MILENA VUKOTIC ovvero LA PINA ERA UNA SGNACCHERA 

https://it.wiktionary.org/wiki/sgnacchera

GNÀCCHERA
gnacchera gnàcchera (o gnàccara) s. f. – Variante ant. e pop. (tosc. e roman., ma di origine veneta) di nacchera.

Milena Vukotic non è racchia, non è brutta. Milena Vukotic è una grande attrice che ha interpretato il ruolo della racchia. Pina Fantozzi è la moglie del ragionier Ugo Fantozzi ed è per un personaggio che Villaggio pensò come non piacente se non brutto. D’altra parte, Fantozzi è alquanto brutto e ridicolo e non avrebbe potuto sposare o essere sposato a una bella donna, neppure a una bella stupida. Il personaggio della bella e stupida nell’universo Fantozziano è la Signorina Silvani, che non pretenderemmo mai di definire bella. Ma Milena Vukotic è una interprete capace ed è riuscita a mortificare la sua bellezza fino ad assurgere o meglio scendere al livello di Pina Fantozzi.  

MA CHI È PINA FANTOZZI? DESCRIVIAMOLA MEGLIO 

Pina Fantozzi è una casalingua, ops, casalinga che si occupa a tempo pieno della famiglia e della casa. Compare per la prima volta nel romanzo che Paolo Villaggio scrisse e che dato l’enorme successo gli permise poi di fare il film.  

Il romanzo è “Fantozzi” edito da Rizzoli Editore nel 1971. Villaggio utilizza un italiano storpiato, sgrammaticato per raccontare le gesta o meglio le disavventure di un povero impiegato. In questo personaggio e nei suoi comprimari si specchiarono e rividero i lettori e soprattutto ne risero moltissimo, decretandone il successo. 

Villaggio nel libro descrive così La Pina: “[Fantozzi ndr] la guardò mentre scendeva la prima rampa di scale e la vide orrenda, e si sforzò di ricordare, senza riuscirvi, perché diavolo si era innamorato di quel curioso animale domestico.” Una bella descrizione per descrivere in modo definitivo e compiuto qualcuna che bella non è. Ma vediamo come si sviluppa il personaggio cambiando medium.   

LA PINA AL CINEMA 

Inizialmente la Pina fu interpretata al Cinema da Liù Bosisio. Diplomata all’Accademia Teatrale di Milano la Bosisio era una bravissima attrice teatrale; con una carriera di tutto rispetto. 

Venne scelta da Luciano Salce per interpretare la Pina in “Fantozzi” (1975) e, dato l’enorme successo, fu già sugli schermi l’anno dopo nello stesso ruolo con “Il secondo tragico Fantozzi” (1976). 

Dopo la ruota del destino da uno scossone al tutto. Villaggio decise di girare altro con Salce, ma nulla legato a Fantozzi. Altri personaggi, altre storie. Passarono degli anni. Villaggio volle girare un ennesimo film sul famoso impiegato; forse per motivi meramente economici? (d’altra parte, Fantozzi era una gallina dalle uova d’oro). Salce decise di dirigere altro. Venne chiamato Neri Parenti (sic). Liù Bosisio si rifiutò d’interpretare ancora il personaggio della Pina. 

Parenti spiega bene il perché: “Liù Bosisio è una straordinaria attrice di cinema e di teatro, ma non conosco la ragione per la quale il grande Salce, regista dei primi film, la scelse. Era una donna bellissima, quindi per interpretare Pina dai capelli color topo fu pesantemente imbruttita con il trucco. Il successo stratosferico dei primi Fantozzi la rese popolarissima, forse anche troppo. Tutti per strada la associavano alla moglie di Fantozzi e lei, mi riferirono, ci soffriva. Continuava la sua carriera teatrale, ma quando all’arena di Verona, interpretando Medea, entrò in scena e la platea dell’arena, come in uno stadio, inneggiò a lei in coro gridando “Pina! Pina! Pina! “, Liù decise che non avrebbe più interpretato quel personaggio” 

Quindi si dovette cercare una nuova attrice che interpretasse la Pina.  

