Sviluppare una pellicola con la birra, oggi si può.

La fine dello scorso millennio ha visto, tra le altre cose, un’inversione di tendenza negli usi alimentari che ha portato buona parte di noi a riscoprire cibi più genuini allontanandosi da tutto ciò che sapesse troppo di preparazione industriale. Tra gli alimenti più colpiti da questa controrivoluzione gastronomica di sicuro la birra è stata protagonista: in molti si sono ritrovati a produrla in maniera casalinga, sono stati fondati piccoli e grandi birrifici e oggi la varietà di birre artigianali a disposizione degli intenditori è elevatissima, tanto da portare anche i grandi colossi della bevanda alcolica più consumata al mondo ad acquistare alcuni di questi birrifici o a lanciare prodotti pseudo artigianali.

Altri dieci anni e si sarebbe consumata un’altra rivoluzione nel mondo della fotografia, l’esplosione del digitale e la conseguente comparsa della fazione vintage, che resiste al mainstream continuando a proporre la fotografia in pellicola come unica via veramente fotografica. Spesso i mondi di chi ama mangiare bene e scattare in pellicola si intersecano, in virtù dei bei vecchi tempi in cui tutto era più lento ed ogni cosa bisognava sudarsela un po’ di più rispetto ad oggi, ma anche per i vecchi e nuovi sacerdoti del mondo antico forse la notizia che si possa sviluppare una pellicola (seppur legata al mondo della videoproduzione) con la birra è qualcosa che va un po’ al di là dell’immaginazione.

Eppure è proprio così. Il popolare birrificio artigianale Dogfish Head sta lanciando una nuova birra chiamata SuperEIGHT. Il nome, che ricorda il famoso formato a pellicola Super 8 di Kodak, non è casuale e non è un semplice omaggio: la birra è stata progettata per elaborare la pellicola. Nel 2018, Sam Calagione, fondatore e AD di Dogfish, è intervenuto nel podcast Kodak The Kodakery per parlare dei processi analogici nell’era digitale. Durante la conversazione, Calagione ha appreso che l’aumento dei livelli di acidità e vitamina C in alcune birre può effettivamente consentire loro di servire come agenti di elaborazione per le pellicole.

Dogfish stava in realtà già lavorando a una nuova birra con acidità extra e vitamina C, così Calagione ha chiesto al team di mastri birrai di creare una ricetta specifica per processare la pellicola Kodak Super 8. Il risultato è stato SuperEIGHT, e i primi lotti di birra sono stati inviati a Kodak per confermare che la pellicola potesse essere sviluppata con successo. Il lavoro congiunto di Kodak e Dogfish ha dato vita al seguente filmato, interamente sviluppato con la birra.

Non sappiamo se il futuro della fotografia analogica sarà indissolubilmente legato allo sviluppo di pellicola con la birra, ma di sicuro questo esperimento è una curiosa e divertente dimostrazione di mondi apparentemente lontani che si intersecano e che la creatività non muore mai.

Silvio Villa