Recensione Sony A7R

In attesa di ricevere da Sony Italia la nuova A7RIII, presentata il 25 ottobre 2017 e da poco in commercio, per poterne valutare le caratteristiche; Discorsi Fotografici Magazine offre al lettore le recensioni dei due modelli precedenti A7R e A7RII in due articoli separati, il primo dei quali si concentra sulla A7R. Poiché infatti le due fotocamere sono ancora nella linea dei prodotti fotografici Sony, lo scopo è quello di documentare l’evoluzione di questa fotocamera e permettere così di avere una visione d’insieme esauriente.
Le considerazioni espresse, inoltre, non vanno considerate come giudizi personali di chi scrive e non sono vincolanti, si basano esclusivamente sul confronto tra quanto dichiarato dalla casa costruttrice e la prova.

 

INTRODUZIONE

Senza dubbio la fotografia ha avuto successo nel corso del novecento, grazie all’utilizzo della pellicola a 35 mm, un formato che ha permesso di ridurre la dimensione e il peso delle macchine fotografiche. Per quanto possa sembrare assurdo oggi, il passaggio dalla pellicola al digitale non è stato particolarmente immediato, tutt’altro. Inizialmente la fotografia digitale ha presentato diversi limiti e le ragioni sono legate essenzialmente ai costi di produzione, proprio per questo è stato complicato conservare il formato 35 mm, inoltre la qualità non era certo paragonabile alla pellicola. A rendere più complicato il passaggio poi, c’era anche la difficoltà dello sviluppo dell’immagine dopo lo scatto, la cosiddetta post-produzione, una conquista recente. Incredibilmente nei primi anni del 2000 a investire nella fotografia digitale erano i brand legati alla stampa delle immagini: Kodak, Epson, Hp. Solo successivamente i marchi fotografici più noti hanno incominciato a interessarsi e a rivolgere i solo investimenti anche nel settore digitale, portando avanti, per un breve periodo, entrambe le tipologie di macchine. Il successo del digitale, ciò che ne ha decretato la popolarità, è dovuto principalmente alle cosiddette macchine compatte, quegli oggetti tuttofare che permettono di registrare un’immagine senza doversi preoccupare dell’esposizione, un automatismo che ha portato moltissime persone a fotografare. Negli ultimi 10 anni gli investimenti nella fotografia digitale sono stati orientati principalmente verso lo sviluppo di sensori più piccoli rispetto a quelli della pellicola tradizionale e sempre per ragioni legate ai costi di produzione, tanto è vero che per avere il rapporto uno a uno, cioè un sensore 35 mm, occorreva, e occorre tutt’oggi, spendere molti soldi. La strada sembrava segnata, da una parte con uno sviluppo legato principalmente ai sensori, che aumentando progressivamente i pixel, ha creato una vera mitologia o pixelmania, dall’altra migliorando i sistemi di messa a fuoco.
La vera novità che ha determinato un cambio di passo di questa strategia, è stata l’introduzione dei telefoni intelligenti, gli smartphone, il cui successo è legato indubbiamente anche al modulo fotografico contenuto al suo interno. Fare fotografia è diventato più immediato e soprattutto più leggero, con il beneficio di poter condividere immediatamente gli scatti. I brand meno noti, proprio sulla scia del successo degli smartphone, hanno pensato di rimodulare la loro offerta introducendo, anzi inventando, un nuovo segmento di macchine fotografiche, capace di unire la facilità di utilizzo, gli ingombri ristretti, la leggerezza e la qualità eccezionale: le compatte a ottiche intercambiabili. Fra i tanti marchi che hanno investito in questo segmento c’è certamente Sony, presente fin dall’inizio con una propria linea chiamata NEX, con quattro modelli che andavano dall’entry level al professional. Nel 2013, Sony ha deciso di racchiudere in un unico modello tutta la linea NEX con la α6000 e presentare contestualmente un nuovo segmento professionale, dove la grande novità è rappresentata dall’introduzione di un sensore full frame, vale a dire 35 mm, in un corpo macchina privo di specchio. A7 e A7R sono i due modelli di esordio, simili nella forma, ma dotati di caratteristiche differenti.

