Mare d’inverno

Eccoci qua al secondo appuntamento della rubrica “Fotoviaggiando”; questa volta ci spostiamo dalla montagna, Castelluccio di Norcia, al mare, infatti oggi vorrei farvi conoscere un posto di mare molto bello della mia regione, l’Abruzzo, cioè San Vito chietino, famosa anche come la “costa dei trabocchi”.

Forse non tutti sanno che il trabocco viene definito come “macchina da pesca su palafitta”. E’ una costruzione realizzata in legno strutturale che consta di una piattaforma protesa sul mare ancorata alla roccia da grossi tronchi di pino d’Aleppo, dalla quale si allungano, sospesi a qualche metro dall’acqua, due o più lunghi bracci, detti antenne, che sostengono un’enorme rete a maglie strette dette trabocchetto.

Ogni zona, paesaggio, angolo di mondo ha il suo fascino, però secondo me , ci sono periodo nei quale certi posti esprimono un qualcosa che in tutto il resto dell’anno non sono capaci di esprimere. Ciò dovuto a particolari condizioni climatiche, culturali,di luce, di sensazioni che trasmettono, questo è il caso della mia uscita ai trabocchi. Questa zona , queste strutture diffuse nel basso Adriatico, lungo il litorale delle provincie di Foggia, Campobasso, Chieti e parte della costa Nord Barese, sono sempre belle da ammirare, sono rappresentanti di una memoria antica, ora mai sbiadita, quando per queste zone la pesca era l’unica fonte di sussistenza, di vita, però le si può ammirare sotto un punto di vista totalmente diverso nel periodo invernale.

In questo periodo secondo me le particolari condizioni delle quali parlavo sopra, conferiscono al posto un’atmosfera  quasi surreale. Non c’e flusso turistico, la spiaggia e completamente vuota, l’aria cosi fredda delle prime luci dell’alba, (un freddo allucinante, percepita c’erano non più di -5°) la purezza della luce, rendono questo posto speciale. Se osservate  molto bene da vicino le ultime due immagini, vi accorgete che mare e terra sono un’unica cosa, si assiste ad un distacco solamente quando il sole sta per sorgere , e dipinge il cielo dal rosso all’arancione. Catturare questi momenti così particolari, nella quale la natura si mostra in tutto il suo splendore non è facile, perché si verifica solamente in momenti ben precisi, in periodi dell’anno circoscritti nei quali è come sé la natura ci dicesse, “ volete vedermi in tutto il mio splendore? Beh..mi concedo per poco e per pochi”.

Da un punto di vista prettamente fotografico, ad esser sinceri non e che la zona offra molti ma molti spunti, il protagonista indiscusso è il trabocco, attorno al quale se ci sono condizioni di luce e climatiche ad hoc, possiamo sbizzarrirci con l’utilizzo di diverse tecniche fotografiche, HDR, lunghe esposizione, utilizzo di filtri, sia ND che GND. L’ultima immagine che vi mostro è frutto appunto di esperimento. Dopo che il sole era sorto, appena dopo, il cielo  e il mare sembravano non avere confini, non riuscivo a distinguere un inizio, una fine, un punto di stacco, e il trabocco e gli scogli in primo piano erano quasi spettatori di ciò che stava accadendo. Così ho deciso di effettuare un’unica esposizione in bianco e nero, di circa 10 minuti, cercando di cogliere separatamente le coppie di elementi che in quel momento si erano venuti a creare: da una parte cielo e mare, dall’altra trabocco e scogli.

Francesco D’Alonzo

Invito tutti a effettuare un’uscita non solo fotografica, ma anche di conoscenza del posto, nella costa dei trabocchi, perché veramente merita, da un punto di vista paesaggistico, culturale, ma anche culinario, ottimi ristorantini di pesce per tutte le tasche…! Al prossimo numero della rubrica , per qualsiasi domanda, critica dubbio, non esitate a contatarvi alla mia mail: contedalo81(chiocciola)yahoo.com .