Le isole Kangaroo e l’Australia. Un reportage di Fabio Nodari

Discorsi Fotografici ospita quest’oggi il bellissimo reportage del fotografo Fabio Nodari, che ci presenta un’Australia quasi magica.

DF: Benvenuto su Discorsi Fotografici e grazie per il tuo contributo! Per iniziare parlaci un poco di te.

FN: Innanzitutto colgo l’occasione per ringraziarvi dell’ospitalità. Mi chiamo Fabio Nodari e sono nato nel 1985. Mi sono appassionato alla fotografia da circa 3 anni e divido questo hobby con l’altra mia passione: viaggiare. Da diversi anni coltivavo il desiderio di visitare l’Australia. Molti mi hanno chiesto: ma perchè proprio l’Australia? Beh, Tutte le volte che mi hanno fatto questa domanda mi sono trovato in difficoltà a rispondere. Perchè uno non dovrebbe desiderare di visitare proprio l’Australia? Per me la domanda non ha proprio senso. Soprattutto per chi è appassionato di fotografia è un paradiso: animali unici al mondo, paesaggi paradisiaci, un clima spesso estremo che mette alla prova anche il più esperto viaggiatore, una cultura(quella aborigena) che probabilemte è la più vecchia al mondo ed è esistente ancora oggi. Per me l’Australia è questo e altro. E’ anche il paese dei contrasti. E’ il continente con meno alberi al mondo ma il principale esportatore di legname al mondo. E’ l’isola più grande al mondo ma il continente più piccolo. In più non si sente mai parlare dell’Australia, e questo aggiunge un po’ di mistero a questo paese. In breve: l’Australia è un paese veramente interessante.

DF: Prima di partire ti sei documentato fotograficamente?

FN: Sì, certamente.Credo che documentarsi prima di partire sia un passaggio fondamentale nella fotografia, tanto quanto lo è nell’organizzazione del viaggio stesso. Mi sono informato sulle abitudini della fauna locale e ho cercato di studiare l’itinerario in modo da arrivare nei punti che mi interessavano all’ora giusta. Una volta sul posto ho cercato di parlare con quante più persone possibile per avere altre informazioni su luoghi a animali. Credo che questo sia veramente importante.Per quante informazioni si possano trovare su internet, parlare con persone che abitano da anni sul posto, può aprire infinite opportunità, fotograficamente parlando. E questo contribuisce anche ad arricchire la propria cultura, ad accrescere l’apprezzamento per il luogo e ad abbattere certi pregiudizi.

DF: Che attrezzatura hai portato con te?

FN: Ho portato la Canon 50D insieme ai miei due obiettivi preferiti: il Canon 10-22 e il Canon 100-400. Per i paesaggi poi ho utilizzato spesso i filtri e il treppiede.

DF: Quali soggetti hai fotografato più frequentemente?

FN: Non ho avuto un soggetto preferito. L’Australia offre infinite opportunità, a seconda della zona che si visita. Ho avuto la fortuna di vedere luoghi stupendi e quindi scattare divere foto di paesaggi ma anche di fare moltissime foto agli animali. In particolare a Kangaroo Island ho fatto diverse foto ai Koala e ai Leoni marini.

DF: Hai sperimentato particolari difficoltà?

FN: La difficoltà principale quando faccio un viaggio è legata all’imprevedibilità delle situazioni. Puoi passare sei mesi o un anno a studiare un particolare itinerario per vedere determinate cose, ma non sai mai cosa succederà una volta lì. Ci sarà la luce giusta? Riuscirò a fotografare quello che avevo immaginato? Il tempo sarà buono? Proprio il tempo è stato uno dei problemi che ho incontrato. Avevo pianificato l’itinerario per guidare lungo la Great Ocean Road (una strada panoramica lungo la costa meridionale dell’Australia) e poter scattare alcune foto che mi ero prefisso.. Ovviamente dei tre giorni che avevo a disposizione ha piovuto due giorni. E non semplice pioggia, ma un diluvio vero e proprio. Per fortuna sono riuscito a fotografare i Twelve Apostles (una delle attrazioni principali di quel tratto di costa) la sera prima che iniziasse a piovere.
La seconda difficoltà che ho avuto è anche stata la peggiore che un fotografo possa mai incontrare: si è rotta la reflex. Per fortuna mi trovavo in città e ho avuto l’opportunità di acquistare una 40D usata, giusto per finire il viaggio. Ma ho imparato una lezione: mai più viaggiare senza una seconda reflex di riserva..

DF: Se dovessi avere l’occasione di tornare negli stessi luoghi cosa fotograferesti ancora?

FN: Probabilmente non tornerei negli stessi luoghi ma visiterei il Western Australia e il Northern Territory. Mi dedicherei quindi di più ai parchi naturali e meno alle città.

DF: Che cosa non sei riuscito a fotografare e avresti voluto?

FN: Come già detto non sono riuscito a fotografare gran parte della Great Ocean Road. Ma un altra cosa che ho tentato di fotografare e non sono riuscito è stato l’Ornitorinco in natura, perchè è veramente raro e schivo, e i pinguini di Phillip Island vicino a Melbourne, sempre a motivo del brutto tempo.

DF: Hai trovato la forza di spegnere la fotocamera e goderti il viaggio ogni tanto?

FN: Sì, certamente. La fotografia è uno splendido mezzo per trasmettere le proprie sensazioni ed emozioni, ma se non ci si prende il tempo per viverle, a che serve cercare di fotografarle?

DF: Cosa consiglieresti a chi vuole intraprendere il tuo stesso percorso?

FN: L’Australia bisogna viverla. Bisogna lasciarsi andare e assecondare i suoi ritmi. Il consiglio che mi sento di dare a chiunque voglia visitarla è di dimenticarsi per un momento di tutto.

DF: Al di là dell’aspetto puramente legato alla fotografia, hai qualcosa da aggiungere riguardo questa esperienza?

FN: Questa esperienza è per me il raggiungimento di un sogno. L’Australia è un paese molto lontano e parecchio costoso e per questo visitarla non è così semplice. Questo viaggio mi è costato diversi anni di sacrifici, ma non ho mai smesso di fare il possibile per avverare il mio sogno. Tornare a casa sapendo che ce l’ho fatta è una gratificazione più grande di quanto una foto perfetta potrà mai darmi.

Discorsi Fotografici ringrazia Fabio Nodari, invita tutti a visitare il suo sito e si augura vivamente di ricevere al più presto altri suoi contributi da condividere con i lettori.