La mostra Ritratto di un’Epoca. Fotografie di Eugenio Goglio (1865–1926), che avrebbe dovuto concludersi il 19 luglio, è stata prorogata fino al 20 settembre 2026. Ci saranno quindi due mesi in più per visitare l’esposizione ospitata al Museo della fotografia Sestini, negli spazi del Convento di San Francesco a Bergamo, e conoscere il lavoro di una figura ancora poco nota al di fuori della Valle Brembana.


Nato a Piazza Brembana nel 1865, Eugenio Goglio si formò a Milano, frequentando l’Accademia di Brera e la Scuola Superiore d’Arte Applicata alle Industrie. Tornato nella sua valle nel 1889, affiancò alla fotografia numerose altre attività: fu pittore, scultore, intagliatore, decoratore e musicista. Proprio la varietà dei suoi interessi gli valse il soprannome di “Genio”, con il quale era conosciuto nel territorio.
Fu però soprattutto attraverso la fotografia, e in particolare il ritratto, che Goglio raccontò la comunità nella quale viveva. Nel cortile della sua casa a Piazza Brembana allestì un atelier con fondali dipinti, abiti eleganti, monili, oggetti e giocattoli. Davanti al suo obiettivo passarono famiglie, coppie, bambini, anziani e gruppi di amici, fotografati in studio oppure all’aperto, contro muri e cascinali o davanti a semplici lenzuoli usati come sfondo. Le persone si preparavano per essere fotografate, sceglievano come presentarsi e affidavano a quell’immagine il ricordo che avrebbero lasciato di sé.


Curata da Roberta Frigeni, Nicholas Fiorina e Daniela Pacchiana, la mostra riunisce oltre 140 fotografie in bianco e nero, suddivise in cinque sezioni. Accanto ai paesaggi della Valle Brembana sono esposti i ritratti dei suoi abitanti, le immagini delle donne che, durante i lunghi periodi dell’emigrazione maschile, si occupavano delle famiglie, dei campi e delle case, gli autoritratti del fotografo e le fotografie dei cambiamenti che stavano modificando il territorio.
Nelle immagini compaiono le prime automobili, gli alberghi e i ristoranti legati allo sviluppo del turismo a San Pellegrino Terme, mentre nuove strade e la ferrovia cominciano a rompere il lungo isolamento dell’Alta Valle. Goglio fotografa questi cambiamenti mentre avvengono, senza perdere di vista la vita quotidiana, il lavoro e i rapporti che tenevano insieme la comunità. Il valore delle sue immagini risiede anche in questa vicinanza: non osservava la valle da fuori, ma ne conosceva persone, luoghi e abitudini.
Le opere esposte provengono dal Fondo Eugenio Goglio, composto da 3.069 negativi originali su lastre di vetro alla gelatina al bromuro d’argento. Acquisito dalla Provincia di Bergamo nel 1981, il fondo è stato depositato nel 2018 presso l’Archivio fotografico Sestini ed è oggi una delle raccolte più antiche conservate dal museo.

Per ulteriori informazioni: museodellestorie.bergamo.it
Convento di San Francesco, Piazza Mercato del Fieno 6/a (Città Alta, Bergamo)
Silvia Donà