Mettere a fuoco con lo sguardo, con Canon forse si potrà.

Quando osserviamo uno scenario di fronte a noi e focalizziamo l’attenzione su uno o più dettagli, il nostro occhio in maniera del tutto automatica e rapidissima non solo mette il dettaglio a fuoco, ma contribuisce a creare quella sensazione di stare effettivamente concentrandosi su un particolare. Nella pratica fotografica attuale, siamo abituati a scegliere quale parte di un’inquadratura mettere a fuoco tramite sistemi più o meno sofisticati, muovendo levette o ruotando la ghiera dell’obiettivo nel caso del fuoco manuale, un’operazione che a volte può richiedere troppo tempo rispetto all’attimo da catturare.

Un modo di operare più naturale, specialmente quando inquadriamo attraverso il mirino, sarebbe quello di volgere lo sguardo verso il dettaglio da focalizzare e lasciare che la fotocamera faccia il resto; questo tipo di operazione, che potremmo considerare come una minima rivoluzione nel modo di fare fotografia, potrebbe diventare realtà grazie a Canon.

La casa giapponese ha di recente depositato una domanda di brevetto per un sistema di messa a fuoco automatico controllato dagli occhi per fotocamere mirrorless. La domanda di brevetto  descrive dettagliatamente un sistema per fotocamere senza specchio che utilizzerà l’occhio dell’operatore per determinare il punto di messa a fuoco della fotocamera, un sistema non molto diverso dal sistema Eye-Control visto per la prima volta nella fotocamera EOS 5/A2E di Canon nel 1992.

Gli elementi 13a e 13b sono fonti di luce infrarossa che illuminano l’occhio. L’elemento 16 è una lente che focalizza l’immagine dell’occhio sul sensore CCD dedicato al rilevamento del punto in cui l’occhio sta guardando.

Secondo il testo del brevetto, il sistema utilizzerebbe sorgenti di luce infrarossa e il sensore di accompagnamento per catturare e calcolare la direzione della linea di visione del fotografo. Le informazioni risultanti vengono poi utilizzate per regolare il punto di messa a fuoco, comprese le eventuali correzioni che sarebbero state fatte nel caso in cui i calcoli non fossero stati in grado di ottenere una lettura definitiva sulla linea di vista.

In passato per questo tipo di tecnologia sono stati riscontrati problemi nel caso il fotografo indossasse gli occhiali, il presente brevetto non sembra affrontare specificamente questa difficoltà, ma grazie ai recenti sviluppi dell’intelligenza artificiale nell’ambito degli algoritmi predittivi, questo genere di problema potrebbe essere superato con maggiore efficacia (ed efficienza) rispetto al passato.

Come per tutte le domande di brevetto, non c’è alcuna garanzia che questa tecnologia possa mai essere implementata, ma di sicuro grossi ostacoli tecnici non ce ne sono, visto che si tratta tutto sommato di un sistema già ampiamente sperimentato più di 25 anni fa.