“Non pensare, scatta!”. Considerazioni sulla lomografia

 

Erano gli anni Novanta quando due studenti austriaci trovarono alcune macchine fotografiche compatte 35 mm di marca LOMO in un mercatino dell’usato.
L’acronimo (Leningradskoe Optiko-Mechaničeskoe Ob”edinenie) si riferisce ad un tipo di obiettivo concepito nell’ex Unione Sovietica durante il secondo conflitto mondiale, che grazie alle particolari caratteristiche di luminosità delle lenti, che permettevano il rilevamento di soggetti molto distanti, veniva impiegato per scopi bellici.
Il fortuito ritrovamento da parte dei due studenti, rimasti sorpresi dall’inconsueta resa fotografica dell’apparecchio, darà il via ad un vero e proprio fenomeno culturale e commerciale che sta vivendo negli ultimi anni un ulteriore revival, grazie anche alle nuove tecnologie e al web.

Oggi infatti con “lomografia” non ci si riferisce più solo all’immagine ottenuta sfruttando le caratteristiche dell’omonimo obiettivo, ma ad una “estetica” fotografica vera e propria. “Lomografica” è una fotografia che rispetta una determinato trattamento dell’immagine: colori saturi, contrasti forti, uso di rullini scaduti e filtri colorati, scarsa o nessuna attenzione per l’inquadratura, ricerca del “difetto” (distorsione prospettica con Fisheye, rumore di fondo), addirittura impressione di più immagini sullo stesso fotogramma. Soggetti d’interesse “obbligato” sono le street view, particolari ripresi casualmente, ritratti ravvicinati, momenti d’intimità.  Sull’onda del successo commerciale (con conseguente impennata dei prezzi delle varie “Toy camera” costruite in plastica, come le storiche Diana e Holga rispolverate per l’occasione), “Lomo” diventa anche stile di vita, con una linea di abbigliamento, gadgettistica varia, blog e community sul web, contest e workshop; il tutto ispirato ad un way of life illustrato nelle “dieci regole d’oro della lomografia”:

1 ) Porta la tua lomo ovunque tu vada
2 ) Usala sempre di giorno e di notte
3 ) La lomografia non è un’interferenza nella tua vita ma ne è parte integrante
4 ) Scatta senza guardare nel mirino
5 ) Avvicinati più che puoi
6 ) Non pensare, sei un hipster
7 ) Sii veloce
8 ) Non preoccuparti in anticipo di quello che verrà impresso
9 ) Non preoccuparti neppure dopo
10 ) Non ti preoccupare di queste regole

E riassunto nel motto: “Non pensare, scatta!”

L’apposita attrezzatura lomografica, come i vari modelli di Toy camera (LC-A+, Holga, Diana, Fisheye camera), rullini, borse e magliette tematiche, possono essere acquistati in diversi shop online e in negozi specializzati; ma è anche possibile cimentarsi direttamente con applicazioni per i-Phone come Hypstamatic o con appositi tutorial Photoshop, per riprodurre la resa  lomografica su un’immagine digitale.

Viene naturalmente da interrogarsi su pregi e difetti di quello che è a tutti gli effetti un fenomeno di costume, sull’eventuale conseguente “svalutamento” che potrebbe subire la tradizionale fotografia artistica e professionale a fronte della scarsa attenzione alla tecnica e alla qualità dell’attrezzatura; così come sugli eventuali pregi legati alla riscoperta della pellicola e in generale ad una larga diffusione di una cultura dell’immagine tra una generazione (soprattutto di giovanissimi) sempre più “hipster e vintage” nello stile e nei gusti. Giovani fotografi improvvisati (così come prevedono le “regole”) che amano, ricercano e collezionano immagini dal sapore antico, spensierato, ma sempre rigorosamente “cool”.

Uno sguardo al passato, insomma, con occhi moderni.

http://www.lomography.com

Priscilla Inzerilli