Stampa manent. Le nuove Canson Infinity Arches per la fotografia artistica

Partiamo da un assunto imprescindibile che nulla c’entra con la nostalgia e che i nativi digitali faticheranno ad accettare. E cioè, che è da considerarsi a tutti gli effetti fotografia esclusivamente la stampa finale, materica e tattile, frutto di un processo creativo che passa attraverso l’ausilio di una camera.

Non il negativo analogico, non il file digitale.

L'(ab)uso della tecnologia e la democratizzazione della fotografia hanno favorito l’ossessività del click. Tradotto significa archivi stracolmi di scatti mai rivisti e mai stampati, dispersi in più dispositivi, privati di dignità e destinati inevitabilmente all’oblio.

L’utilizzo sempre più massiccio delle immagini nel quotidiano, tramite social ed applicazioni di messaggistica istantanea, hanno spostato l’identità della fotografia verso la comunicazione a discapito dei ruoli del passato come ad esempio l’album di famiglia, pur conservando sporadiche eccezioni.

La seduzione della vita digitale è però insidiosa e non priva di pericoli. Ricorderete bene Vinton Cerf, uno dei “padri di internet”, che nel 2015 dichiarava che mano a mano che i sistemi operativi e i software verranno aggiornati, i documenti e le immagini salvate con le vecchie tecnologie diventeranno sempre più inaccessibili. E di conseguenza “se ci sono foto a cui davvero tenete, createne delle copie fisiche. Stampatele“.

La stampa finale non è soltanto la materializzazione di una idea, ma chiunque abbia a cuore la fotografia dovrebbe considerarla come parte integrante del processo creativo, perché il supporto indubbiamente contribuisce a valorizzare l’immagine e ne indentifica uso e destinazione. Inoltre le immagini stampate restituiscono profondità, passaggi tonali, colori e coinvolgimento. Caratteristiche che nessuno schermo sarà mai in grado di riprodurre.

Fortunatamente il mercato offre ancora oggi una discreta scelta di carte per stampe fotografiche, di diverse qualità, per tutti gli usi e per tutte le tasche, che, grazie al limitato uso di agenti chimici garantiscono una lunga vita alle nostre immagini.

Immagine di archivio dal sito https://it.canson.com/

Fra queste troviamo Canson, prestigioso marchio francese dalla lunga tradizione cartaria, ora di proprietà della italiana FILA, Fabbrica Italiana Lapis e Affini, che privilegia l’uso di minerali naturali e dei materiali più puri per produrre le sue carte artistiche.

Le origini di Canson hanno radici lontane e risalgono al 1557 quando, Jacques Montgolfier, cartaio di Ambert, lascia la sua regione natale, l’Alvernia, per stabilirsi nella regione del Beaujolais. Successivamente i figli si sposano segnando il legame dei Montgolfier con Vivarais , maestri nella collatura della carta.

Fra rivoluzioni tecniche come la velina di Annonay e la ricerca del biancore nella carta, e invenzioni come la mongolfiera (si, proprio quella), il 19 marzo 1784 la cartiera dei Montgolfier viene eretta al rango di manifattura reale.

Immagine di archivio dal sito https://it.canson.com/

Il cognome Canson appare nel 1801 per successione, e diventerà mitico per artisti e amanti delle belle carte. In assoluto segreto, inventano la carta da ricalco, e si lanciano nella colorazione della carta che permette di fissare in modo definitivo e regolare la tinta nel foglio.

Nel 1865, Canson ottiene un brevetto per il miglioramento del processo all’albume semplificandolo e rendendolo più economico rispetto agli altri tipi. Con questa carta si evita l’uso del cloruro d’oro o di platino per il viraggio, ed il marchio si lega fortemente con il mondo della fotografia.

Immagine di archivio dal sito https://it.canson.com/

La cartiera Arches, anch’essa del gruppo FILA, produce carta artistica di qualità sin dal 1492, ed è l’unica in Francia ad utilizzare ancora il processo di produzione su forma tonda. Questo processo, il cui principio è rimasto invariato dalla sua nascita, è in grado di conferire ai fogli delle caratteristiche ineguagliabili di omogeneità, robustezza e resistenza, restando simile nell’aspetto e al tatto alle carte fatte a mano. Manet, Cézanne, Van Gogh, Picasso e Dalì, solo per menzionarne alcuni, hanno realizzato i loro più importanti capolavori sulle carte create da questa fabbrica.