 

CARATTERISTICHE PRINCIPALI A7R

Le caratteristiche principali di questa macchina fotografica sono:

  1. il sensore full frame CMOS da 36.3 megapixel, privo del filtro passa basso e dotato di un sistema e di un rivestimento antipolvere. Il primo agisce in fase di spegnimento, utilizzando vibrazioni a ultrasuoni per rimuove le particelle sul sensore, mentre il secondo ne previene l’accumulo al cambio di obiettivo;
  2. il nuovo processore di immagine BIONZ X progettato per aumentare i dettagli e ridurre eventuali disturbi;
  3. la tropicalizzazione del corpo macchina, realizzato in lega di magnesio resistente a polvere e a umidità, con guarnizioni di protezione per i pulsanti e le ghiere, oltre a una sofisticata struttura di pannelli a doppio strato a incastro;
  4. il viewfinder elettronico XGA da 1024×768;
  5. il range iso che va da 100 a 25600;
  6. autofocus a contrasto;
  7. Wi-Fi e NFC.

 

IL CORPO MACCHINA

Larga 12,7cm, alta 9,5cm e profonda 6,5cm la A7R è stata la macchina full frame a ottiche intercambiabili più piccola e più leggera del mondo, solo 435 grammi batteria inclusa. Ergonomica, facilmente impugnabile, rispetto alle più pesanti reflex può garantire un confort tale da non stancare mai.

Quattro ghiere:

  1. quella della modalità scatto (auto in modalità normale e avanzata, PASM, richiamo memoria 1/2, selezione scena, panorama ad arco e filmato);
  2. quella per cambiare i diaframmi;
  3. quella per cambiare i tempi;
  4. quella per la compensazione dell’esposizione, utilizzabile quando la macchina è impostata in modalità programma, priorità di tempo e priorità di diaframma.

Oltre le quali, nella parte superiore, c’è il pulsante di scatto/accensione e il tasto personalizzabile numero uno.

Sul dorso invece sono presenti:

  1. il tasto personalizzabile numero due, quello per bloccare l’esposizione e la leva per passare da AF a MF;
  2. il tasto function;
  3. la rotella di controllo tramite la quale è possibile cambiare: la visualizzazione su schermo, il bilanciamento del bianco e la modalità avanzata dove si può settare il tipo di scatto (singolo, multiplo, autoscatto), ruotando la rotella infine, è possibile cambiare la ISO;
  4. il tasto per entrare nella visualizzazione immagini e quello per il cestino o tasto personalizzato numero tre.

Gran parte del dorso è occupato dal display TFT da 7,5cm composto da 921.000 punti, snodabile dal corpo di circa 90 gradi verso l’alto e 45 gradi verso il basso, la cui luminosità può essere regolata manualmente o impostata nella modalità tempo soleggiato. Ai lati invece sono stati posizionati: da una parte le prese delle cuffie e del microfono, il micro HDMI e il plug multimediale (ricarica o accessori), tutto nascosto elegantemente da due sportellini; dall’altro i moduli Wi-Fi, NFC e lo slot per la memoria SD.

 

DESCRZIONE CARATTERISTICHE FOTOGRAFICHE A7R

Il cuore dell’A7R è il sensore da 36 megapixel, full frame, privo del filtro passa basso. Il file finale prodotto da questa macchina è 7360 x 4912 pixel, il cui rapporto è pari a 3:2. È possibile anche cambiarlo, scegliendo il 16:9, in questo caso il file prodotto avrà una densità di 30 megapixel e misurerà 7360 x 4144 pixel. In modalità panorama le dimensioni sono 12.416 x 1.856 pixel per un totale di 23 megapixel.
Come in tutta la linea NEX e alcuni modelli di compatte a ottica fissa, anche questa macchina è dotata degli effetti immagine, degli stili o picture style personalizzabili e delle funzioni di gamma dinamica estesa HDR.
L’otturatore è controllato elettronicamente, muovendosi verticalmente rispetto al piano focale, con una velocità che va da 1/8000 a 30 secondi, più la possibilità di estendere la posa oltre i 30 secondi, la cosiddetta modalità bulb.
L’esposizione è di tipo valutativo a 1200 zone nelle tradizionali modalità: prevalenza al centro, multi segmento, spot. In modalità scena è possibile impostare l’esposizione a seconda della situazione, vale a dire: antisfocatura, crepuscolo manuale, macro, paesaggio, ritratto, ritratto notte, scena notturna, sport e azione, tramonto. In modalità iAuto e iAuto+ la macchina riconoscerà automaticamente la scena, adattandosi in base a quelle della lista precedente. La messa a fuoco automatica AF è a rilevamento di contrasto su 25 punti, può essere: automatica continua AF-C, automatica a scatto singolo AF-S, manuale diretta DMF, totalmente manuale. Riduzione del rumore di due tipi: per esposizioni più lunghe di un secondo e quando la ISO è elevata.

 

IL MIRINO DELLA A7R

Il mirino è elettronico, a colori da 1,3cm dotato di 2.359.296 punti, la cui luminosità può essere controllata sia automaticamente che manualmente, regolando anche la temperatura colore. La copertura del campo è pari al 100%.
Quello che lo differenzia rispetto al mirino ottico è la possibilità di valutare la profondità di campo prima dello scatto, così allo stesso modo è possibile usare un picture style, per esempio attivando la modalità in bianco e nero. Il tru-finder, così è chiamato il mirino da Sony, consente inoltre di ingrandire l’immagine prima dello scatto per vedere e correggere l’eventuale micro mosso. Presente la funzione “peaking”, in grado di dire quali sono le aree con la messa a fuoco più precisa all’interno della scena. Presenti eventualmente anche tutte le informazioni sull’esposizione: sotto o sovra esposizione, istogramma, livella, gli effetti e gli stili immagine. Infine, una volta scattate, le immagini possono essere viste direttamente nel viewfinder, un’anteprima “in camera” dei propri scatti.

 

IL SOFTWARE DELLA A7R

Il software o menu, è molto semplice, un ottimo lavoro di ingegneria, al minimalismo si aggiunge un buon livello di personalizzazione della macchina.  Diviso in sei aree: impostazioni di ripresa, impostazioni personalizzate, senza fili, applicazione, riproduzione, impostazione; ogni area ha un sotto menu che non supera mai la lunghezza del display, quindi difficile perdersi e facile da memorizzare. In linea generale risulta molto intuitivo, chi ha già esperienza con le macchine fotografiche semi professionali o professionali, lo troverà immediato. Il livello di personalizzazione è ampio, già nel selettore modalità di scatto con le due modalità per il richiamo memoria che permettono di congelare tutti e differentemente i parametri della macchina, vale a dire: tempo, diaframma, iso e la massima/minima iso, tipo di AF, qualità del file, metodo di misurazione dell’esposizione e tanto altro; in queste modalità ci si trova già la macchina settata per lavorare, senza doverla quindi impostare nuovamente. Le ghiere diaframmi e tempi possono essere invertite. È possibile anche modificare le funzioni predefinite assegnate alla rotella di controllo, come i tasti funzione c1, c2 e c3. Una volta compresa l’utilità della personalizzazione dei tasti, si riesce ad valutare appieno l’ergonomia della macchina.

 

IL SENSORE DELLA A7R

La A7R è la macchina fotografica ideale per chi privilegia una fotografia lenta e ragionata, grazie alla quale, come dice Sony, è possibile “riprodurre la realtà”. Grazie alla mancanza del filtro passa basso il sensore sfrutta tutta la sua potenza restituendo immagini molto dettagliate fino ai margini. La progettazione è molto innovativa, ingegneristicamente avanzata, capace di spiegare anche in che modo Sony sia riuscita a eliminare lo specchio. Uno dei problemi derivanti dalla mancanza dello specchio, dovendo ottimizzare le dimensioni, è la minor distanza che si viene a creare tra la lente e il sensore. Rispetto alla tradizionale reflex quindi, a parità di sensore, la luce non colpirà l’intera area in maniera omogenea e a essere drammaticamente penalizzati sarebbero i bordi che ne riceverebbero di meno. Sony ha quindi cambiato la geometria del sensore, considerando proprio questo aspetto, e ha disposto i pixel non perfettamente perpendicolari alla luce, ma orientando progressivamente quelli verso i bordi in maniera differente fino a fargli avere la giusta quantità di luce. Quest’ultima accresciuta attraverso una riduzione dell’altezza e un aumento della larghezza del fotodiodo (il pixel), riuscendo così ad ampliare la sensibilità mantenendo contestualmente il rumore prodotto basso, vale a dire un elevato rapporto S/R.

 

IL PROCESSORE DI IMMAGINE BIONZ X

L’elaborazione dell’immagine è affidata al processore BIONZ X che si occupa, in base a quanto dichiarato:

  1. di restituire un dettaglio realistico, andando a prevenire l’eccessiva enfatizzazione dei contorni, cosa che si può notare soprattutto nei piccoli dettagli (foglie, rami, muri, texture), restituendo così un senso realistico della dimensione (corrisponde all’incirca ai parametri dettaglio e mascheratura di adobe camera raw o lightroom);
  2. di evitare la diffrazione causata da un numero F dell’apertura alto, ridando chiarezza ai punti di luce a altri dettagli. In pratica è possibile aumentare la profondità di campo senza incontrare problemi.
  3. di intervenire selettivamente nella riduzione del rumore, dividendo l’immagine per aree considerando i bordi, le texture ele areecoloratein modo uniformecome ad esempio il cielo azzurro, applicando lariduzione del rumorepiù appropriata perciascuna area, soprattuttocon impostazioniad alta sensibilità iso.

