Olympus nel 2018 perde quasi 160 milioni di dollari nel settore Imaging

Non è un segreto che il mercato delle fotocamere si stia restringendo da alcuni anni e le aziende produttrici di fotocamere stanno certamente sentendo la stretta e cercando modi per guadagnare più quote di mercato o addirittura reinventarsi. Tra coloro che devono affrontare la pressione c’è Olympus, il cui rapporto fiscale per l’anno scorso ha indicato una perdita di 157 milioni di dollari nel settore imaging.

La notizia è arrivata dai risultati finanziari Olympus per l’anno fiscale conclusosi il 31 marzo 2019, in cui l’azienda ha registrato una perdita di 157 milioni di dollari nella sua divisione imaging, con un calo del 19% anno su anno, di cui il 23% per le fotocamere senza specchio e il 18% per le compatte, anche se il rapporto indica un guadagno del 14% per gli “altri”. Il rapporto attribuisce le perdite alla “riorganizzazione delle basi di produzione [causando] vincoli alle forniture di alcuni prodotti” e all’aumento della concorrenza. L’azienda prevede ulteriori perdite per il prossimo anno fiscale, anche se prevede che le perdite complessive saranno inferiori alla metà di quelle dell’anno precedente.

Quello appena passato è stato un anno particolare per Olympus, con l’uscita della E-M1X, una micro 4/3 che ha lasciato molti fotografi incuriositi dalle sue capacità molto ampie, ma con una taglia e un prezzo più vicini a quelli di fotocamere APS-C e full frame, qualità che forse hanno contribuito allo scarso successo commerciale. Fortunatamente per l’azienda, le altre divisioni hanno reso bene l’anno scorso, portando profitti più che sufficienti a cancellare facilmente le perdite della divisione imaging. Tuttavia, resta da vedere se l’azienda ha piani a lungo termine per utilizzare questi fondi extra per tentare di riportare la divisione imaging alla redditività o se alla fine vedremo la progressiva decrescita, quando non la scomparsa, del marchio Olympus nel segmento fotografia.