Intervista a Haruhiko Kawaguchi

Successivamente alla pubblicazione di un articolo riguardante l’opera di Haruhiko Kawaguchi, abbiamo avuto il piacere di poterlo intervistare direttamente e di comprendere il suo particolare progetto fotografico attraverso le dirette parole dell’artista. Riportiamo di seguito la traduzione italiana dell’intervista e la versione originale in inglese.

D: Come hai capito che la fotografia poteva essere un mezzo artistico adatto a ciò che volevi rappresentare?

R: Esprimo l’amore facendo impacchettando strettamente una coppia per rendere due persone una sola esistenza. Tuttavia, questo momento non può essere sostenuto per troppo tempo per via dell’impossibilità a respirare. Così fotografo questo breve attimo per poterlo regalare all’eternità.

D: Quasi ogni fotografo porta nella sua arte una parte del mondo in cui ha vissuto e cresciuto. Quanto Giappone c’è nel tuo lavoro fotografico?

R: Non ci ho mai pensato. Il pacchetto sottovuoto, che uso per le fotografie, in realtà serve a stipare biancheria da letto in armadi e sgabuzzini in Giappone.

D: C’è una differenza nel modo in cui il tuo lavoro è stato accolto e considerato tra il Giappone e l’estero?

R: Ho sentito che la reazione dello spettatore al mio lavoro è universale. Ecco perché penso che il lavoro da solo parli più di tante parole.

D: Come avviene il processo di creazione di una delle tue opere? Quanto partecipano i soggetti alla scelta dell’ambiente e al modo in cui viene scattata una fotografia?

R: Fondamentalmente rispetto i desideri dei modelli. Ho lasciato che portassero dei vestiti per le riprese. E decidiamo cosa indossare dopo averne discusso. C’è la possibilità di essere nudi insieme. In Flesh Love Returns, chiedo loro quale posto vorrebbero scegliere per lo scatto, dato che sarà una cosa che porteranno con loro per sempre. Una coppia sceglie il luogo dove si sono incontrati per la prima volta, un’altra coppia sceglie il luogo dove vive.

D: Molte coppie vengono fotografate da te in sacchetti di plastica insieme agli oggetti che rappresentano la loro relazione. Questi oggetti sono un vero terzo elemento della coppia, o sono solo descrittivi e ci aiutano a capire con chi abbiamo a che fare?

R: Nella serie ZATSURAN, imballo sottovuoto una coppia insieme a molte cose. Queste cose sono i loro beni portati da casa.
Comprano queste cose che gli piacciono nei negozi, le loro preferite, sono felici di essere, come coppia, una cosa sola con i loro possedimenti.

D: Non solo la carne e la vicinanza, ma anche il colore è protagonista di tutte le tue opere. Molto spesso sono colori vividi, saturi, quasi esagerati. Come si rapporta il colore all’amore nel tuo lavoro?

R: Quando la pelle umana è vivace, è colorata. Il fiore che sboccia è più colorato del fiore che appassisce. Una cosa piena di colore è una metafora di ciò che sta godendo la vita.

D: Cosa hai imparato in questi anni dalle persone che si sono sottomesse al tuo lavoro artistico?

R: Ho ritratto non solo giapponesi, ma anche persone provenienti da vari paesi. Ho pensato che non c’è differenza nell’amare, anche se la cultura è diversa.

D: Qual è la migliore fotografia che non hai mai scattato?

R: Mi piacciono tutti i miei lavori, ma sono sempre interessato alle novità.

D: In un mondo in cui la fotografia si diffonde con ogni mezzo, c’è ancora spazio per esprimere qualcosa di nuovo? Ci saranno ancora nuovi maestri della fotografia?

R: Al momento tutto nel mondo è stato conosciuto e il segreto è completamente perduto. E’ un’epoca in cui tutti scattano foto con i telefoni cellulari. Penso che il ruolo di un fotografo sia quello di postare una visione di ciò che è unico al mondo.

English version

Q: How did you realize that photography could be a suitable artistic medium for what you wanted to represent?

A: I express love by making couple shrieked pack to make 2 person 1 existence.
However, this moment can not be sustained for a while. So I am photographing this moment for eternity to record.

Q: Almost every photographer brings into his or her art a part of the world in which he or she lived and grew up. How much Japan is there in your photographic work?

A: I have not been thought about it. The vacuum pack I use is used to compactly put down a bedding in a narrow storeroom in Japan.

Q: Was there a difference in the way your work was received and considered between Japan and abroad?

A: I felt the viewer’s reaction to my work is universal. That’s why I think the work is more verbal than words.

Q: How does the process of creating one of your works happen? How much do subjects participate in the choice of the environment and the way a photograph is taken?

A: Basically I respect the desires of models. I let them bring some clothes for the shooting. And we decide what to wear after discussing. And there are options of being naked among them. At Flesh Love Returns, I interview them that If they get the best pictures for them in a lifetime which place they would like choose for the shooting. One couple picks the place where they gave a date for the first time, another couple chooses the place where they live.

Q: Many couples are photographed by you in plastic bags together with the objects that represent their relationship. Are these objects a real third element in the couple, or are they just descriptive and help us to understand who we are dealing with?

A: In the ZATSURAN series, I vacuum pack a couple together with a lot of things. These things are their possessions brought from couple ‘s home.
They purchase these things they like on the store and purchase them. Things are favorites for them. It is happy for them becoming one thing not only couple but their possessions.

Q: Not only the flesh and the close proximity, but also the colour is a protagonist of all your works. Very often they are vivid, saturated, almost exaggerated colours. How does colour relate to love in your work?

A: When human skin is lively, it is colorful. Blooming flower is more colorful than the flower wither. The colorful thing is a metaphor of what is enjoying life.

Q: What have you learned in these years from the people who have submitted to your artistic work?

A:I have taken not only Japanese but also people from various countries. I thought that there is no difference in loving, even though culture is different.

Q: Which is the best photograph you haven’t taken?

A: I like all my works, but I am always interested in new work.

Q: In a world where photography is spreading with every means, is there still room to express something new? Will there still be new masters of photography?

A: Everything in the world have been taken at the moment, and the secret is completely lost. It is an era everyone takes pictures with mobile phones. I think that the role of a photographer is to post a view of what is unique in the world.