Il file RAW processato dal BIONZ X ha una profondità di 14bit, in grado di restituire una gamma dinamica (passaggio dall’ombra alla luce) di 14 stop, quando la iso è molto bassa, per scendere progressivamente fino a 8 stop quando la iso è al massimo, fonte DxO.

 

IL FILE RAW A7R

La dimensione del file è considerevole, si aggira tra i 36 e i 40 mega. Lo svantaggio è legato esclusivamente alle risorse hardware per poter elaborare l’immagine, soprattutto quando si interviene selettivamente, oltre a un FPS più lento, così come lo storage, sono infatti necessari hard disk più capienti. Per il resto, al di là di tutte le discussioni relative alla risoluzione di una fotocamera, al mito dei megapixel, alla pixelmania, avere un file con questi numeri, cioè 7360 x 4912 pixel, ha la sua utilità. Certamente nel downsampling, vale a dire la garanzia di avere un file più pulito (soprattutto a alte iso) e nitido.  – Con Lightroom lo si può ottenere tramite la funzione esporta, nell’impostazione file selezionare DNG spuntando la casella “usa compressione con perdita” e nel riquadro successivo ridimensione, inserire i megapixel desiderati. – Per quanto possa esserci una perdita di dati nella conversione RAW proprietario DNG, il passaggio da 36 megapixel a 24 megapixel ad esempio, comporta comunque un incremento di nitidezza e relativo abbassamento del rumore ben visibile. Secondariamente la possibilità di ritagliare l’immagine, quindi di ripensare la composizione successivamente allo scatto, mantenendo comunque un livello “accettabile” di pixel.
Per quanto riguarda il RAW della A7R il risultato è in linea con quanto dichiarato dalla Sony. Per quelli che desiderano un file immacolato, cioè privo dell’intervento del processore in camera, la questione si fa complicata. I brand investono moltissimo in questo settore, non a caso le pubblicità spingono molto su questa caratteristica. Il RAW a monitor non va considerato come un jpeg, cioè già elaborato secondo gli standard di fabbrica. L’intervento in camera in questo caso, come detto, avviene sui dettagli e in maniera selettiva, cioè rimedia ai tradizionali limiti della fotografia digitale. Per il resto dello sviluppo, la libertà è massima. Grandi soddisfazioni, in questo senso, si possono avere nella conversione in bianco e nero.

 

CONCLUSIONI

Con R Sony intende Resolution, cioè una risoluzione impressionante. I punti di forza sono il peso e le dimensioni, ovviamente il sensore da 36 megapixel e il processore di immagine, il set completo di funzioni e una personalizzazione molto avanzata. La qualità dell’immagine è notevole. Lo specchio ha fatto la storia e certamente macchine senza specchio si possono progettare e realizzare, senza alcuna perdita di qualità. Sorvoliamo sulla possibilità di utilizzare la A7R con uno smartphone o di poter estendere le funzionalità con l’acquisto di applicazioni specifiche. Mentre è priva del touch screen, il sistema di ricarica prevede il collegamento del cavo micro usb alla macchina fotografica. La durata della batteria è in linea con quanto dichiarato da Sony, inferiore a quella delle reflex digitali tradizionali, chiaramente l’utilizzo del mirino e del display posteriore comporta inevitabilmente un consumo maggiore. Ricordando che questo modello è pensato principalmente per una fotografia lenta e ragionata, la A7R ha presentato un difetto. Unico e vero neo riscontrato infatti, è l’autofucus, non sempre perfetto in alcune condizioni di luce, tanto che l’immagine restituita è risultata palesemente fuori fuoco. Un problema che non influisce drammaticamente sul giudizio generale della macchina, su oltre 800 scatti, poco meno dell’1% ha presentato questo difetto, che per ovvie ragioni si nota molto se la foto realizzata era unica e composta perfettamente.

 

https://www.sony.it/electronics/fotocamere-obiettivo-intercambiabile/ilce-7r

 

Federico Emmi