La rivoluzione dei firmware

L’ingresso dell’elettronica nel mondo della fotografia è avvenuto decenni prima della rivoluzione digitale di massa di inizio anni duemila. La messa a fuoco e l’esposizione diventano completamente automatiche a cavallo degli anni ‘80 e danno un vigoroso scossone al mercato, rivoluzionano il modo di fotografare. Innegabilmente hanno introdotto una sorta di obsolescenza che prima non esisteva, vista la natura essenzialmente meccanica degli strumenti fino ad allora.

Oggi la miniaturizzazione dei circuiti elettronici ha introdotto notevoli vantaggi mettendo a disposizione grandi possibilità anche per un utilizzo non prettamente professionale, ma pure ha decretato la pericolosa scadenza delle apparecchiature.

Se un tempo una macchina fotografica poteva avere una vita media di lustri, oggi i modelli si avvicendano quasi ogni anno, spesso senza nemmeno offrire un adeguato rinnovamento.

Questo ha costretto tutto il movimento fotografico a sottostare a delle regole di mercato, rapide e crudeli,  che inflazionano i prodotti attuali nel momento stesso in cui viene presentato un modello nuovo. Inoltre il marketing fa il suo gioco agendo sulla percezione del consumatore in modo avverta pregnante la necessità di cambiare il proprio mezzo fotografico.

Ma da quando i processori hanno avuto la possibilità di aggiornare il proprio firmware (sequenza di istruzioni integrata in un componente elettronico programmato) le cose sono cambiate.

All’inizio le operazioni di aggiornamento erano riservate a quello che in gergo viene chiamato ‘bug fix’ e cioè alla risoluzione di problemi emersi solo dopo la messa sul mercato. In seguito l’evoluzione tecnologica ha permesso di utilizzare processori più longevi e capaci permettendo di programmare gli aggiornamenti nel tempo, addirittura arrivando a vere e proprie riscritture che abilitano funzioni che prima il cliente non aveva nemmeno immaginato!

Non ultima la possibilità di aggiornare anche i firmware degli obiettivi in modo da seguire passo passo la crescita dei corpi macchina alla ricerca della massima efficacia di accoppiamento.

Fra i marchi che più di altri si impegnano ad aggiornare le proprie produzioni ci sono Sony e Fuji.

E’ notizia di alcuni giorni fa che alcuni dei più fortunati modelli di questi marchi hanno ricevuto importanti aggiornamenti firmware, andiamo nel dettaglio a vedere quali sono le modifiche per Sony A7III e per Fuji X-T3.

Sony A7 III e A7R III
Con il firmware 3.0 arriva il nuovo sistema Real-time Eye AF. Questa funzionalità può essere utilizzata in modalità AF-C con una pressione parziale del pulsante otturatore, anche per gli occhi degli animali e non solo delle persone
Aggiunta la possibilità di registrare time-lapse con la gestione degli intervalli permettendo così una maggiore creatività. Si potranno impostare intervalli da 1″ a 60″ con scatti da 1 a 9999. Durante gli intervalli, la sensibilità del tracking AE sarà regolabile su alta, media e bassa così da limitare la variazione dell’esposizione.

Fuji X-T3
Giunto alla versione 3.00 anche il firmware della ammiraglia Aps-c di Fuji.
La caratteristica principale è frutto del lavoro fatto sull’algoritmo per aumentare la precisione delle prestazioni AF di rilevamento di volti e occhi, sia in modalità foto che video. La capacità di rilevare i volti in lontananza è stata migliorata di circa il 30% e il tracking AF ora è più stabile, anche in presenza di ostacoli.
La funzione di Face Select è stata introdotta per fornire fuoco, tracciamento ed esposizione prioritari su un soggetto selezionato quando sono stati rilevati più volti. La faccia di priorità può essere selezionata usando il touch screen o la leva di messa a fuoco.
Aggiunta alle impostazioni del touch screen una funzione di singolo e doppio tocco che consentono la messa a fuoco automatica e la selezione dell’area di messa a fuoco.
E‘ stato inoltre migliorato il tracciamento dell’area AF/AE quando si utilizza il mirino elettronico.
Aggiunta la possibilità di selezionare la riduzione dello sfarfallamento nelle foto e nel display quando si riprende con illuminazione fluorescente e altre fonti di luce simili.
Migliorata la parte di assegnazione funzioni ai tasti programmabili e rivista la parte relativa ai comandi a sfioramento tramite touch screen.
Sono infine stati risolti dei problemi secondari.

Dalle descrizioni degli aggiornamenti sorprende positivamente l’entità delle modifiche e delle migliorie introdotte e sorgono spontanee alcune riflessioni (e provocazioni) intorno a questo argomento, per cercare di capirne i pro e i contro ed i possibili panorami futuri.

La consuetudine di aggiornare le apparecchiature è un escamotage usato delle case produttrici per presentare una macchina sul mercato anche se non completamente pronta e messa a punto?

Si diceva che un aggiornamento firmware non è più solo un modo per correggere dei problemi di funzionamento ma può introdurre novità anche consistenti ed importanti che al momento dell’acquisto il cliente non aveva. Per questo motivo un marchio che lavori in tal senso potrebbe essere favorito nella scelta più di un altro?

Chiaramente queste possibilità allungano la vita dell’apparecchio con il conseguente contenimento della svalutazione dell’usato. Viceversa questo è un comportamento da parte delle case furbo di fidelizzare il cliente illudendolo di essere seguito nel tempo?

Meglio vendere un prodotto nuovo oppure dedicarsi in modo più profondo ad adattare il prodotto alle richieste dei clienti aprendo dei canali di dialogo con essi?

Con la contrazione delle vendite, come già successo in passato in alcune circostanze, le case produttrici potrebbero fornire i ‘major update’ a pagamento. Quali potrebbero essere le reazioni dei clienti? Quanti sarebbero disposti a pagare per questo servizio?

Immagine copertina proveniente da Google Images

 

Mirko Bonfanti
magazine.discorsifotografici.it