Inge Morath. Fotografare da Venezia in poi

Alla ricca offerta culturale della Regione Veneto, si aggiunge la proposta del curatore Kurt Kaindle e la curatrice Brigitte Blüml, con loro Valeria Finocchi, promossa dalla Direzione regionale Musei Veneto (direttore Daniele Ferrara) e Suasez in collaborazione con Fotohof di Salisburgo, con il patrocinio e il sostegno del Forum Austriaco di Cultura di Milano, con la partnership di Horm; che presentano una diversa e interessante lettura della straordinaria opera fotografica di Inge Morath. Dal 18 gennaio 2023 al 4 giugno 2023, infatti, presso il Museo di Palazzo Grimani a Venezia, sarà possibile apprezzare la mostra monografica della fotografa austriaca. “Fotografare da Venezia in poi” è il titolo indovinato, scelto per raccontare la biografia artistica di Inge Morat. Lei stessa nel testo intitolato Venedig, infatti, trovato diversi anni dopo la morte in forma manoscritta e incompleto, pensato per fare da prefazione al libro fotografico Venezia (Salisburgo, edizione Fotohof pubblicata da Otto Müller Verlag, 2003) se non fosse sopraggiunta la morte, scriveva:

Inge Morath, Venezia, 1955 ©Fotohof archiv / Inge Morath / Magnum Photos
Inge Morath, Venezia, 1955 ©Fotohof archiv / Inge Morath / Magnum Photos

«Venezia è la città in cui è scoppiata la mia passione per la fotografia. Prima di allora non avevo mai fatto fotografie: ne avevo viste moltissime, avevo avuto l’occasione di giudicarne alcune e avevo anche lavorato con dei fotografi, ma il mio mezzo espressivo era decisamente la parola scritta. Nel 1951 feci un viaggio a Venezia. Avevo con me una macchina fotografica, regalo di mia madre. […] A Venezia pioveva. La luce era di una bellezza incredibile, e all’improvviso mi convinsi della necessità di fotografarla: qualcuno doveva fotografare quella città. Chiamai alcuni fotografi, ma nessuno era interessato. Da Parigi, Bob (Robert) Capa si limitò a dire: “Perché diavolo non la fai tu una fotografia, stupida?”. Così andai in un negozio e feci mettere un rullino nella mia Contax decrepita. […] Ero emozionatissima. Mi fermai nel punto in cui volevo scattare, un angolo di strada dove la gente passava in un modo che mi sembrava interessante. Regolai l’apparecchio e premetti il pulsante di scatto appena tutto fu esattamente come lo volevo. Fu una rivelazione. Rendermi conto in un istante di cosa aveva covato dentro di me per tanto tempo, coglierlo nel momento in cui prendeva la forma che mi sembrava giusta: dopo questo, nulla avrebbe potuto più fermarmi.»

In effetti, da quella esperienza a Venezia, con la complicità dell’autunno, con la sua luce e la sua atmosfera, inizia la carriera fotografica di Inge Morath, oltrettutto fortemente incoraggiata da Robert Capa. La mostra, in un certo senso omaggio ai cento anni della sua nascita, è celebrata con una selezione accurata che ha permesso di esporre per la prima volta in Italia circa 80 fotografie scattate nella città di Venezia. Le altre 120 fotografie rappresentano il “poi”, per l’appunto, con i principali reportage fotografici dedicati a Spagna, Iran, Francia, Inghilterra-Irlanda, Stati Uniti d’America, Cina e Russia, senza dimenticare i ritratti, sezione molto importante nell’ultima parte della carriera di Inge Morath.

Federico Emmi

INGE MORATH
Fotografare da Venezia in poi
Museo di Palazzo Grimani – Venezia
18 gennaio – 4 giugno 2023

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