Il futuro della fotografia passa dagli smartphone

Il futuro della fotografia, del fare fotografia, dipende ormai in modo chiaro dagli smartphone. Per quanto possa sembrare paradossale, per alcuni al limite dell’ironico, i segnali in tal senso sono forti e chiari, soprattutto non vanno sottovalutati.

L’ufficializzazione da parte di Xiaomi del Mi Mix Alpha ha messo in evidenza come il modulo fotografico dello smartphone non è una delle caratteristiche che arricchiscono il dispositivo, ma quella principale. Lo si capisce facilmente dalla scelta del sensore utilizzato, il nuovissimo Samsung ISOCELL Bright HMX da 108 megapixel, nato dalla collaborazione tra le due aziende. Gli oltre 100 milioni di pixel effettivi non sono l’ennesima trovata commerciale, di una guerra a chi ne ha di più, ma rappresentano un vero traguardo tecnologico. Vale la pena ricordare, a titolo di cronaca, come già in passato Samsung abbia mostrato notevoli abilità nel produrre dispositivi fotografici di altissima qualità, ne è un esempio la NX-1 che dal 2014 continua a essere, sebbene non sia più commercializzata, ancora una delle migliori fotocamere realizzate. Solo a distanza di cinque anni i competitor hanno equiparato la NX-1, le cui caratteristiche hardware e software, per l’anno in cui è uscita, erano in anticipo di tre anni. Con queste premesse, non dovrebbe dunque essere una sorpresa la qualità dell’ISOCELL Bright HMX. La risoluzione di 12.032 x 9.024 pixel sembra garantire immagini nitide e ricche di dettagli, soprattutto in condizioni di illuminazione estreme, anche grazie all’utilizzo di un sensore della dimensione di 1/1,33 di pollice, che per il segmento mobile è decisamente grande. Inoltre, se 108 megapixel sono troppi, grazie alla tecnologia Tetracell, i pixel possono essere uniti permettendo così al sensore di imitare i sensori a pixel grandi, producendo cioè immagini da 27 megapixel (un pixel ogni quattro). Non mancano poi tutti gli automatismi in fase di ripresa, come quello chiamato Smart-ISO capace di regolare la sensibilità del sensore in base all’illuminazione dell’ambiente, senza contare la probabile implementazione della AI che consente di estendere la potenza della fotocamera.

Sviluppare un sensore di questo genere nasce da una esigenza che, Xin Bin, co-fondatore e presidente di Xiaomi, spiega così: «Per ISOCELL Bright HMX, Xiaomi e Samsung hanno lavorato a stretto contatto sin dalle prime fasi concettuali fino alla produzione che ha portato a un rivoluzionario sensore di immagine da 108 MP. Siamo molto lieti che le risoluzioni delle immagini precedentemente disponibili solo in alcune fotocamere DSLR di alto livello possano ora essere progettate per smartphone».

Pertanto, si è passati dalla concorrenza alle compact camera alle reflex e con molta probabilità assisteremo a un nuovo crollo di quest’ultimo segmento, in parte già anticipato dai dati fiscali di questi ultimi anni. Ad aggravare la situazione, per le fotocamere tradizionali, c’è l’intelligenza artificiale, cosa su cui la cultura fotografica non sembra prestare ancora molta attenzione, ma che invece rappresenta un valore aggiunto di notevole importanza, in grado di influenzare il fare fotografia, dallo scatto allo sviluppo, in maniera determinante. In effetti, da una parte c’è il momento in cui viene registrata l’immagine che viene gestito sfruttando un database di fotografie che riconosce la scena e fornisce le impostazioni migliori, poi la post-produzione che allo stesso modo può garantire risultati eccellenti, basti pensare alla nota applicazione Face App che in poche ore ha fatto il giro del mondo per la sua capacità di realizzare una versione invecchiata di un ritratto…in pochi secondi. Già, perché alla base del successo c’è la velocità di esecuzione di questi complessi compiti, che ormai è questione di istanti. Se non bastasse, l’imminente arrivo del 5G, capace di trasferire file di grandi dimensioni in tempi drammaticamente brevi. Ciò significa che eventuali limiti hardware del modulo fotografico dello smartphone, oggi gestiti da un chip apposito al suo interno, potranno tranquillamente essere presi in carico da una macchina esterna più potente, che nel tempo di un click avrà già elaborato tutto.

Quello che è certo è che non ci sarà una fotocamera nel telefono, ma la fotografia tutta.

 

Federico Emmi