Yeast Photo Festival 2025: Le contraddizioni del cibo che divorano il pianeta

(Matino e Salento, 25 settembre- 9 novembre 2025)

Nel XXI secolo, morire di fame spesso significa subire la privazione programmata del cibo, non la mancanza in sé. Questa contraddizione è il punto di partenza della quarta edizione di Yeast Photo Festival, intitolata “(N)ever Enough” e diretta da Edda Fahrenhorst. La fame oggi non riguarda solo la scarsità: a Gaza e in Sudan il cibo viene manipolato come arma di guerra. Si bloccano rifornimenti e si chiudono corridoi umanitari. Le derrate diventano strumenti di pressione politica e oppressione. Altrove, lontano dai conflitti, la fame nasce da sistemi economici brutali. Viviamo in un mondo paradossale. Da una parte si produce e consuma troppo, dall’altra milioni sopravvivono a stento. Guardare il cibo attraverso l’obiettivo fotografico significa andare oltre la superficie del piatto per scorpire storie di sopravvivenza, conflitto, identità e speranza. Da questa consapevolezza nasce Yeast Photo Festival: affrontare con sguardo critico il cibo, trasformandolo in metafora politica e sociale del nostro tempo. 

Il cuore del festival si svolge a Matino, negli spazi di Palazzo dei Marchesi di Tufo. Qui il fotografo britannico Martin Parr presenta Snack It! La mostra personale, co-prodotta da Creation, è composta da oltre 60 immagini. Parr, con il suo stile inconfondibile di colori saturi e mix di ironia, humour e sguardo critico, ci offre uno spunto provocatorio per esaminare le dinamiche sociali ed economiche legate al cibo. Esso diventa non solo nutrimento ma specchio della cultura e del comportamento umano. Sei gigantografie affisse sulle mura di Gallipoli anticipano la mostra. Il percorso è un viaggio nei riti quotidiani del mangiare, tra eccessi, abitudini e ossessioni.

Accanto a Parr, il festival mette in scena un atlante visivo del nostro tempo. Sono 14 i progetti internazionali che affrontano temi urgenti legati al cibo. 

In PreservationBlake Little riflette sul fragile equilibrio tra la durata eterna del miele e la transitorietà del corpo umano. Versando miele su corpi nudi, i soggetti si trasformano in figure sospese nel tempo, tra scultura e reliquia contemporanea. Il miele annulla le identità individuali, e conferisce ai corpi una qualità iconica che richiama Rodin, Vermeer e l’Espressionismo tedesco. Una riflessione sulla memoria, sull’immortalità e sull’universalità del corpo umano, trasformando ciò che è passeggero in simbolo eterno.

ConAcross the Ocean, Hiền Hoàng, fotografa vietnamita, riflette sulla rappresentazione e la stereotipizzazione dell’identità asiatica nella diaspora. Ispirata dalle lettere della zia, migrata in Germania Est nel 1988, l’artista mette in contrasto l’immagine del “buon immigrato” con il peso dell’assimilazione e delle discriminazioni. 

Klaus Pichler affronta, invece, il tema dello spreco alimentare, nel suo progetto intitolato One Third. Secondo i dati dell’ONU un terzo del cibo prodotto nel mondo viene gettato mentre 925 milioni di persone soffrono la fame. In nature morte di grande forza evocativa, Pichler fotografa alimenti in decomposizione trasformandoli in metafora visiva di un problema globale. 

Con War on the Nile- Fragmented Sudan, il fotografo irlandese Ivor Prickett racconta il drama del conflitto in Sudan, che dal 2023 ha costretto milioni di persone alla fuga e ridotto centinaia di migliaia di bambini alla fame. Le sue immagini mostrano come la fame venga usata come arma da guerra. 

Non mancano anche nuove visioni: con I N S C T SUmberto Diecinove indaga l’allevamento di insetti come pratica sostenibile e rigenerativa, capace di trasformare scarti in risorse e offrire autonomia a comunità agricole del Sud Globale. Curato da Eleonora Schianchi, vincitrice under 35 dell’Open Call under 35 di Yeast, il progetto propone una visione ecologica e interrelazionale del cibo. Il tutto arricchito con immagini, un documentario girato in Colombia e il podcast Get The Bug

Ingrediente pentru un tort de miere cu dragoste di Sara Lepore racconta come un malinteso linguistico possa trasformarsi in occasione di riscoperta identitaria. Dalla scoperta di un ricettario scambiato per una lettera d’amore, l’artista intraprende un viaggio in Romania per cucinare con le zie, tra incomprensioni linguistiche. Una torta di miele diventa una torta di mele, diventando così simbolo di affetto e memoria familiare, riflettendo su identità, lingua e legami intergenerazionali. 