Parenti motiva la scelta: “Quando arrivai a dirigere Fantozzi, la Bosisio non c’era già più e bisognava trovare la sostituta e la scelsi sempre dal teatro. La scelta cadde su Milena Vukotic e fortunatamente accettò. Liù Bosisio tornò a vestire i panni di Pina solo in “Superfantozzi”, a causa di un impegno teatrale della Vukotic e fu l’ultima volta…” 

Nota a margine: Liù Bosisio ritornò a recitare il ruolo della Pina in “Superfantozzi” per comprare, grazie a un contratto molto vantaggioso, la casa al figlio.

Ma perché Neri Parenti scelse Milena Vukotic? Qui dobbiamo spiegare la carriera di Milena Vukotic. 

CHI È MILENA VUKOTIC? 

Milena Vukotic è figlia di un commediografo e diplomatico montenegrino e di una pianista italiana. Milena nasce a Roma il 23 Aprile 1935 ma i suoi presto si trasferiscono a Londra. Milena studia pianoforte con la madre e poi a 8 anni dato il fisico esile, da ballerina, inizia a prendere lezioni di danza. Studia in Conservatorio e trascorre un anno all’Opera di Parigi, dopo entra a far parte di una compagnia internazionale di balletto.

Questo fino ai 25 anni quando va al cinema e vede “LA STRADA” di Federico Fellini e decide di diventare un’attrice. 

Credo, ipotizzando, che la Vukotic abbia visto nella Masina una fisicità che fosse in qualche modo simile alla sua o almeno fosse diversa dal prototipo di attrice maggiorata o curvilinea che era in voga all’epoca.  

Questa è l’idea mentale che abbiamo di Giulietta Masina che era una grandissima attrice e che ci ha dato sempre l’idea, sullo schermo, che stessimo vedendo un folletto. Nella realtà la Masina era questa: 

Ed era capace anche di essere “altra” sul grande schermo cinematografico:

Ma torniamo alla Vukotic. Milena decise che voleva recitare con Fellini e ci riuscì. Prima però girò parecchi altri film a iniziare da “Il Sicario” (1961) di Damiani. 

Per lo più piccoli ruoli all’inizio ma con sempre la capacità di interpretare più che bene il suo personaggio, per quanto piccolo fosse. Nel suo secondo film “Tototruffa ’62” (1961) la vediamo insieme ad altre ragazze mentre fa la collegiale.

Poi girò molti altri film. Vorremmo segnalare:

La Cuccagna” di Luciano Salce. Sì, lui, il regista di Fantozzi. E nel film c’è anche Liù Bosisio nel ruolo di una suora. Un Cameo anche per Ugo Tognazzi, che poi lavorerà con la Vukotic, nel ruolo di un automobilista.

Il Giovedì” di Dino Risi con un fantastico Walter Chiari. Un film bellissimo e poco conosciuto che vi consigliamo di vedere. In questo film la Vukotic ha una breve scena in cui però è molto brava e anche bella non essendo imbruttita per il ruolo. È una delle tante amanti, conquiste, di quel eterno ragazzino che è il personaggio di Chiari.

La Vukotic ha lavorato con moltissimi registi famosi: Blasetti, Risi, Wertmüller, Scola, Zeffirelli, Bolognini, Lattuada, Monicelli, Bunuel, Verdone e Ozpetek.

Nella maggior parte di questi film, soprattutto quando era giovane, ha recitato il ruolo della bella donna, con una fisicità elegante, mai volgare e sicuramente erotica.

A esempio ne L’erotomane, regia di Marco Vicario (1974):

Non è sicuramente la Vukotic cui siamo abituati.

Anche in “Gran bollito” di Mauro Bolognini (1977) la vediamo nuda. Il suo personaggio è molto interessante: una domestica sordomuta. Ad un certo punto la protagonista per non perdere il figlio innamorato di un’insegnante di ginnastica, la manda a sedurre, senza successo, il figlio.

Quindi la Vukotic è utilizzata spesso come oggetto o soggetto erotico seppur in film che hanno una matrice comica, grottesca o surreale. Quindi c’è da domandarsi perché l’associamo al concetto di “brutto”.

