Il Guatemala. Un reportage di YoRosco

Discorsi Fotografici ospita quest’oggi il bellissimo reportage del fotografo YoRosco, che ci presenta una visione molto intima e suggestiva del Guatemala.

DF: Benvenuto su Discorsi Fotografici e grazie per il tuo contributo! Per iniziare parlaci un poco di te.

YR: Desidero ringraziarvi in primo luogo per lo spazio dedicatomi. Mi presento.
Giuseppe Tricarico, napoletano di 32 anni. Sono ingegnere aerospaziale e lavoro attualmente alla BMW di Monaco di Baviera.
Mi avvicino alla fotografia per caso, durante la prima vacanza con la mia ragazza di allora. Lei portó la sua compattina e il risultato fu devastante.
Dopo le prime foto da coppia innamorata al tramonto le rubo letteralmente la macchinetta e la lascio cucinare sola mentre io mi imbosco per la prima avventura fotografica in solitaria.
Risultato: poco sesso durante quella vacanza ma lei mi ha sposato e io imparato a fotografare!
Da un anno e mezzo fotografo con l’acronimo YoRosco e scrivo sull’omonimo blog.

DF: Prima di partire ti sei documentato fotograficamente?

YR: Fondamentalmente no. Avevo un buco tra il mio vecchio lavoro e il nuovo e cosí ho deciso di partire. È stato deciso tutto frettolosamente. Sapevo solo che volevo mettermi alla prova e fotografare al meglio che potevo indipendentemente da tutto.

DF: Che attrezzatura hai portato con te?

YR: Canon 5D, Canon 50mm f1.4, Canon 24-105 f4, Blitz Metz 58 AF1.

DF: Quali soggetti hai fotografato più frequentemente?

YR: Soprattutto persone. Sono i soggetti che amo di piú. In realtá sono troppo rumoroso per gli animali e troppo poco paziente per i paesaggi, peró amo le persone e le so leggere.

DF: Hai sperimentato particolari difficoltà?

YR: Si. Non chiedete mai indicazioni stradali in Guatemala. Almeno che non siate veramente all’avventura vi ritroverete a maledire il momento in cui avete chiesto aiuto. In Livingstone (sull’Atlantico) é estremamente difficile fotografare. Le persone sono particolarmente schive e poco ospitali, ho dovuto inventare 1000 espedienti per poter rubare qualche buon scatto.

DF: Se dovessi avere l’occasione di tornare negli stessi luoghi cosa fotograferesti ancora?

YR: Senza alcun dubbio il mercato di Chichicastenango. Un luogo magico che regala infiniti spunti fotografici e di riflessione.

DF: Che cosa non sei riuscito a fotografare e avresti voluto?

YR: Sono soddisfattissimo del Tour fatto e credo di aver ottenuto scatti validi da ogni luogo che ho visitato.
Forse passerei qualche ora in piú ad Iztapa per fotografare le sue bancarelle di notte. Purtroppo dovevo tornare ad Antigua perché viaggiare con il buio nella notte, con una tempesta che sta per arrivare (era il periodo delle pioggie) e una macchina con le gomme come il culettino di un neonato non é certamente la cosa piú consigliabile.

DF: Hai trovato la forza di spegnere la fotocamera e goderti il viaggio ogni tanto?

YR: Si certo non sono uno che scatta molto. Ma il 70% del tempo é stato con la fotocamera a portata di mano e devo dire che il restante 30% é stato quasi angosciante.

DF: Cosa consiglieresti a chi vuole intraprendere il tuo stesso percorso?

YR: A mio avviso sono da vedere assolutamente:
I templi di Tikal cercando di essere li alle 6:00 del mattino per godere del rumore impressionante delle scimmie urlatrici.
Chichicastenango e Atitlan sono un dovere cosí come Antigua (le mura di questa cittá offrono incredibili spunti fotografici).
Il consiglio é di saltare Cittá del Guatemala. Pericolosa, caotica e niente di piú (non avrete perso niente)

DF: Al di là dell’aspetto puramente legato alla fotografia, hai qualcosa da aggiungere riguardo questa esperienza?

YR: Il Guatemala é una terra magnifica. In 10 giorni puoi vedere moltissimo, passare dall’Atlantico al Pacifico, mare, vulcani di 4000 metri, buon cibo e un popolo ricco di etnie e culture diverse. È stato il mio primo reportage in solitaria e non sarà l’ultimo. Un’esperienza paragonabile allo Zen.

Discorsi Fotografici ringrazia YoRosco e si augura vivamente di ricevere al più presto altri suoi contributi da condividere con i lettori.