Contaminazioni: la mostra di Pino Bertelli e Antonio Gasbarrini a Palazzo Camponeschi, L’Aquila.

Dodici fotografie in bianco e nero e altrettante immagini generate attraverso l’intelligenza artificiale. È costruita su questo accostamento Contaminazioni – Contro la guerra e l’innocenza dell’infanzia negata, la mostra di Pino Bertelli e Antonio Gasbarrini ospitata fino al 29 agosto 2026 a Palazzo Camponeschi, sede del Rettorato dell’Università degli Studi dell’Aquila.

La mostra consiste in dodici dittici. A sinistra si trovano fotografie realizzate da Bertelli in zone di guerra, in contesti di marginalità e disagio sociale, soprattutto in Africa e America Latina, ma anche durante manifestazioni pacifiste e in altre situazioni di criticità sociale. I soggetti sono bambini e adolescenti. A destra, quelle stesse immagini vengono rielaborate attraverso l’intelligenza artificiale sulla base di prompt formulati dal critico d’arte Antonio Gasbarrini.

A guidare ogni trasformazione è un riferimento alla storia dell’arte. Gasbarrini chiede all’AI di modificare la fotografia ispirandosi a opere e autori che, nel corso dei secoli, hanno rappresentato la guerra, la violenza e le loro conseguenze. I riferimenti attraversano epoche e linguaggi diversi, dalla Strage degli innocenti di Giotto e Nicola Pisano alle scene di battaglia di Paolo Uccello, Leonardo e Michelangelo, dai Disastri della guerra di Goya a Guernica di Picasso, fino a Salvador Dalí, Otto Dix, David Alfaro Siqueiros e Renato Guttuso.

Il procedimento rimane visibile all’interno di ogni dittico. Tra le due immagini compare un QR code che permette di risalire alla fonte iconografica, mentre nella parte inferiore viene riportata l’istruzione utilizzata per generare la nuova immagine. “Modifica questa fotografia ispirandoti a Il volto della guerra di Salvador Dalí”, si legge, ad esempio, sotto il ritratto di una ragazza con il volto dipinto. Nell’immagine generata, i suoi lineamenti vengono trasformati in una composizione che richiama l’opera di Dalí, con altri volti che compaiono all’interno degli occhi e della bocca.

In un altro dittico, la fotografia di un bambino con il volto e il corpo coperti da bende viene rielaborata a partire dai Disastri della guerra di Francisco Goya. Il soggetto rimane riconoscibile, ma la fotografia lascia spazio a un’immagine dai tratti grafici e scuri, nella quale le bende, già presenti nello scatto originale, diventano l’elemento intorno al quale si costruisce la trasformazione.

Fotografo di strada, film-maker e Reporter sans Frontières, Pino Bertelli ha concentrato negli anni il proprio lavoro sui temi della marginalità, della migrazione, dell’accoglienza e della libertà. In Contaminazioni, le sue fotografie vengono affiancate alle immagini prodotte attraverso una tecnologia generativa che richiama una memoria visiva sedimentata in secoli di storia dell’arte.

A tenere insieme i dodici dittici è il tema dell’infanzia negata dalla guerra, dalla violenza e dalle condizioni di marginalità. Il progetto nasce dall’incontro tra il lavoro fotografico di Pino Bertelli e la ricerca di Antonio Gasbarrini, giornalista, critico d’arte e saggista, dal 1988 art director del Centro Documentazione Artepoesia Contemporanea “Angelus Novus” all’Aquila.

La mostra è il secondo appuntamento della sesta edizione di Seminiamo Arte, rassegna interdisciplinare nata nel 2021 e diretta da Lea Contestabile e dallo stesso Gasbarrini. La sua storia è legata a quella del MuBAq – Museo dei Bambini L’Aquila, che ha sede nel Villaggio di San Lorenzo, uno degli insediamenti sorti dopo il terremoto del 2009, dove vivono ancora alcuni degli abitanti costretti a lasciare il borgo medievale di Fossa. Nato con l’obiettivo di avvicinare i più giovani all’arte e alla creatività, il museo organizza mostre, workshop e laboratori e porta avanti la costruzione di una collezione internazionale e di un Parco scultura.

Inserita nel programma dell’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026 e sostenuta e promossa dal Comune dell’Aquila, Seminiamo Arte coinvolge quest’anno diverse sedi della città e del territorio con progetti dedicati all’arte e alla natura, alla spiritualità, all’arte pubblica e relazionale, insieme a residenze d’artista, workshop e laboratori.

Contaminazioni – Contro la guerra e l’innocenza dell’infanzia negata è visitabile fino al 29 agosto 2026 a Palazzo Camponeschi, sede del Rettorato dell’Università degli Studi dell’Aquila, dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 19. L’ingresso è libero.

Silvia Donà

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