PERCHÈ LA VUKOTIC PER INTERPRETARE LA PINA?

La genesi è da ricercarsi nel film “Venga a prendere il caffè… da noi “di Alberto Lattuada (1970). Il film è tratto dal famoso romanzo “La Spartizione” (1964) dello scrittore luinese Piero Chiara. Nel romanzo un impiegato presso il Ministero delle Finanze si sposa, per convenienza e per fare il mantenuto, a una delle tre ricche sorelle Tettamanzi. Chiara ci descrive così le tre sorelle: “Brutte ciascuna a suo modo di una bruttezza singolare, e consapevoli della ripugnanza che ispiravano agli uomini, avevano tacitamente soppresso l’amore, come se l’avessero seppellito in giardino per nascondere una vergogna. In verità, neppure quando andavano a scuola, e Camilla addirittura all’Università, nessun uomo aveva pensato di farle accorte del loro sesso; né poteva essere diversamente, per quei tre frutti malformati di un matrimonio che era stato di puro interesse, tra il loro padre – una specie di pappagallo con le gambe storte – e la loro madre, mal sortito avanzo di una vecchia famiglia.

Nel film l’impiegato è interpretato da uno straordinario Ugo Tognazzi e la Vukotic fu chiamata a interpretare una delle tre sorelle. Forse fu scelta per la fisicità particolare? Non lo sappiamo. Quello che è certo è che interpretò in modo egregio il ruolo. Questo le permise per essere scelta per un film che è famosissimo:

Amici Miei” (1975) film di Pietro Germi, regia di Mario Monicelli.

Forse fu Tognazzi a segnalarla a Monicelli, avendoci già lavorato insieme e pensando che fosse perfetta per il ruolo di Alice Mascetti, la sfortunata moglie del Conte Mascetti.

Nel film il personaggio è mortificato sotto ogni aspetto, spento, grigio, disperato “la moglie, una donnetta secca e rifinita come il suo nome, Alice“. Chissà come doveva essere Alice prima che suo marito dilapidasse i loro due immensi patrimoni? Forse era abituata a vestire elegante, a essere elegante nei modi. Tutto è perso.

A passare da Alice Mascetti a Pina Fantozzi è un attimo ed è nel personaggio fantozziano che maggiormente ricordiamo la Vukotic. Quando pensiamo a Milena Vukotic pensiamo per prima cosa a Pina Fantozzi, alla grigia moglie di Fantozzi. È banale dire che non possiamo non associarla a una persona brutta, banale e non erotica.

MA…

come abbiamo già mostrato la Vukotic è altro.

Viene in nostro aiuto Angelo Frontoni (Roma 1929 – Roma 2002) che fu “il fotografo delle dive”.

Uno dei più famosi e bravi fotografi italiani nel saper catturare e mostrare la bellezza femminile.

La Vukotic e Frontoni si conoscevano e Frontoni chiese di poterla fotografare. La Vukotic pensava “Ah, ero tutt’altro che l’emblema della diva, ma Frontoni insistette.” Ma chi conosce la Vukotic sa che ha la tendenza a sminuirsi. Frontoni preparò il set nel suo studio a Zagarolo. Alle pareti le riproduzioni dei quadri di Klimt. La Vukotic coperta da fiori sul seno. Lei ha affermato poi: “Le foto erano belle, ma niente di sexy.

Vediamo alcune di queste foto:

Il verdetto, soggettivo sia chiaro, è: La Pina è una Sgnacchera.

Le foto furono anche poi pubblicate su Playboy.

Certo ci sarà anche la grande bravura di Frontoni ma non possiamo non dire che la Vukotic non fosse bella o erotica.

Per chi sia interessato a vedere altre stupende foto di Angelo Frontoni c’è il suo archivio digitalizzato con più di 500.000 foto:

https://www.internetculturale.it/it/41/collezioni-digitali/26246/angelo-frontoni-il-fotografo-delle-dive

Sì, c’è anche la Fenecca. Ma questa è un’altra storia.

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