Il prezzo della notorietà

Anche quest’anno Apple lancia il suo concorso Shot on iPhone, divenuto ormai famoso a livello mondiale e fonte di sfida anche tra i professionisti per dimostrare che si possono fare foto che lasciano un segno anche con uno smartphone il cui comparto fotografico, sebbene di qualità, è comunque limitato in dimensioni e possibilità espressive.

Partecipare è semplice, basta pubblicare immagini su Instagram o Twitter utilizzando l’hashtag #ShotOniPhone. Nella didascalia dell’immagine bisogna indicare con quale modello di iPhone è stata scattata la foto. In alternativa, le immagini possono essere inviate via e-mail in piena risoluzione a shotoniphone@apple.com con il formato di file ‘firstname_lastname_lastname_iphonemodel. Le foto possono essere anche modificate, per quanto non si capisca bene fino a che punto.

Fin qui tutto bene, un concorso tutto sommato anche facile a cui partecipare e senza costi. Ma guardando meglio le condizioni di partecipazione, un costo, che può essere considerato anche molto elevato a secondo della sensibilità personale del partecipante, c’è.

Nelle “righe piccole” delle condizioni di partecipazione Apple scrive: conservi i tuoi diritti sulla tua fotografia; tuttavia, inviando la tua foto, concedi ad Apple una licenza gratuita, mondiale, irrevocabile e non esclusiva per un anno per utilizzare, modificare, pubblicare, visualizzare, distribuire, creare opere derivate e riprodurre la foto su Apple Newsroom, apple.com, Twitter, Instagram, nei punti vendita Apple, Weibo, WeChat, sui cartelloni pubblicitari e su tutte le mostre interne Apple. Ogni fotografia riprodotta comprenderà il riconoscimento dei diritti per il fotografo. L’azienda continua: Se la tua foto viene selezionata per essere esposta su un cartellone pubblicitario, accetti inoltre di concedere ad Apple l’uso commerciale esclusivo della foto per la durata della licenza.

Sebbene questo uso delle fotografie vincenti sia limitato al periodo temporale di un anno, chiunque sia un minimo addentro le dinamiche di durata della notorietà nel mondo digitale sa benissimo che dopo un anno sarà molto difficile poter trarre qualche vantaggio economico da una foto già vista e rivista e soprattutto per sempre collegata, seppure solo idealmente, al marchio Apple.

La domanda da farsi in questo caso allora è la seguente: può essere questo il prezzo della notorietà? Vale la pena rinunciare ad un vantaggio economico per vedere il proprio nome tra i vincitori di un concorso associato ad un marchio così famoso?

Tutto sommato moltissimi concorsi che offrono premi concreti per i vincitori difficilmente garantiscono una susseguente notorietà, che è qualcosa che nel mondo artistico si costruisce lentamente, con molto lavoro e con l’approvazione da parte di pubblico e critica sparsi su differenti ambiti.

Vincere il World Press Photo non garantisce automaticamente di entrare nell’elenco dei fotografi più noti al mondo (quanti vincitori di questo concorso possiamo elencare a memoria mentre leggiamo questo articolo?), e neanche Shot on iPhone permetterà ai vincitori di emergere rapidamente dal mare magnum degli aspiranti maestri della fotografia, ma di sicuro facilita la risalita.

Per molti fotografi professionisti questa pratica è scorretta e controproducente, perché essenzialmente si concede ad Apple la possibilità di aumentare i profitti senza riceverne in cambio una parte. Ma un compenso non deve necessariamente essere di natura materiale, vincere un concorso di questo tipo potrebbe aumentare l’autostima e spingere a continuare nel proprio percorso.

La domanda comunque resta. Regalare la propria foto ad Apple, per un anno: può essere questo il prezzo della notorietà?