La Scozia. Un reportage di Francesco D’Alonzo

Discorsi Fotografici continua la serie di reportage con il viaggio in Scozia del fotografo Francesco D’Alonzo

DFBenvenuto su Discorsi Fotografici e grazie per il tuo contributo! Per iniziare parlaci un poco di te.

FDA: Mi chiamo Francesco D’Alonzo, classe 1981 e non sono un fotografo professionista. La mia passione per la fotografia è sbocciata in concomitanza con gli anni universitari. Laureato in economia ambientale, il confrontarmi con tematiche ambientali mi ha portato ad approfondire e a scoprire l’ambiente che ci circonda e a rendermi conto che la fotografia poteva essere un mezzo, forse l unico per far vedere l’ambiente sotto altri punti di vista. Nel 2008 ho acquistato la mia prima reflex (una entry level) e da quel momento la passione per la fotografia è diventata una costante della mia vita che mi accompagna ogni giorno, ogni momento e con sempre maggiore importanza. Provare, scoprire, sperimentare questo è il motto che si ripete nel mio cervello quando scatto, quando viaggio, quando cerco di rappresentare “il mio mondo” attraverso la mia reflex. In pochi anni ho affinato la tecnica, ho studiato, ciò mi ha portato ad aprire un mio sito web (www.francescodalonzo.it) ad avere l’approvazione delle persone che hanno iniziato ad apprezzare i miei scatti e tutto questo non ha fatto altro che accrescere in me il desiderio di immergermi completamente nella fotografia… chissà magari un giorno diventi qualcosa in più di una passione… sempre con lo stesso spirito, la stessa voglia.

DFPrima di partire ti sei documentato fotograficamente?

FDA: Sì prima di partire mi sono documentato fotograficamente, diciamo che mesi prima io e la mia ragazza abbiamo iniziato a pianificare il viaggio, cercando di buttare giù un itinerario che potesse farci assaporare quella che è la vera essenza di questo luogo; certo l’aspetto fotografico ha rappresentato una priorità. Visto il relativo poco tempo (6 giorni) abbiamo deciso di dedicare 2 giorni alla visita di Edimburgo e poi alla “natura”, 3 giorni immersi nell’isola di Skye. Penso che chiunque anche chi non sappia nulla di fotografia avrà sicuramente sentito parlare e visto immagini dell’isola di Skye, un “paradiso per fotografi” . Mi sono documentato su quali potessero essere i luoghi principali ai quali poter dedicare la mia attenzione, ma soprattutto ho dovuto prendere in considerazione le condizioni climatiche tipiche del Nord Europa, pioggia e freddo, condizioni di luce molto diverse rispetto alle nostre. Comunque in linea di massima non mi sono documentato più di tanto fotograficamente perché non volevo farmi influenzare, ma essere libero anche di cercare magari scatti o situazioni diverse dal solito.

DFChe attrezzatura hai portato con te?

FDA: Ho cercato di mantenermi il più possibile leggero , sapendo che ci sarebbe stato molto da camminare, molti spostamenti. Ho deciso di portare la mia canon 5D Mark II, un grandangolare Canon 17-40 F/4 L che ho usato per l’80% dei miei scatti sull’isola di Skye e il 70-200 F/4 IS L, che invece ho usato molto per catturare le particolarità architettoniche di Edimburgo. Ovviamente un treppiedi Manfrotto leggero, filtri, flash che però ho utilizzato abbastanza raramente.

DFQuali soggetti hai fotografato più frequentemente?

FDA: Diciamo che io sono un fotografo che predilige la natura, paesaggi e quindi il soggetto principale è stato il “paesaggio scozzese”; queste immense distese , terre selvagge , dove il colore verde intenso si contrapponeva al blu del cielo. Non abbiamo mai visto per 4 giorni il sole, però quello che mi ha colpito è stato il colore grigio/blu del cielo a tratti reso giallo dallo spuntare di un timido raggio di sole. Ovviamente altri soggetti ad Edimburgo, dove “l’ambiente urbano”, gotico , tetro, l’aria di mistero che si respirava è stato l’oggetto dei mie scatti.

DFHai sperimentato particolari difficoltà?

FDA: Le maggiori difficoltà sono state dovute essenzialmente alle condizioni climatiche. Freddo, con una temperatura media di +7° e quella pioggerellina che ti accompagna sempre e che dà fastidio rendeva qualche volta, soprattutto ad Edimburgo, la vita difficile. Sull’isola di Skye sapevo che le condizioni climatiche erano leggermente migliori paradossalmente, nonostante molto più a Nord e soggetta a correnti oceaniche.

DFSe dovessi avere l’occasione di tornare negli stessi luoghi cosa fotograferesti ancora?

FDA: Se avessi la possibilità di tornare lì, innanzitutto ci rimarrei per minimo 2 settimane in modo da poter aspettare le migliori condizioni di luce, che purtroppo causa il cielo nuvoloso, non ho avuto nel mio viaggio, ed inoltre cercherei di avventurarmi nelle zone meno battute dai flussi turistici, la zona sud dell’isola, Cuillin Hills, paradiso di chi pratica trekking , dove si possono percorrere sentieri che permettono di poter godere di panorami mozzafiato, “fotograficamente privilegiati”.

DFChe cosa non sei riuscito a fotografare e avresti voluto?

FDA: Due rimpianti o diciamola cosi due “soggetti fotografici” che avrei voluto tanto fotografare: i delfini, durante il percorso in traghetto e un tramonto dai colori caldi , con la luce che si abbatteva dolcemente rendendo i colori vivi dorati sull’ Old Man of Storr, uno straordinario pinnacolo di roccia alto 50metri che si erge come un gigantesco dito nero puntato verso il cielo.

DFHai trovato la forza di spegnere la fotocamera e goderti il viaggio ogni tanto?

FDA: Certo che spegnere la macchinetta e godersi quello spettacolo senza di essa è stata dura, però si ci sono stati momenti, soprattutto alla sera nei quali la stanchezza la faceva da padrone in alcuni casi anche un pelo di sconforto per le pessime condizioni di luce, hanno fatto si che la mettessi da parte.

DFCosa consiglieresti a chi vuole intraprendere il tuo stesso percorso?

FDA: Direi essenzialmente di non aver paura ad intraprendere un viaggio fai da te, di pianificare con largo anticipo e di non aver paura di scattare, immortalare anche la cosa che possa sembrare la più banale, perché non lo sarà, perché farà per sempre parte del proprio bagaglio di vita.

DFAl di là dell’aspetto puramente legato alla fotografia, hai qualcosa da aggiungere riguardo questa esperienza?

FDA: “Viaggiare implica viaggiare”, nel senso che non si finisce mai di scoprire di rendersi conto di quanto il mondo sia vario, abbia mille sfaccettature, culture, usanze , mentalità, stili di vita differenti dalle nostre che solo il viaggiare, l’osservare può farti conoscere ed assaporare.

Discorsi Fotografici ringrazia Francesco D’Alonzo e si augura vivamente di ricevere al più presto altri suoi contributi da condividere con i lettori!.