Church Entrance

Un’immagine semplice, bella e diretta, fa quasi sempre centro e assicura quell’ampio consenso, così caro e necessario al nostro ego. Ma l’essere sazio rende pigri, e come afferma un saggio detto dell’antica Grecia, si finisce per dormire sugli allori.

Ecco perché a volte mi impongo di cercare, scattare e proporre foto che definisco difficili, non tanto perché siano impegnative da capire per chissà quali contenuti meramente intellettuali, ma piuttosto perché non sono immediate e non ricevono la giusta attenzione, per la fretta nell’occhio di chi guarda, più che per una sua mancata o non allenata sensibilità. Sono immagini che potrebbero apparire poco interessanti ad un primo sguardo, a causa della loro lentezza a catturare la curiosità tipicamente fragile e volubile, o forse troppo vorace, di chi naviga su internet e guarda lo schermo di un computer, anziché la stampa di una foto o la pagina di un libro. In realtà queste immagini contengono una serie di dettagli, accostamenti e messaggi, che riconosciuti con pazienza e qualche piccolo sforzo, ti premiamo generosamente, accompagnando al piacere estetico quello mentale.

Arrivando così alla fotografia di questo post, la domanda da porsi è molto semplice e il titolo aiuta: cosa ci fa un cartello che segnala l’entrata ad una chiesa (Church Entrance in inglese)? Nessun indizio, esclusa ovviamente la strana insegna, ce ne assicura, se non la posizione, almeno la presenza nel mezzo di una via in piena notte. Probabilmente questo scorcio urbano notturno basterebbe ad assegnare alla foto il riconoscimento di immagine interessante, per via dei piacevoli giochi di luci, ombre, forme e geometrie, esaltate ancor di più dal bianco e nero. Ma é quella scritta che rende la foto misteriosa e speciale. Il rebus poi si completa e diventa eccezionale quando fanno la comparsa delle figure femminili, che hanno poco, se non niente a che fare con il mondo religioso.

Questa è la magia delle foto che definisco difficili: difficili perché sono un ponte tra l’emotivo e il razionale, da attraversare con meraviglia in entrambe le direzioni, ripetutamente. E pazienza se non tutte possono diventare popolari, perché averle scattate, esserne l’autore, è già una grande gioia.

Nico Chiapperini

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