritratto HDR per facilitare le misurazioni oggettive di scene ritratto retroilluminate.» (traduzione affidata a Google Translator)

Il punteggio finale tiene conto anche dell’analisi di altre caratteristiche, alcune delle quali sono la corretta esposizione, il rumore generato dalla fotocamera, il bilanciamento del bianco, lo sfocato dello sfondo, la qualità dei dettagli, il flash; tanto per la le immagini fisse, quanto per i video. Il numero generato finisce nella classica classifica, il cui layout grafico ormai, tutti hanno imparato a conoscere.

Per le specifiche complete del test, rimandiamo alla pagina di DxOMark: https://www.dxomark.com/dxomark-selfie-how-we-test-smartphone-front-camera-still-image-quality

(L’immagine di copertina è di DxOMark)

 

Federico Emmi