Il futuro della storia. Fujifilm GFX 100

Il 26 giugno, in una caldissima giornata, particolarmente afosa, a Milano, Fujifilm ha presentato ufficialmente alla stampa di settore la GFX 100. Considerarla una macchina fotografica è riduttivo, perché l’impegno e le risorse investite nella progettazione e nella produzione di questo oggetto raccontano una storia diversa.

Per comprendere a pieno il grande risultato ottenuto da Fujifilm con la commercializzazione della GFX 100, modello di punta dell’offerta tecnologica, è necessario tornare indietro nel tempo, precisamente alla fine degli anni dieci del millennio attuale. Benché avesse una propria linea di reflex, il vero segmento di traino, per Fujifilm, erano le compatte e le fotocamere bridge, il cui successo commerciale venne messo in crisi, all’improvviso, in brevissimo tempo, dall’arrivo e dal successo pressoché immediato, a livello globale, degli Smartphone, primo fra tutti quello della Apple.

Sono passati circa dieci anni e Fujifilm, ripartita praticamente da zero, ha visto crescere il proprio successo, fino a imporsi come alternativa di alto livello. Un’affermazione faticosa perché rallentata non sul piano tecnologico, ma da quella mentalità, sicuramente molto radicata in Italia, che ha di fatto trasformato il sensore 35mm in una religione, dove per Fotografia si intende il Full Frame. Ciò è vero se si confrontano sensori tecnologicamente uguali, che differiscono solo per la grandezza; viceversa è falso quando si paragona un sensore a matrice di Bayer, compresi quindi anche quelli a 35mm, con il sensore Fujifilm X-Trans APS-C, digitale nel funzionamento, ma analogico nel risultato, perché non possono competere in termini di resa qualitativa. Non è un giudizio, ma un dato di fatto. È la stessa differenza che c’è tra una fabbrica di dolci e una pasticceria. Che in Fujifilm amino la fotografia e non il profitto non è un mistero, lo si nota nelle scelte produttiva, il non entrare nel segmento Full frame; lo si nota nei dettagli, la brochure della GFX 100 si apre con 4 pagine di fotografie.

La cronaca della presentazione della GFX 100 è divisa in diversi momenti: il primo è stato quello di Adrian Clarke, Senior Vice President Electronic Image Fujifilm Europe, che ha parlato dei risultati ottenuti nel mercato europeo, la cui presenza è stata per altro indicativa di come quello italiano sia molto importante. Ha preso poi la parola Guglielmo Allogisi, General Manager Electronic Image Fujifilm Italia, che prima di introdurre la GFX 100 da un punto di vista commerciale, ha ripercorso la storia delle mirrorless Fujifilm, soffermandosi anche sull’esperienza quasi centenaria nella produzione delle pellicole. Si inizia con lo slogan: Il futuro della storia, di seguito la scelta di modificare il nome del segmento di riferimento, non medio formato, non più Super Full Frame, ma Large Format; una breve panoramica sulle caratteristiche di punta della GFX 100 per poi finire sul sottolineare l’impegno da parte di Fujifilm di offrire un prodotto completo, non solo nella parte fotografica, ma anche in quella video. La presentazione ha poi visto come protagonista Riccardo Scotti, Product Manager Fujifilm Italia, che, nel mostrare nuovamente le caratteristiche più importanti che contraddistinguono la GFX 100, ha fornito dettagli tecnici molto utili. La conclusione è stata affidata a Sara Lando, X-Photographer, che ha avuto modo di utilizzare la fotocamera in anteprima, condividendo con i presenti le sue osservazioni sulla qualità della immagine. Ciò che ha apprezzato molto è la gamma dinamica, notevole, e la possibilità di poter lavorare in post-produzione anche con il file jpg, senza problemi di decadimento. L’ultimo momento della presentazione è stata la prova, affidata a testimonial Fujifilm che hanno utilizzato la GFX 100 in due set separati, uno con la modella, l’altro con una moto da enduro. Infine, la presenza di un plotter in sala, ha permesso di apprezzare, in diretta, la stampa di alcune delle immagini.

Parlare della Fujifilm GFX 100 in termini tecnici, approcciando una recensione, cercando di capire se l’esperienza di utilizzo è in linea con quanto dichiarato, non ha senso. Questa fotocamera è pensata per un pubblico professionale e un professionista è in grado di valutare la bontà di un prodotto leggendo le caratteristiche, a loro Fujifilm chiede di provarla, di stressarla, di farlo in una sessione di lavoro, cioè di ricavarne un giudizio mediante un utilizzo intensivo e in base alle esigenze del possibile acquirente.

