Mario Cresci – Cronistorie

Il Mu.Fo.Co. Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo, all’interno dell’iniziativa Museo Segreto, ed in occasione di MuseoCity Milanopresenta CRONISTORIE di Mario Cresci, film in pellicola 16 millimetri girato nel 1970 a Tricarico in provincia di Matera. 

Da questo momento l’opera entra a far parte della collezione del Museo e si colloca in dialogo con altri lavori fotografici di Cresci dello stesso periodo già presenti in archivio, diventando un forte punto di riferimento nella storia della fotografia italiana.  

Nel comunicato stampa si descrive bene come “le ricerche dell’autore espandono il fotogramma e lo verificano attraverso diversi supporti (pellicola cinematografica, pellicola ortocromatica, stampa alla gelatina d’argento) e linguaggi (cinema, grafica, fotografia)”. 

Lo stesso Mario Cresci sottolinea quanto sia importante per un fotografo ancora in attività la possibilità che il proprio lavoro possa essere accolto ed esposto in un museo, per dare l’opportunità ad ognuno di poterne usufruire. 

Cronistorie è un film sperimentale che analizza la vita delle culture popolari del Sud Italia degli anni ‘60 e ‘70, ancora molto arretrata rispetto a quella del Nord: le riprese indagano le ritualità e gestualità di una comunità legata in modo indissolubile al lavoro manuale, alla religione, all’agricoltura, al folklore. 

Il nuovo montaggio ha ridotto a 10 minuti la durata del film rispetto agli originali 30 per volere dello stesso Cresci che ha preferito collocare i momenti salienti in un tempo più compresso, aggiungendo fotogrammi inediti ed eliminando parti che oggi risultano essere troppo crudi. 

Le caratteristiche fondamentali che compongono il cortometraggio sono innanzitutto la presenza di un bianco e nero asciutto, ruvido e grezzo che, insieme ad inquadrature spesso strette e talvolta sottoesposte, evocano un’atmosfera inquieta.  

La cinepresa usata come fosse una macchina fotografica è di per sé l’origine della contaminazione, che Cresci stesso definisce “non un documentario neorealista pietistico ma un’indagine nei luoghi e nelle esperienze essenziali di vita, non singoli attimi ‘bressoniani’ ma un atto di rappresentazione lunga e silenziosa”. 

Cresci inoltre descrive il reportage odierno come una pratica ‘mordi e fuggi’, non partecipata, che non crea empatia con i soggetti e non permette di approfondire nessun argomento, galleggiando sempre nel purgatorio del superficiale.  

Oltre a Cronistorie l’artista ha mostrato alcuni dei suoi lavori di prestigio realizzati negli anni ‘70 a Matera e più in generale in Basilicata, tra cui Ritratti reali, La cava, Un po di terra in cielo un di cielo in terra, Interni mossi, Misurazioni. Lavori che esprimono una indivisibile unione tra vita sociale, attivismo politico e ricerca artistica fra gli anni ‘60 e ‘70. 

Per approfondire la figura di Mario Cresci, consigliamo di leggere: 

Enrico De Pascale, Mario Cresci, Milano, Federico Motta, 2007 
I grandi fotografi. Mario Cresci, Milano, Gruppo Editoriale Fabbri, 1982 

 

http://www.mufoco.org 

Le immagini allegate al presente articolo ci sono state gentilmente concesse da  © Francesca Minetto/Museo di Fotografia Contemporanea. 

 

 

 

 

Mirko Bonfanti 

Discorsi Fotografici Magazine