Efrem Raimondi ci ha lasciati?

«Orfano.
Perché il vuoto non si misura con il grado di parentela. Né so dire se esista una qualche unità di misura: si sente o no.
Il vuoto è un’assenza piena e palpabile.
Mica un dispiacere (quel leggero prurito che ogni tanto ti coglie, in genere proprio dietro un orecchio ma che, tranquillo, in 18/24 ore è tutto passato).
Il vuoto è uno spazio permanente.
Refrattario a ogni terapia, rimbalza forsennatamente tra cranio&cuore.
Così all’inizio. Il tempo poi regola, modula preciso per la sopravvivenza.
Ma l’altro t’accompagna dovunque e per sempre, pronto a straziarti e a lasciarti muto quando gli pare.»

Sono le parole di Efrem Raimondi scritte nel suo seguitissimo blog tredici anni dopo la morte di Joe Strummer, leader dei Clash e da lui ritratto.

No, Efrem Raimondi non è stato “il fotografo di Vasco e delle star”, Efrem Raimondi non è neppure “stato”. 

Efrem Raimondi è un fotografo, altro non serve aggiungere. Efrem coincide con la Fotografia.

Le parole che cito sono esattamente le parole che ci si attagliano ora, dopo la sua improvvisa scomparsa.

Che poi scomparso non è. 

È morto. 

Martedì 16 Febbraio 2021.

Occorre scriverlo, diretto e senza fronzoli, per crederci; e poi lui non era tipo da giri di parole.

Lui è pura sensibilità esposta, scoperta. Tutto da lì.

“From here to eternity”, caro Efrem.

Onliù.

Luisa Raimondi