Ritorno al passato. Fujifilm X-T1 e lenti vintage

In meno di dieci anni, i primi modelli di fotocamere senza specchio già possono essere etichettati come vintage. Hanno sì perso valore in termini commerciali, ma sotto il profilo tecnologico non si può dire la stessa cosa. Tutt’altro, sono prodotti di alta qualità, soprattutto per la resa dell’immagine, da prendere in considerazione per chi vuole cominciare a fare fotografia o, come nel caso di questa recensione, per chi vuole avere un secondo, terzo, corpo macchina adattando storiche lenti con diverse tipologie di attacchi.

La scelta di questa particolare recensione è ricaduta sulla Fujifilm X-T1, sarebbero andate bene anche la X-Pro 1, la X-M1, la X-T10. Tradizione e innovazione sono le parole che da sempre Fujifilm utilizza per contraddistinguere le proprie macchine fotografiche a ottiche intercambiabili prive di specchio; di qui la preferenza accordata a questo marchio.

Il sensore e il processore di immagine
Il sensore è un APS-C da 16 megapixel che genera un file da 4896X3264, la cui architettura si avvale della tecnologia di seconda generazione Fujifilm X-Trans. Il sensore X-Trans, caratteristica di punta di tutte le fotocamere Fujifilm che ne sono dotate, incorpora un filtro colore dove la matrice non ha nulla a che vedere con quella tradizionale di Bayer, ma la disposizione dei tre colori RGB ha una sua originalità che si basa su una loro elevata aperiodicità, tanto che è stato possibile eliminare il filtro ottico passa-basso (OLPF), garantendo contestualmente una fedeltà cromatica elevata.
Il processore di immagine EXR è di seconda generazione con doppia CPU, pertanto i benefici maggiori sono riscontrabili in un minor tempo di accensione, nella riduzione dell’intervallo tra uno scatto e l’altro, in un minor ritardo in fase di scatto.

Focus
La Fujifilm X-T1 dispone di una messa a fuoco automatica definita allora da Fujifilm “la più veloce al mondo”, permette di usare l’intera linea di ottiche Fujinon, senza limitazioni.
Con la messa a fuoco manuale, invece, la caratteristica più interessante è il Digital Split Image. Nel display o nel mirino, l’immagine viene sdoppiata e nel riquadro più piccolo in bianco e nero è possibile vedere il punto selezionato sul quale si sta focheggiando, sufficientemente ingrandito tanto da permettere di regolare con la massima precisione la messa a fuoco. (https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=2LB2-colk1M).
Inoltre, di grandissima utilità, la funzione Focus Peak Highlight, particolarmente utile perché evidenzia le aree di maggior contrasto nel soggetto che si sta fotografando, nei colori bianco, rosso e blu (https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=T1COLOjQPQM).

Mirino
Una delle caratteristiche che rendono la X-T1 ancora desiderabile è senza dubbio il mirino digitale. Brevemente, rispetto al tradizionale mirino ottico, quello digitale permette di visualizzare lo scatto finale prima di scattare, compreso di eventuali filtri, soprattutto la simulazione delle pellicole che hanno reso famosa Fujifilm nella fotografia analogica.
Tecnologia OLED con 2.36 milioni di pixel, il mirino digitale oltre alle tradizionali informazioni sull’esposizione, aggiunge il pratico indicatore della profondità di campo, l’istogramma, la modalità di scatto selezionata (PASM), l’eventuale simulazione pellicola, l’immancabile griglia, l’orizzonte o livella. Inoltre, è possibile impostarlo in modalità FULL, che garantisce un ingrandimento pari allo 0.77x rispetto a quello 1:1 nella modalità NORMAL. Il vantaggio si apprezza sicuramente nella fotografia paesaggistica e nei ritratti. Ruotando la macchina in verticale infine, anche le informazioni ruoteranno, il layout continuerà a mantenere la sua praticità. Ovviamente il mirino può essere utilizzato per visualizzare gli scatti già registrati.
Poche le parole sul display, di fatto una replica del mirino, eccetto per la possibilità di orientarlo.

Considerazioni generali
L’ergonomia della macchina ricorda le fotocamere analogiche – tradizione –, ISO e tempi regolabili tramite ghiere, i diaframmi invece, scelta all’epoca innovativa, direttamente sulla lente. I tasti funzione sono posizionati per favorire un cambio delle impostazioni immediato, infatti garantiscono l’utilizzo personalizzato della macchina in maniera estremamente rapida.
Il menu è molto ricco di opzioni, intuitivo per chi ha già dimestichezza con le macchine digitali professionali, un po’ meno per quelli che non ne hanno mai utilizzata una, in questo caso la lettura del manuale operativo è fortemente consigliata.
Il corpo è in magnesio oltre ad essere resistente a polvere e ad acqua.
Non manca il controllo via smartphone e/o tablet, tramite l’apposita applicazione Fujifilm Camera Remote, recentemente rinnovata nel funzionamento e nella grafica, grazie al modulo Wi-Fi incorporato.

Vintage
Rispetto al 2014, la lista degli obbiettivi Fujinon, quelli prodotti da Fujifilm e dedicati esclusivamente alle loro fotocamere digitali APS-C, si è allungata. Volendo però considerare un utilizzo diverso della fotocamera, cioè analogic style, quindi senza gli automatismi del digitale, allora è possibile sfruttare un parco ottiche davvero ampio, grazie agli adattatori.
Praticamente si possono riutilizzare le lenti che hanno fatto la storia della fotografia, quelle con attacco M42, Pentax, Leica, Voigtländer (Fujifilm in questi due casi produce un proprio adattatore), QBM, Canon, Nikon. Questi obiettivi si trovano in commercio, sia online che nei mercatini, a prezzi davvero bassi. Per pochi euro è possibile sfruttare un vetro di alta qualità su un sensore digitale. Un primo passo verso il ritorno, probabilmente certo, all’analogico.
Prive di un motore per la stabilizzazione e l’autofocus, per poter riuscire a mettere a fuoco con queste lenti, è consigliato impostare la funzione di Focus Peak; inoltre, non avendo alcuna componente elettronica, in caso di catalogazione, occorre scriversi il diaframma utilizzato e il numero del file.

Al di là della qualità dell’immagine ottenibile, il piacere principale è tutto nella lenta pratica del mettere a fuoco, nel suono dello scatto del diaframma, nell’accurata composizione. La Fujifilm X-T1 con le sue ghiere per i tempi e le ISO, si presta molto bene a questo tipo di fotografia, calma e appassionante.

 

Federico Emmi

 

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