di Luce e Ombra

Albinia (Gr), estate 2014.
“Secondo l’ipotesi di Zizek, cosa rappresenta la casa di Norman Bates in ‘Psycho’?”
“Es, Io e Super-Io!” Rispondo entusiasta, non sapendo come sia stato possibile arrivare a trattare temi a me tanto cari. Eravamo lì per preparare un’intervista per ‘ImagO’ -il festival fotografico della Costa d’Argento- e la conversazione stava invece attraversando il mondo delle immagini, della psicologia, dell’uso delle luci e dei colori nella composizione delle scene, delle differenze tra i vari tagli di un’inquadratura e  dei processi di identificazione nello spettatore. Il tempo di un caffè era stato trasformato in ore ed il sapore della miscela arabica in quello della pellicola.
Difficile seguire il suo passo; difficile non alternare l’attenzione a pensieri del tipo: “Avrei voluto avere un professore così; dobbiamo assolutamente parlare di ‘Vertigo’; domani poi facciamo la conferenza sulla manipolazione dell’immagine… questo docente così coinvolgente deve restare nel circuito del mio mondo professionale”.
Oggi,  6 anni dopo, posso dire che questa persona meravigliosa è entrata, da lì a poco, in quello delle mie amicizie ed è davvero un orgoglio.
Il professore in questione è Rossano Baronciani, docente di “Antropologia culturale ed Etica della comunicazione” presso l’ Accademia di Belle Arti di Urbino. E’ docente di “Cultura del progetto”, “Antropologia dell’arte” ed “Etica della comunicazione”; ha insegnato “Culture digitali” e “Storia della pubblicità” e si occupa di teatro in qualità di librettista e drammaturgo.
Date le sue competenze relative alla cultura visuale, è stato invitato in svariate edizioni di ‘ImagO’, dove ho avuto il piacere di presentare due dei suoi tanti libri ed ascoltare suoi interventi, sempre diversi, interdisciplinari ed estremamente interessanti.
Dal 2017, lo invito regolarmente come relatore per i corsi organizzati in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti, dove abitualmente lo presento come il “Fattore X della Coca-cola”: l’ingrediente che fa la differenza.
Abbiamo pensato di creare una sinergia con Discorsi Fotografici Magazine perché, trattandosi di un magazine di cultura fotografica, trovo un valore aggiunto poter approfondire, grazie agli articoli del prof. Baronciani, temi come  lo sguardo dello spettatore; le modificazioni storiche e sociali che incidono sulla fruizione delle immagini; le implicazione della narrazione fotografica e la difficile relazione tra etica e comunicazione…
Abbiamo deciso di dargli carta bianca, perché questa nuova rubrica di Luce e Ombra vuole essere uno spazio per lui ed un regalo per i nostri lettori.

 

Vanessa Quinto