Sony α7R IV. Le prime impressioni

Nella tarda mattina del 16 luglio 2019, ora di New York, Sony ha presentato la α7R IV. L’annuncio è stato anticipato da un paio di alcuni dati di tipo commerciale: il primo è quello relativo alla quota di mercato nel segmento mirrorless, stabilmente al primo posto dal 2010 fino alla prima metà del 2019. Poi il primato tra le fotocamere full frame a partire dal 2018. Più in generale le mirrorless hanno superato il 50% della diffusione, stessa cosa per il full frame. Dati importanti che senza dubbio confermano il primato di Sony nel mondo della fotografia digitale e dell’importante contributo fornito nel passaggio dalla tecnologia a specchio a quella senza.

α7R IV fa principalmente parlare di sé per il nuovo limite di megapixel presenti in un sensore da 35mm: 61. Poi le altre caratteristiche che confermano le abilità ingegneristiche della Sony: gamma dinamica da 15 stop, scatto continuo ad alta velocità fino a 10 fps con tracking AF/AE completo per circa 7 secondi, 567 punti AF a rilevamento di fase sul piano focale che coprono il 74% del frame e 425 punti AF a rilevamento di contrasto, debutto del Real-time Eye AF per le riprese video e avanzati Real-time Tracking e Real-time Eye AF per scatti fotografici, mirino elettronico OLED UXGA (Ultra-XGA) Tru-Finder™ a 5.760.000 punti, modalità crop APS-C con un risoluzione pari a 26,2 megapixel, stabilizzatore a 5 assi integrato, riprogettato e messo a punto per supportare scatti ad alta risoluzione, pixel shift ora capace di restituire un file da 240 mega con l’opzione 16 scatti.

Non è una rivoluzione, ma un miglioramento complessivo, hardware e software. La α7R IV è cresciuta progressivamente, fisicamente, soprattutto nella profondità, tanto da passare dai 48.2 millimetri del primo modello ai 77.5 millimetri dell’ultimo, quindi un grip più robusto. La disposizione dei tasti e delle ghiere è rimasta invariata rispetto alla α7R III, di conseguenza la relativa ergonomia. La qualità dell’immagine, nei primi test comparativi con il modello precedente, è migliorata, a dimostrazione che l’aumento dei megapixel in un sensore retro illuminato porta benefici.

Yann Salmon Legagneur, Director of Product Marketing per il Digital Imaging in Sony Europe ha dichiarato: “Contribuiamo costantemente a innovare, superare i limiti e rivoluzionare le aspettative sulle prestazioni delle fotocamere digitali. La nuova Alpha 7R IV combina la qualità di immagine tipica delle fotocamere di medio formato con scatto ad alta velocità, messa a fuoco estremamente elevata e una lunga serie di miglioramenti in termini di design, connettività e modalità d’utilizzo. Questo permetterà a fotografi professionisti e videomaker e content creator di acquisire contenuti in modi nuovi mai visti prima d’ora.

Per quanto la qualità dell’immagine sia di prim’ordine e la dichiarazione di Legagneur conferma quanto espresso in altri articoli, vale a dire i limiti dei sensori full frame. La α7R IV infatti, benché dotata di 61 megapixel, non è assolutamente paragonabile con una medio formato. La diretta concorrente, la Fujifilm GFX 100, ha attualmente 100 megapixel, ma su un sensore grande 1.7 volte rispetto a quello Sony. La domanda a questo punto è: quanti megapixel può ospitare un sensore 35mm, quanti uno medio formato o large format? Questo limitando il discorso alla sola quantità di pixel presenti in un sensore, perché allargandolo ad esempio alle possibilità di ritaglio, avere un’area più grande permette di estendere le possibilità, ma al di là della gamma dinamica, della migliore resa agli alti iso, un sensore più grande restituisce una tridimensionalità più accentuata, un passaggio tonale più graduale, utile in quei generi fotografici, quasi sempre di natura commerciale. Se non bastasse, per risolvere le stesse linee per millimetro, a parità di inquadratura, rispetto a un sensore full frame, una lente per medio formato deve lavorare su frequenze spaziali inferiori e questo permette di avere una resa migliore.

C’è poi un discorso tutto commerciale, la Sony α7R IV è una ottima fotocamera, soprattutto accoppiata con una delle ottiche GM, ma orientata alle sole esigenze fotografiche, un professionista o più specificatamente un videomaker, hanno bisogno di caratteristiche video che questa macchina non offre, l’uscita HDMI è ancora a 8bit. Più in generale, l’utenza di riferimento è molto seccata da questa scelta e molti a questo punto aspettano una nuova α7 S, basta leggere i commenti sui vari siti specializzati per farsi una idea. Addirittura, la Sigma FP, appena presentata, permette di registrare i video nel formato CinemaDNG in 4K a 12 bit su supporto esterno. Probabilmente è arrivato il momento per Sony di dare una svolta significativa all’offerta α7, riducendola da tre a due modelli, con caratteristiche che li rendano completi, tanto per la fotografia, quanto per i video, perché attualmente per avere una fotocamera completa, in tal senso, occorre comprarne due.

Queste le impressioni ricavate dall’annuncio della Sony α7R IV, appena disponibile, a partire da agosto 2019, sarà possibile parlarne in maniera più approfondita.

 

Federico Emmi