L’unione fra due eccellenze di questo livello, Arches e Canson, ha permesso di realizzare oggi quattro nuove carte per la stampa artistica a getto d’inchiostro fine art, Arches 88, Arches BFK Rives White e Pure White, Arches Aquarelle rag. Tutte realizzate in cotone al 100% e prive di sbiancanti ottici per garantire una migliore conservazione nel tempo.

Abbiamo avuto la possibilità di testare alcuni fogli di queste carte, con una stampante professionale a 10 inchiostri a pigmento di altissima precisione, sia immagini provenienti da scatti digitali sia scansioni da analogico, utilizzando gli appositi profili ICC raccomandati dal produttore.

©Massimo Magistrini – Radici (analogic ongoing project) – Arches88
©Massimo Magistrini – Radici (analogic ongoing project) – Arches88 – DETTAGLIO

Arches 88 è cartoncino 100% cotone da 310 g/mq presenta una finitura superficiale fra le più lisce sul mercato e priva di texture, restituisce una sensazione vellutata al tatto. La carta ha un tono bianco naturale ed è completamente priva di azzurranti ottici.

Queste caratteristiche permettono di ottenere stampe luminose con un’ampia gamma tonale e con altissimo dettaglio, con una sorprendente resa cromatica e passaggi di tono graduali e piacevoli, dal nero profondo al bianco naturale.

canson_infinity_arches-arches88

Da prediligere in quelle occasioni in cui al supporto si richiede di restituire in maniera ottimale il colore vibrante e la nitidezza.

©Massimo Magistrini – Untitled (ongoing project) – Arches BFK Rives White
©Massimo Magistrini – Untitled (ongoing project) – Arches BFK Rives White – DETTAGLIO

Arches BFK Rives White e Pure White sono due carte simili per composizione e peso alla precedente, ma che si distinguono per la presenza di una delicata goffratura a buccia d’arancia, caratteristica che consente di sottolineare matericamente i dettagli dell’immagine. Anche in queste carte resta apprezzabile la resa cromatica e la morbidezza dei passaggi tonali.

Le due versioni differiscono per il punto di bianco: più brillante quello della BFK Rives Pure White, più caldo quello della Rives White.

Queste carte sono da preferire nelle situazioni in cui si cerca di donare maggiore profondità e corpo alle immagini, che, grazie alla grana leggera e bilanciata, mette in risalto i dettagli. Come l’immagine appena sotto, nella quale i grafismi vengono accompagnati nella forma.

©Massimo Magistrini – Untitled (ongoing project) – Arches BFK Rives Pure White
©Massimo Magistrini – Untitled (ongoing project) – Arches BFK Rives Pure White – DETTAGLIO

Arches Aquarelle Rag è riconosciuta come una delle carte da acquerello più prestigiose. Utilizza la tradizionale base per acquerello, mantiene peso e composizione delle altre carte ma con un maggior spessore. La carta possiede una importante rugosità seppur naturale ed uniforme, e una finitura marcata a feltro. La superficie è ruvida al tatto.

canson_infinity_arches-aquarelle_rag

Le caratteristiche di questa carta obbligano ad una scelta adeguata riguardo l’immagine ed i soggetti da stampare.

©Mirko Bonfanti – Postcard from Winter (ongoing project) – Arches Aquarelle Rag
©Mirko Bonfanti – Postcard from Winter (ongoing project) – Arches Aquarelle Rag – DETTAGLIO

Chiaramente è molto difficile apprezzare caratteristiche che sono individuabili soltanto dal vero, ma vi assicuriamo che ognuna di queste stampe possiede una grande presenza e tridimensionalità, fatta di profondità e dettaglio, passaggi tonali equilibrati ed una superba resa cromatica.

Proprio per questo motivo insistiamo nel considerare il processo creativo ultimato soltanto con la stampa finale, atto che consegna la fotografia ed il pensiero retrostante, ad una grande dignità, materica e duratura.

Potete navigare fra tutte le proposte del produttore al seguente link https://www.canson-infinity.com/it

Le immagini presenti in questo articolo sono state acquisite scansionando le stampe vere e proprie con uno scanner piano professionale per fotografie, in altissima risoluzione e convertite in jpg per essere pubblicate. Considerato il ridimensionamento, le stesse hanno soltanto uno scopo dimostrativo ma ognuna mantiene proprietà del fotografo indicato in copyright.

Mirko Bonfanti