L’uomo che guarda per terra

E’ bellissimo rimanere in spiaggia fino quasi a sera. La folla si disperde, il silenzio viene coccolato dal suono delle onde, il caldo finalmente scalda, non brucia più. E la luce regala i suoi colori più belli.

Se poi in cielo le nuvole fanno il tango senza piangere giù le loro lacrime sulle sagome di alcune figure umane, occupate in chiacchiere sorde o ad assaporare per gli ultimi minuti la vista del mare, come non resistere alla tentazione di fermare il tutto in un’immagine?

Eppure non sono rapito da tutto questo, voglio dire, lo sono in parte, in gran parte. Ma resisto e indugio. Da povero illuso, mi illudo di aver tempo e aspetto. Continuo a sorseggiare l’immagine, non vedo arrivare il momento. Finché l’uomo, quasi al centro di quello che ormai è un quadro, fa un gesto inaspettato: guarda per terra e lo fa per un tempo che mi sembra infinito. E’ il dettaglio che mi rapisce, che forse mi sveglia dal sogno, ma che mi fa scattare, con istinto consapevole.

Le domande cominciano poco dopo. All’inizio sono un paio, lente. Poi diventano numerose e crescono con ossessione, perché hanno trovato un’alleata terribile: l’immaginazione.

Che cosa sta guardando quell’uomo? Perché? Con quale sguardo? Con quali pensieri?

Forse si è accorto solo ora di aver un alluce storto o un piede che non riconosce più suo, o che forse non ha mai riconosciuto suo. Che si stia guardando entrambi i piedi, non solo un alluce? Però lo sguardo mi sembra proteso leggermente in avanti, potrebbe essere che i suoi piedi siano troppo lunghi. Che invece abbia perso una lente a contatto o una moneta? Che un pesce l’abbia inghiottita e si stia prendendo gioco di lui o stia agonizzando?

No, forse ha visto una conchiglia, che ha la stessa forma di quella regalata al suo primo amore, su quella stessa spiaggia, molti anni fa. Che si sia poi sposato con lei? O chissà in quale terribile modo la loro storia è finita. Oppure la conchiglia non c’entra, si sta invece inchinando al mare. E’ un ringraziamento? O un ultimo saluto prima di tornare a casa? Lo fa tutte le sere?

Non riesco a smettere di farmi domande, e di scattare fotografie.

Nico Chiapperini

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