Ryan O’Neal

Ryan O’Neal, pseudonimo di Charles Patrick Ryan O’Neal, è stato un famoso attore statunitense. Figlio dell’attrice Patricia O’Neal e del romanziere e sceneggiatore Charles O’Neal, iniziò la sua carriera come stuntman nel telefilm “Tales of the Vikings” (1965) 

Dopo aver fatto qualche apparizione in alcune serie televisive e in pochi film, ottenne il suo primo ruolo importante nel film Il grande Gatsby (1974) con protagonista Robert Redford, per il quale fu candidato al Golden Globe come miglior attore non protagonista. 

Mia Farrow e Robert Redford

La fama mondiale arrivò però nel 1970 con il film “Love Story”, in cui interpretò Oliver Barrett IV, il protagonista maschile. Il film fu un enorme successo di pubblico e O’Neal fu candidato all’Oscar come miglior attore. Più che una scelta sulle capacità interpretative, che c’erano, fu una scelta estetica: Ryan O’Neal è sempre stato considerato un “bonazzo”. 

La sua carriera fu costellata di alti e bassi ma nella prima fase della sua carriera recitò in grandi film. Ryan O’Neil fu per un certo periodo l’attore preferito del grande regista Peter Bogdanovich.

Ryan O’Neal è morto l’8 dicembre 2023, all’età di 82 anni dopo una vita costellata da eccessi e turbolente relazioni sentimentali.

Filmografia Consigliata da Discorsi Fotografici:

BARRY LYNDON (1975)

“Un giovane ambizioso irlandese tenta la scalata sociale, ma alla fine è sconfitto dalla sua stessa brama di successo e potere.”

Kubrick ha diretto questo capolavoro. Famoso per essere stato girato con con un obiettivo Zeiss Planar 50mm f/0.7, che consentiva di catturare la luce naturale con un’apertura molto ampia. Questo ha permesso di creare un atmosfera di decadenza e romanticismo che si adatta alla sceneggiatura tratta dal romanzo “The Luck of Barry Lyndon” di William Thackeray.

Ryan O’Neal qui recita splendidamente e la sua prestanza e avvenenza fisica, nella loro parabola discendente all’interno del film, rafforzano ancor più la narrazione.


PAPER MOON (1973)

“Un truffatore e una bambina orfana si incontrano e si uniscono per truffare gli ingenui.”

Diretto da Peter Bogdanovich il film è un adattamento del romanzo “Addie Pray”di Joe David Brown. Il film è stato un grande successo di critica e di pubblico, e vinse due Oscar, uno per la miglior attrice non protagonista (Tatum O’Neal, che all’epoca aveva solo 10 anni) e uno per la migliore sceneggiatura non originale.

Tatum O’Neil è la figlia di Ryan O’Neil e questa cosa servì a realizzare la straordinaria chimica che dovevano avere i due personaggi.

Ryan O’Neal è perfetto nel ruolo di Moses Pray, un truffatore affascinante e carismatico.


What’s Up, Doc? (1972)

“Un musicologo e una donna svitata si scontrano a San Francisco, creando una serie di divertenti equivoci.”

Sempre Bogdanovich dirige questa commedia che è un omaggio alle commedie romantiche screwball degli anni ’30 e ’40, come “Bringing Up Baby” (1938).

Nota: Si ritiene che il termine “screwball” derivi dal termine “screwball pitch”, un tipo di lancio di baseball a effetto e non prevedibile per il battitore. Questa è un’analogia appropriata per la natura imprevedibile e spesso caotica delle commedie screwball.

La Streisand nel suo libro di memorie “My Name is Barbra” (che vi consigliamo di leggere) racconta che inizialmente Bogdanovich pensava che O’Neal non fosse adatto al ruolo e fu proprio lei a suggerirglielo e a convincere il regista. A quel tempo la Streisand e O’Neal si stavano frequentando da un po’.

La Streisand racconta inoltre che la sua storia d’amore con O’Neal è “scoppiata” prima che iniziassero le riprese del film, perché lei era “troppo seria” per lui, ma “sono rimasti in buoni rapporti”.

Il film fu un vero successo commerciale.


THE DRIVER (1978)

“Driver, un autista di auto nelle rapine, viene incastrato da un detective corrotto e deve usare le sue abilità di guida per sfuggire alla polizia e ai criminali.”

Walter Hill dirige un film neo-noir adrenalinico con grandi sequenze di inseguimenti in auto. Un film che ha fatto scuola nel filmare questo particolare tipo di sequenze. Girato principalmente con due focali: un 35mm e un 50mm. Ha ispirato il film di Edgar Wright “Baby Driver”.

Il film fu originariamente scritto per Steve McQueen che però non volle girare altri film con le auto. Ryan O’Neal è stato un egregio sostituto.


A Bridge Too Far (1977)

“L’Operazione Market Garden, una fallita invasione alleata dei Paesi Bassi nel settembre 1944.”

Per la serie “filmone di guerra” questo bel film di Richard Attenborough. Ryan O’Neal è uno tra i tanti attori eccezionali di questo gran film, che include Dirk Bogarde, James Caan, Michael Caine, Sean Connery, Edward Fox, Elliott Gould, Gene Hackman, Anthony Hopkins, Hardy Krüger, Laurence Olivier, Robert Redford, Maximilian Schell… e non dimentichiamoci la stupenda Liv Ullmann.

Le scene di battaglia sono state girate utilizzando circa 10.000 comparse, che sono state reclutate in tutta Europa.


Nickelodeon (1976)

“Leo Harrigan, un giovane uomo che lascia la sua città natale per cercare fortuna in California.”

In un periodo in cui i film western erano in declino, Peter Bogdanovich ha voluto realizzare un film che fosse diverso dai tradizionali western, concentrandosi sui personaggi e sulle relazioni.

Fu il terzo flop di Bogdanovich negli anni 70 che ne concluse improvvisamente la carriera.

Il film non è un capolavoro ma è un film particolare che merita la visione.


Un consiglio per finire: state alla larga da quel mattone che è “Love Story”. Noi vi abbiamo avvertiti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *