Uliano Lucas. Sognatori e Ribelli

Il 1968 è un anno importante, per niente anonimo, con il tempo sempre più evocativo. È l’anno della ribellione, forte, accesa; della richiesta di una società diversa, da riscrivere nei valori fondanti, meno esclusivi e più inclusivi; dell’esigenza di esprimere in libertà e positivamente le passioni, in tutte le sue sfumature, di accettare le diversità, di una società più equa.

L’italia del 1968 è un paese fortemente influenzato dalla cultura cattolica, di fatto capace di dettare le linee programmatiche e di sviluppo; governato da una politica inflessibile, piena di divieti e poco aperta alla libera espressione, fortemente codificata, drammaticamente rigida; economicamente affidato a poche famiglie, per niente inclini al rischio, al contrario molto attratte dalla rendita, in grado con le loro politiche aziendali di accentuare ulteriormente quelle differenze tra il nord e il sud, evidenti fin dall’unità, che ancora oggi rappresentano un grave problema, in apparenza, senza prospettiva di soluzione.

Il 1968 è l’anno della protesta, della ribellione, portato avanti da un movimento fatto di persone, donne e uomini, in cortei lunghi, pacifici, fatti di slogan, di urla, di fischi, che immaginano, sognano, desiderano, una società diversa, pronta ad avere il coraggio di un cambiamento forte tanto nella politica, quanto nella cultura, così come nel lavoro, nei rapporti di coppia, nell’istruzione.

Una trasformazione totale, per comodità storiografica affidata oggi dal racconto delle fotografie, ma che abbraccia forme espressive diverse: dagli opuscoli, ai saggi, dalle riviste ciclostilate, agli incontri, dai dibattiti improvvisati, alle radio, dalle scritte sui muri, alle occupazioni, l’arte, la musica, il teatro, i film, la letteratura; il 1968, più in generale il decennio seguente, è stato un momento di grande e intensa creatività intellettuale.

Per il cinquantesimo anniversario, molte sono state le pubblicazioni, le mostre, gli approfondimenti, le testimonianze; tra i numerosi contributi pubblicati nel 2018, per fortuna c’è stato quello del grandissimo fotoreporter, freelance, Uliano Lucas. Edito nell’ultima parte dell’anno da Bompiani / Giunti, Sognatori e Ribelli. Fotografie e pensieri oltre il sessantotto è un libro che si sfoglia, si guarda, se ne apprezza l’odore della stampa, ma soprattutto si legge.

È infatti una duplice testimonianza, quella di un uomo, giovane, che partecipa attivamente alla rivoluzione contribuendo con le fotografie a rendere storia un momento che altrimenti sarebbe finito nel dimenticatoio, perché la probabilità che siano in molti a conoscere la produzione espressiva, diversa dalle fotografie, che ha raccontato quel periodo, è molto bassa.
Basta infatti scorrere la selezione tematica, a modo di bibliografia, fatta di libri, film e canzoni, posta alla fine del libro, per scoprire l’energico fermento ideologico.
Allo stesso modo è il racconto affidato anche ai vivi ricordi, intensi, assolutamente da leggere dalla prima all’ultima pagina, per comprenderne la poetica, le scelte stilistiche, la crescita professionale, ovvero più semplicemente per scoprire il prima e immaginare il dopo di una fotografia. Preziosa, quindi, anche la scelta di descrivere il luogo, l’evento, il tempo, di ogni fotografia. Eccellente l’impaginazione.

Sognatori e Ribelli rimanda, condividendone diversi scatti, a una pubblicazione più costosa, più densa, 350 fotografie in formato 22×24, del 1973, intitolata Cinque anni a Milano.

 

Federico Emmi