Lucas Foglia, racconta la vita di chi sceglie di vivere off-grid nel sud-est degli Stati Uniti. Tra il 2006 e il 2010 ha ritratto comunità autosufficienti, capaci di coltivare il proprio cibo e di costruire case con materiali locali per mantenendo un rapporto selettivo con la tecnologia. Natural Order riflette sul legame tra esseri umani e natura selvaggia, indagando il confine tra ritorno alle origini e modernità. 

Dalla natura come atto di indipendenza di Lucas Foglia si passa alla natura come codice da decifrare in Sara Scanderebech. Nel progetto commissionato da Yeast Photo Festival, l’artista lavora sul territorio e con la comunità, trasformando frammenti di foglie, corpi e animali in simboli da interpretare. Le sue immagini non registrano la realtà, ma la interrogano e la trasformano, rivelando ciò che può diventare oltre l’apparenza.

© Sara Scanderebech

In Unleash your Herd’s Potential, Daniel Szalai racconta l’allevamento di precisione e l’uso del riconoscimento facciale per il bestiame, riflettendo sul rapporto tra tecnologia e natura. Le sue immagini trasformano mucche e paesaggi in “nuvole di dati”, mentre I blocchi di sale leccati dagli animali diventano sculture organiche, simboli di resistenza di un mondo iper-controllato. 

Con Island within the IslandMelissa Carnemolla, indaga con sguardo poetico e politico la fascia trasformata in Sicilia sud-orientale, 9.000 ettari di serre che riforniscono il mercato ortofrutticolo europeo. Le sue immagini mostrano lo sfruttamento di corpi e terre, l’intreccio tra economia legale e criminalità e il silenzio delle istituzioni. Il progetto e’ curato da Maria Ghetti e invita a ripensare il prezzo reale del cibo che consumiamo. 

Un viaggio nella tradizione gastronomica di Galatina, patria del pasticciotto e di altri prodotti tipici- questo il progetto Buone Mani di Flavio&Frank, che mostra come l’uso consapevole delle mani degli artigiani e delle nuove generazioni custodisca saperi antichi e li rinnovi con creatività. Ogni prodotto diventa portatore di memoria, identità e cultura viva. 

Dal tavolo di cucina al vagone ristorante, il cibo continua a farsi racconto. Taste & Track di Artur Mettetal è un diario visivo che ripercorre trent’anni di viaggi in treno tra Italia e Francia, dove carrozze, stoviglie, menù e pasti a bordo diventano indizi di uno stile di vita in trasformazione. Tra archivio e storytelling, il progetto restituisce al viaggio su rotaia il suo valore simbolico: non solo spostamento, ma luogo di memoria e appartenenza. 

Lecce arriva WOW! di Martin Parr, esposizione pensata per bambini e famiglie, ispirata all’omonimo libro fotografico della collana per l’infanzia “ Il Mondo nei Tuoi Occhi”. Curata da Jan von Holleben e Edda Fahrenhorst, la mostra propone un atlante di immagini ironiche e fuori contesto, stimolando nei giovani visitatori curiosità e capacità di leggere e interpretare il mondo attraverso la fotografia. Con la sua iconica ironia e colore, Parr trasforma la quotidianità in sorpresa visiva, insegnando a distinguere immaginazione e realtà.

Il festival non è solo mostre: talkincontri e workshop offrono momenti di approfondimento pensati per aprire il dibattito sulle implicazioni culturali, sociali e politiche del cibo e dell’immagine.

Tra gli appuntamenti più attesi ,venerdì 26 settembre  la conversazione pubblica tra Martin Parr e il giornalista Riccardo Staglianò, e il 27 e 28 settembre, il laboratorio condotto da Paolo Verzone sulla luce naturale. 

Le portfolio review confermano Yeast come piattaforma internazionale per fotografi emergenti, con una giuria di curatori, photo editor e direttori artistici di primo piano. 

Con sedi diffuse tra MatinoLecceCastrignano de’GreciLe StanzíeGalatina e Gallipoli, e nuove collaborazioni internazionali con il Fotofestival »horizonte zingst (Germania) e il Fotofestival Lenzburg (Svizzera),Yeast continua a crescere e consolidarsi come osservatorio critico sulle contraddizioni del presente. 

Per maggiori informazioni:

 www.yeastphotofestival.it

Silvia Dona’