Passeggiando con la Fuji X100, di Rocco Paladino

Giusto prima delle ferie estive ho ceduto al richiamo di una fotocamera brutalmente retrò, la Fujifilm X100, un oggettino davvero affascinante…sensore aps-c inserito in un corpo macchina costruito come una vecchia telemetro e, attenzione, un obiettivo 35mm (equivalente) piuttosto luminoso (quanto luminoso?  effedue!).

No, non mi sono dimenticato di scrivere che è uno zoom, è proprio un’ottica fissa! Quindi lo zoom diventi tu: vuoi inquadrare di più? Passeggiatina allontanandoti dal soggetto, vuoi maggiore dettaglio sul soggetto? Un’altra passeggiatina, questa volta in direzione opposta però!

Insomma, era da un po’ che non mi divertivo così tanto ad andare a zonzo a fotografare, la X100 è discreta, silenziosa, ti costringe a pensare a ciò che stai facendo con la sua ottica da 35mm, tra l’altro ideale per il reportage. La qualità dei raw poi è di rilievo, rumore basso anche ad alti iso, plasticità e cromie notevoli (con tutti i parametri di simulazione pellicola a zero, ovviamente)

Elementi negativi? Allora, appena esaurite le farfalline nella pancia ho notato qualche granello di polvere nello (splendido) mirino ottico, poi in rete qualcuno si lamenta pure di polvere sul sensore, insomma, non sembra che la X100 sia proprio proprio sigillata ma tant’è, ad una macchina così puoi forse perdonarglielo. Una cosa un po’ più fastidiosa a livello operativo è la velocità dell’autofocus, non proprio brillante, e la non remota possibilità di mettere a fuoco involontariamente oltre il soggetto, viste le dimensioni dell’area AF, non proprio minime.

La ricomprerei? Certamente, il merito innegabile di questa macchina è di aver fatto capire quanta voglia ci sia di un “ritorno alle origini”, quantomeno sul piano dei controlli, finalmente non annegati nei menù ma direttamente settabili sul corpo macchina…Fuji ne avrebbe vendute così tante se fossero costate meno? Forse no, ma si sa, i fotografi son persone stravaganti. 😉

Rocco Paladino