Il sensore da 102 megapixel retroilluminato è una garanzia, tanto in termini di qualità, con una gamma dinamica notevole, capace in situazioni limite di non tagliare le ombre, né di bruciare le luci; quanto in quelli di post composizione. In questo la GFX 100 amplia in maniera notevole i campi di utilizzo, permettendo di sperimentare, di ri-creare; riducendo i tempi di lavoro, di semplificarlo. Stesso discorso per il sistema di messa a fuoco che è estremamente veloce e preciso, grazie all’utilizzo del rilevamento di fase posto sull’intero sensore, inoltre il processore e il software di gestione permettono una messa a fuoco in situazioni critiche, di inquadratura e di luce. La velocità dell’AF permette un utilizzo della fotocamera a formato Large estendendone l’utilizzo anche a quei generi dove la velocità di movimento è protagonista. Apprezzabile il rilevamento del volto e quello dell’occhio, capaci di riconoscere anche una persona di profilo, prezioso poi il livello di personalizzazione, dove è possibile scegliere l’occhio da seguire, o i volti rilevati in scene dove sono presenti più persone. La stabilizzazione è un’altra caratteristica che permette di aumentare i campi di utilizzo, con un effetto di compensazione massimo di 5.5 stop (ottenuto solo con oscillazione verticale e usando il GF63 F2.8 R WR). Un impiego che ha permesso di ottenere dei risultati di elevata qualità e nitidezza, è quello della fotografia area.
Ci sono altre caratteristiche, meno evidenti, ma che arricchiscono la GFX 100 e la completano: il meccanismo di ammortizzazione dell’otturatore, utile per chi fa fotografia commerciale o chi ha bisogno dell’assenza di qualsiasi movimento; il mirino elettronico da 5.76 megapixel; il sub monitor posteriore; il monitor posto sopra; il monitor lcd estraibile e touch; la simulazione delle pellicole; gli effetti: grana, Color Chrome, Smooth Skin, quest’ultimo sviluppato per migliorare la tonalità della pelle nella fotografia di ritratto; i memo vocali da 30 secondi come forma di nota.
Il menu operativo è in linea con la serie X Fujifilm, ma con un numero di voci nutrito, la fotocamera infatti è personalizzabile in ogni aspetto, dai tre monitor, al sistema di messa a fuoco, ai tasti funzione. Per quanto riguarda, poi, la parte video, massimo output 4K/30P 4:2:0 su scheda SD 4:2:2 su porta HDMI, uscita a 10bit e supporto F-Log/HLG, oltre a utilizzare un’area del sensore superiore rispetto alla maggior parte delle macchine da presa cinematografiche.

La Fujifilm GFX 100 è una fotocamera versatile, orientata esclusivamente al professionismo, non tanto o solo per il costo, quanto per i vari campi di utilizzo che ne sfruttano a pieno le potenzialità, che richiedono davvero grande competenza. Al collo è abbastanza leggera, 1.4kg nella combinazione con EVF, due batterie e schede di memoria. Il corpo macchina è in lega di magnesio, tropicalizzato e testato in condizioni estreme, di caldo e di freddo. Le dimensioni ricordano moltissimo le fotocamere top di gamma di Canon e Nikon, e forse la scelta non è casuale, vista tra l’altro la differenza di prezzo esigua. È molto ergonomica e facile da utilizzare, l’esposizione è immediata, come il passaggio alla ripresa verticale. La registrazione dell’immagine avviene su un file da 100 mega, nella modalità RAW compresso, il doppio in quella non compressa, questo implica, a prescindere dal software di elaborazione utilizzato, la necessità di un computer molto potente e, chiaramente, tera di storage.
Curata anche la parte relativa all’assistenza, nel caso di malfunzionamento, chi acquista una fotocamera GFX, a prescindere che sia un professionista oppure no, ha diritto alla sostituzione temporanea della macchina fotografica per tutto il periodo di riparazione, cioè entra a far parte del Fujifilm Professional Service senza il vincolo della partita iva o della visura camerale. Insomma, è una macchina completa sotto ogni punto di vista e aspetta di essere giudicata da chi lavora intensamente con la fotografia.

Federico Emmi