Una nuova avventura. Discorsi Fotografici Magazine

In una giornata di fine agosto del 2010, al ritorno dal suo viaggio negli Stati Uniti d’America, Silvio mi propone di realizzare un sito dove parlare di fotografia, di farlo con lo stesso spirito e le stesse modalità con le quali avevamo animato le nostre chiacchierate.
Era il tempo delle reflex digitali, le prime, quando un sensore digitale 35mm, il full frame, era assolutamente costoso. In effetti già ragionavamo di come la fotografia, quella professionale, continuasse ad essere poco accessibile, contrariamente a quello che ancora e soprattutto adesso si dice e con molta probabilità si continuerà a dire. Noi eravamo fotografi amatoriali, con delle reflex digitali a sensore croppato, comunque già un grande salto rispetto alle prime compattine che ci avevano accompagnato a partire dal nuovo millennio.

La prima macchina fotografica digitale che abbia mai usato è stata una Epson da 3 megapixel, molto ingombrante per essere una compatta, con una scarsa qualità di immagine tanto da non produrre quella sensazione di soddisfazione generata da una nuova tecnologia, insomma niente effetto stupore.
D’altra parte era un prodotto orientato principalmente ai primi web designer che avevano bisogno di inserire immagini scattate appositamente per i loro clienti, senza doversi affidare a uno studio fotografico. Quindi non una fotografia più veloce, ma semplicemente più economica in termini di risultati.
La prima fotocamera compatta digitale che ho acquistato invece è stata la Casio Exilim EX-S500, quella sì una compatta, una super slim dal design favoloso con un processore di immagine capace di tirare fuori un bel jpg, con ottimi colori, un bilanciamento del bianco corretto in molte situazioni e un buon contrasto.

Era anche il periodo in cui arrivavano sul mercato i primi cellulari con ambizioni di vere e proprie fotocamere. Il mio era il Sony Ericsonn S710A, un telefono che si distingueva per l’estetica che richiamava le Sony Cybershot dell’epoca. I bottoni, il copri lente e un software fotografico dedicato e molto elaborato per l’epoca, lo rendevano una macchina fotografica a tutti gli effetti, per quanto il sensore da 1,3 megapixel non poteva considerarsi una valida alternativa a una fotocamera pura. Per una fotografia veloce, immediata, andava bene. Al contrario, lo rendevano inutile come oggetto per una condivisione delle immagini veloce, come ormai siamo abituati, i costi applicati dagli operatori telefonici, le flat e gli abbonamenti ancora non c’erano.

Dopo le compatte e il primo smartphone, il desiderio del controllo totale sulla esposizione mi ha portato alla prima reflex digitale, la Canon 40D, che poi successivamente è diventata una Canon 5D Mark II, per finire nel mondo delle mirrorless, attualmente Fujifilm, senza dimenticare…i vari modelli di iPhone.
Tra la Canon 40D e l’ultimo iPhone ci sono tutte le fotocamere, professionali e non, reflex e non, provate e recensite grazie a Discorsi Fotografici.

Discorsi Fotografici. Un magazine web o webzine, nato nello splendente periodo dei forum fotografici, nella stagione che alla ricerca del pixel perfetto, veniva affiancata la vera condivisione di conoscenze, da quelle fotografiche a quelle dell’elaborazione dell’immagine.
Noi ci siamo orientati diversamente. Per carattere e per scelta, comunque liberi da ogni presunzione, desiderosi più che altro di fornire un contributo che favorisse quello discorsivo, abbiamo quindi preferito concentrarci sulle immagini anziché sulla loro qualità, sul loro racconto e per farlo, fin dall’inizio, abbiamo coinvolto tanti appassionati che generosamente hanno condiviso i loro reportage di viaggio, le loro storie dello scatto, le loro riflessioni, arricchendo così il sito.

Dopo sette anni e tanti esperimenti, abbiamo deciso di fare il salto diventando un vero periodico online, una testata giornalistica a tutti gli effetti, con un dominio dedicato.
Dell’esperienza precedente abbiamo recuperato tutto, perché Discorsi Fotografici Magazine è una realtà resa possibile da tutti voi che nel corso degli anni avete creduto in questo progetto. Quello che oggi vi offriamo è una impaginazione nuova, snella, che favorisce e rende gradevole la lettura su qualsiasi dispositivo. Un’occasione anche per rileggere tutti i reportage e un’utile opportunità per capire come è evoluto il mondo delle immagini. Oggi gli schermi hanno una densità di pixel maggiore rispetto a quando ci siamo presentati nel 2010, leggere e poi guardare le gallerie di immagini di tutti i contributi passati costringe a vincere l’iniziale smarrimento, lo stesso che abbiamo avuto noi quando abbiamo trasferito uno a uno gli articoli. Un esercizio utile per concentrarsi per l’appunto sulle immagini, su quello che raccontano e non solo sulla loro qualità.

Da un punto di vista squisitamente operativo, abbiamo migliorato la pagina dei contatti, inserito un comodo modulo per la ricerca e introdotto una pagina per permettere, a chi lo desidera, di iscriversi alla mailing list, uno strumento che nelle intenzioni servirà per aggiornare i sottoscrittori delle nuove uscite, probabilmente con cadenza settimanale. Questa opportunità si aggiunge a quella del feed, che però sfrutta le applicazioni dedicate. Inoltre, consapevoli di vivere in periodo particolare per quanto riguarda la raccolta dei dati sensibili e del loro utilizzo, per scelta Discorsi Fotografici Magazine non raccoglie dati attraverso cookies, né utilizza script di terze parti per farlo, né intende farlo in futuro, quindi la navigazione e la fruizione favoriscono la totale libertà.

Buona lettura!

Federico Emmi