Al via la XVI edizione di FOTOGRAFIA EUROPEA, di Reggio Emilia

«Sulla Luna e sulla Terra/fate largo ai sognatori!»; con questo motto di Gianni Rodari aprirà il prossimo 21 Maggio a Reggio Emilia la XVI edizione del festival “Fotografia Europea”.

Dopo un anno che ha visto l’annullamento o il rinvio di molte importanti manifestazioni e festival fotografici, compreso il FFE, questa è certamente una bellissima notizia e il desiderio di rivalsa e di leggerezza è tutto iscritto nella massima di Rodari. 

Abbiamo bisogno della fantasia che alimenti nuovi sogni e visioni, che ci guarisca da un periodo di grandi sofferenze, che ci proietti in una nuova realtà ed al contempo una nuova normalità. «Non ci potrà essere alcuna rinascita dal Covid se non si metteranno al centro la cultura e il sapere», con queste parole Luca Vecchi, Sindaco di Reggio Emilia, annuncia la nuova edizione del Festival, come un grande segnale di speranza e fiducia verso il futuro. 

Con più di venti progetti espositivi, sette sedi storiche e sette piazze cittadine, dal 21 Maggio al 4 Luglio Reggio Emilia tornerà così ad ospitare “Fotografia Europea”, con alcune novità.

Innanzitutto una rinnovata direzione artistica, che riflette il già presente desiderio di internazionalizzazione della manifestazione: accanto a Walter Guadagnini, direttore artistico delle ultime tre edizioni, troviamo infatti Diane Dufour (direttrice fino al 2017 di Magnum Photos e fondatrice dello spazio espositivo Le Bal di Parigi), già collaboratrice di FE dal 2015 al 2017, e Tim Clark (curatore e docente, fondatore del magazine online 1000 Words).

Altra novità è la presenza di alcune mostre “open air”; sette esposizioni sono state infatti inserite nelle piazze e negli spazi pubblici all’aperto «perché possano parlare a tutte le persone, contribuendo a generare un senso di unione e appartenenza comuni», come sostiene Annalisa Rabitti, Assessora a Cultura, Marketing territoriale e Turismo, Pari opportunità e Città senza barriere del comune di Reggio Emilia. 

Per la prima volta, inoltre, il Festival ospiterà un’artista contemporanea, Sophie Whettnall, in collaborazione con la Centrale for Contemporary Art di Bruxelles e a cura di Carine Fol, e che presenterà una installazione site-specific nel chiostro piccolo del complesso San Pietro, “Universo Dentro”.

Ancora con l’edizione 2021 si concretizza il primo progetto del Sistema Festival Fotografia, sostenuto dal Ministero della Cultura e voluto dalla Fondazione Palazzo Magnani insieme al festival di Lodi, Savignano sul Rubicone, Lucca e Cortona; una scelta di grande pregnanza in Italia che ha spesso sofferto della frammentazione della pur vivace realtà sotto il profilo delle manifestazioni fotografiche. 

Infine, grazie anche alle nuove abitudini cui la pandemia ci ha portati, sarà possibile fruire in streaming di tutti gli appuntamenti e delle visite virtuali alle mostre, insieme a quelle in presenza.

Le mostre saranno dislocate nei Chiostri di San Pietro, a Palazzo Magnani, a Palazzo da Mosto, nei Chiostri di San Domenico, a Palazzo dei Musei, nello Spazio Gerra, nella Biblioteca Panizzi, più le sette mostre “open air”. Otto delle nove esposizioni ai Chiostri di San Pietro e quattro progetti open air fanno parte della sezione “Daydreams”, un sogno ad occhi aperti, direttamente ispirato alla frase di Rodari, concept dell’edizione 2021 e curata dalla nuova direzione artistica. Alle esposizioni ufficiali si aggiunge inoltre il Circuito OFF, sezione indipendente che vedrà l’ulteriore vivacizzarsi della città grazie al fiorire di mostre in luoghi pubblici, strade, negozi, studi, cortili e case private. Per questa sezione saranno presentati progetti di fotografi professionisti accanto ai giovani appassionati, così come il progetto Off@school, che ha coinvolto le scuole della provincia di Reggio Emilia. Per apprezzare questa vivacità vi consigliamo di visitare Reggio Emilia Sabato 12 Giugno, quando con Notte OFF il centro storico si animerà con la premiazione del miglior progetto.

Di seguito vi invitiamo ad un breve giro di presentazione delle diverse sedi preposte alle esposizioni.

Ai Chiostri San Pietro troviamo “L’Isola” di Vittorio Mortarotti e Anush Hamzehian, racconto fotografico dedicato a Yonaguni, il territorio più a Ovest del Giappone; “Telluris” di Noémie Goudal, un progetto che crea uno spazio tra realtà fisica e rappresentazione mentale attraverso un’installazione architettonica site-specific; “Aura” di David Jiménez, un lavoro al limite dell’astrazione, tra il reale e l’immaginario; “Halfstory Halflife” di Raymond Meeks, racconto poetico di giovani in procinto di diventare adulti; “The Tower Series” di Donovan Wylie, che indaga l’architettura militare, in particolare i posti di osservazione, in diverse regioni del mondo; “INDEX G” di Piergiorgio Casotti ed Emanuele Brutti, sulla segregazione razziale negli Stati Uniti; “Tell Tale” e “In Search for Memory” di Lebohang Kganye, due progetti  che riflettono sulla fotografia e sul rapporto del teatro con il tempo e la performance; “La Bête: A Modern Tale” di Yasmina Benabderrahmane, una storia tra due mondi, il Marocco di ieri  e quello di oggi; “Universo Dentro” di Sophie Whettnall, una sorta di viaggio in cui i visitatori si immergono  in diverse temporalità, il tempo storico del luogo, il tempo dell’opera e quello della sua contemplazione.

