L’Irlanda. Un reportage di Francesco D’Alonzo

Discorsi Fotografici ha il piacere di ospitare il reportage sul viaggio in Irlanda del fotografo Francesco D’Alonzo.

DF: Benvenuto su Discorsi Fotografici e grazie per il tuo contributo! Per iniziare parlaci un poco di te.

RE: Sono Francesco D’Alonzo, laureato ora mai da un po’ in Economia Ambientale. La passione per la fotografia l’ho riscoperta da poco, era stata messa nel cassetto non so per qual motivo, poi pian pianino dopo un viaggio a Londra mi è di nuovo scattato qualcosa. Corsi subito in negozio e comprai una Canon Power Shot 10IS, una di quelle compatte di livello medio alto e iniziai a scattare scattare, studiare , cercare di carpire un po’ di tutto del mondo della fotografia digitale, fino a quando dopo solo 5 mesi acquistai la mia prima reflex e da li è iniziata, diciamo la mia seconda vita fotografica. Questa mia passione si è risvegliata grazie anche all’amore per la natura e i viaggi.

DF: Prima di partire ti sei documentato fotograficamente?

FDA: Sì prima di partire mi sono documentato molto fotograficamente cercando quanto più possibile di scovare su internet qualsiasi immagine che mi desse la possibilità di capire quali opportunità fotografiche in tale viaggio mi si sarebbero prospettate. Devo esser grato anche alla mitica Guida della Lonely Planet sull’Irlanda ricca di immagini sbalorditive e itinerari ben studiati, adatti a tutti esperti e non.

DF: Che attrezzatura hai portato con te?

RE: Premetto che è stato il mio primo viaggio fotografico di un certo livello e quindi ho voluto, in un certo qual modo concentrarmi su un pacchetto di attrezzatura fotografica molto “leggera”, portando con me la mia Canon EOS 550D, il mio obiettivo da combattimento Canon 28-135 IS USM, il quale mi ha permesso di adattarmi a tutte le situazioni e infine un tele , un 70-300 IS USM Canon, oltre ovviamente a un solido treppiede, a dir al verità poco usato.

DF: Quali soggetti hai fotografato più frequentemente?

RE: Indubbiamente il paesaggio e in particolar modo le scogliere, le migliaia di isole, insenature che si snodano da Nord a Sud del territorio Irlandese. Paesaggi quasi lunari, partendo dalle Cliffs of Moher, scogliere che appena viste trasmettono un senso di grandezza di vastità , fino ad arrivare alle “Giant’s Causeway” letteralmente il selciato dei Giganti costruzioni che solo la natura è in grado di realizzare.

DF: Hai sperimentato particolari difficoltà?

RE: Le maggiori difficoltà che ho riscontrato, fotograficamente parlando, le ho trovate nel fotografare le scogliere che scendevano a picco sul mare. Salire ad altezze di 3-400 metri con raffiche di vento pazzesche non permetteva di fotografare comodamente, e tantomeno di spingersi in particolari soluzioni fotografiche.

DF: Se dovessi avere l’occasione di tornare negli stessi luoghi cosa fotograferesti ancora?

RE: Diciamo che la mia idea, un pò il mio sogno è quello di tornare, ma questa volta fotografare l’Irlanda del Sud, quelle delle campagne più remote, delle zone attraversate da fiumi e da laghi, insomma territori all’apparenza meno duri di quelli del Nord, ma che invece possono rappresentare esperienze, sia fotografiche che di viaggio molto estreme.

DF: Che cosa non sei riuscito a fotografare e avresti voluto?

RE: Mi sarebbe piaciuto fotografare molta più fauna, soprattutto marina , concentrata nelle impervie insenature delle coste Nord – Occidentali, ma purtroppo non ho avuto molta fortuna in tal senso.

DF: Hai trovato la forza di spegnere la fotocamera e goderti il viaggio ogni tanto?

RE: Guarda, senza scherzare , con la massima serietà, ma ti dico che spegnere la macchinetta anche dopo 5-6 ore di guida, giornate di cammino con sveglia molto presto è stato sempre difficile. Questo perché l’ambiente nel quale ero immerso era, ed è di una bellezza sconvolgente, che vorresti quasi non smettere mai di immortalare, di racchiudere su un file, per poterti riportare a casa pezzi di quei paesaggi.

DF: Cosa consiglieresti a chi vuole intraprendere il tuo stesso percorso?

RE: Consiglierei innanzitutto di documentarsi bene su cosa vedere, buttar giù un itinerario di veramente concreto, perché sono talmente tante le attrattive di questa regione d’Europa che si rischia con il tempo a disposizione di dover tagliare zone, paesaggi, luoghi, itinerari unici che non capita di vedere spesso, quindi suggerisco una buona pianificazione del viaggio con molto anticipo. Consiglio anche di equipaggiarsi molto bene in termini di vestiario; l’Irlanda è la terra delle quattro stagioni in un giorno, mattina si possono trovare 20 gradi , sole pazzesco, alle 12.00 bufera di vento e pioggia, bisogna esser preparati.

DF: Al di là dell’aspetto puramente legato alla fotografia, hai qualcosa da aggiungere riguardo questa esperienza?

RE: Devo dire che è stato il mio primo viaggio “on the road” di un certo livello, studiato a tavolino, e poi felicemente e fortunatamente realizzato. Sono estremamente contento, oltre all’aspetto fotografico, di questa esperienza perché mi ha permesso di entrare a contatto con un popolo, gli Irlandesi, di una cordialità, di una cultura, di un amore e un’ospitalità verso il viaggiatore, che sinceramente non immaginavo. Poi indubbiamente il territorio e di una bellezza, di un fascino disarmante, davanti al quale si sta in silenzio e ci si lascia immergere e trasportare.

Discorsi Fotografici ringrazia Francesco D’Alonzo, invita tutti a visitare la sua pagina Flickr e si augura vivamente di ricevere al più presto altri suoi contributi da condividere con i lettori.