Soulèvement I_©Noémie Goudal _Telluris, presso i Chiostri San Pietro
©Raymond Meeks, da “Halfstory Halflife”, presso i Chiostri di San Pietro
©David Jiménez, da “Aura” ai Chiostri San Pietro
©Piergiorgio Casotti e Emanuele Brutti, da “INDEX G”, presso i Chiostri San Pietro
Labrador, Canada, 2013. From The Tower Series; ©Donovan Wylie, presso i Chiostri San Pietro
blingblingstill ©Sophie Whettnall
drilling for light – ©Sophie Whettnall

A Palazzo Magnani troviamo invece “True Fictions. Fotografia visionaria dagli anni ’70 a oggi” a cura di Walter Guadagnini. La prima retrospettiva mai realizzata in Italia sulla “staged photography” che dagli anni Ottanta ha rivoluzionato il linguaggio fotografico collocando la fotografia nell’ambito delle arti contemporanee. 

©Bruce Charlesworth, nella mostra “True Fictsions” al Palazzo Magnani
Un’opera di ©Sandy Skoglund in mostra in “True Fictions” al Palazzo Magnani

A Palazzo da Mosto, si può visitare “Camere che sognarono camere”, un progetto di Sabine Vollmann-Schipper e Laura Gasparini da un’idea di Thomas Demand e Martin Boyce per la Collezione d’arte contemporanea Girefin. Si tratta di una conversazione tra le opere di Demand e Boyce, che da tempo lavorano in modo del tutto personale con la fotografia. Sempre in questo palazzo troviamo invece, di autori vari, “Home is where one starts from”, che indaga il tema della casa attraverso una selezione di libri fotografici che offrono visione di un dato momento storico e di determinate società, con punto focale sul luogo in cui viviamo e abitiamo.

Per quanto riguarda le mostre “open air” al Parco del Popolo è possibile visitare “#nyc” di Jeff Mermelstein, un interessante lavoro tramite smartphone che indaga proprio sull’uso degli stessi nel trasmetterci messaggi. In Via Secchi troviamo invece “Virus” di Antoine d’Agata, un documento visivo che evidenzia la vulnerabilità umana durante la pandemia. In Piazza Vittoria espone Sohan Gupta con “Eden” che parla di una città fantasma, fittizia, inghiottita dalla natura. In Piazza Frumentaria è possibile visitare “Tottori” di Marco Di Noia, che prende avvio da uno strano fenomeno astronomico, la Luna su Tottori, in Giappone, e da come lo hanno vissuto gli abitanti e che si esprime nell’opera suggestiva e multimediale dell’autore.

2020_EDEN_©Sohan Gupta, in Piazza Vittoria
COVID-19, Paris, France, Lockdown, 2020 © Antoine d’Agata _ Magnum Photos flir_20200317T155621 – Mostra in Via Secchi
©Jeff Mermelstein_#nyc, al Parco del Popolo

Sparsa per luoghi vari della città troviamo “Opera Aperta” di Alex Majoli, che nasce commissionata da Fondazione I Teatri e da Reggio Parma Festival in collaborazione con Fotografia Europea e riflette sul rapporto tra il Teatro e la città. 

©Alex Majoli – da “Opera Aperta” in mostra in luoghi vari della città di Reggio Emilia per Fotografia Europea

In piazza Roversi, infine, troviamo “Terra-Luna” dei ragazzi di Speciale Diciottoventicinque, un percorso formativo organizzato dal festival e guidato dal tutor Sara Munari che farà riflettere sulla fotografia attraverso il gioco.

I Chiostri di San Domenico esporranno la collettiva “RECONSTRUCTION” di Giovane Fotografia Italiana #08 che esplora la combinazione tra fotografia e immaginazione.

© Domenico Camarda, Untitled 02, from Liquido series, 2017

Lo Spazio Gerra propone invece “Back to land” un’installazione nel giardino sul retro della struttura che consiste in una riflessione critica sulle aree rurali regionali, ad opera di Gianluca Abbate con “Terra ignota”, Martin Baraga con “Bereza”, Annamaria Belloni con “Supernatura”, DEM con “Stela”.

Al Palazzo dei Musei si potrà visitare “Wunderkammer. Le stanze delle meraviglie”, un progetto nato da Luca Manfredi, fotografo che ha portato avanti un progetto con sei persone con fragilità; mentre sulla facciata esterna del Palazzo sarà ospitata a partire da Settembre 2021 “Curiosa Meravigliosa”, un progetto di arte partecipativa ideato da Joan Foncuberta, che prevede la partecipazione dei cittadini.

Dal progetto di Luca Manfredi “Wunderkammer. Le stanze della Meraviglia” al Palazzo dei Musei -©Sara Marastoni

La Biblioteca Panizzi, infine, con “Tesori in mostra” esporrà alcuni tra i suoi più preziosi oggetti raccolti in oltre due secoli. 

Accanto alle mostre, il Festival prevede tutta una serie di appuntamento online o offline; il 21, 22 e 23 Maggio un palinsesto di eventi digitali inaugurerà la manifestazione, mentre sono rinviate al weekend del 18, 19 e 20 Giugno gli incontri con gli artisti, le conferenze, il bookfair dedicato agli editori indipendenti, le letture portfolio e i workshop, insieme ad importanti lectio magistralis.

Decisamente un evento imperdibile.

Luisa Raimondi

il sito della manifestazione: Fotografia Europea

In copertina fotografia di Marco Di Noia, dal Lavoro “Tottori”, ©Marco Di Noia