Voglio essere amata da te

I wanna be loved by you
just you and nobody else but you

Nel giugno del 1962 il fotografo Bert Stern trascorre tre giorni all’Hotel Bel-Air di Los Angeles per un progetto artistico commissionato dalla rivista Vogue. Insieme a lui c’è la donna più desiderata al mondo, Marylin Monroe, che rimarrà nuda, coperta solamente da lenzuola o da qualche foulard, davanti al fotografo per tutto il tempo. Marylin ha trentasei anni ed è bellissima, forse ancor più di quando era ragazza eppure, nonostante il successo cinematografico, è una donna infelice. Morirà di lì a breve il 5 agosto 1962, il referto di morte parlerà di suicidio per consumo eccessivo di barbiturici, ipotesi alquanto probabile viste le condizioni di estrema fragilità psicologica che l’attrice stava attraversando ormai da diverso tempo. In quel set fotografico realizzato in una camera d’albergo, in un torrido agosto californiano, Marylin Monroe cristallizzò per sempre le dinamiche del desiderio, da quel momento non fu più solamente un’attrice, divenne puro mito di bellezza.

Marylin stava attraversando un periodo lunghissimo fatto di degenze in cliniche psichiatriche, matrimoni falliti e cause con le case cinematografiche per la sua incostanza sul lavoro. Era una donna chiacchierata per essere stata l’amante di entrambi i fratelli Kennedy, e portava con sé un dolore psicologico profondo e radicato che molto probabilmente condusse la donna a togliersi la vita. Eppure, gli scatti di Stern riescono a cogliere una bellezza assoluta che sembra andare al di là della dimensione umana. Marylin è colta nella sua essenza più profonda, fragile e insicura, è una donna che chiede di essere amata, non posseduta, e tra il suo corpo nudo e lo sguardo di chi la contempla esiste solo un velo trasparente, eppure un velo impossibile da far cadere. La bellezza dell’attrice si allontana dalla classica visione di armonia e di attrazione delle forme, anche e nonostante le nudità che sono forti e pronunciate in alcune fotografie. Marylin assurge a icona di femminilità e di seduzione paradossalmente attraverso la sua interiorità, che attrae perché quel corpo, impossibile da raggiungere, è solo immagine, traccia, ombra di una bellezza di cui è solo rappresentazione, copia, Ymago appunto. Marylin è apparizione del Bello, è l’evento che afferma che la bellezza esiste solamente perché appartiene ad una dimensione altra che non può essere colta né posseduta, ma solamente desiderata. La dimensione della bellezza in Marylin ha a che vedere con la potenza del desiderio, che è sempre un passo davanti a noi, a un centimetro dalle nostre mani, ma di fatto irraggiungibile. Le fotografie di quell’ultimo setting testimoniano la distanza tra lo sguardo e l’oggetto del desiderio, uno iato che sempre si pone tra la dimensione terrena del piacere umano e quella parte di alterità che è inafferrabile, distinta dal nostro cammino terreno e che possiamo solo intravedere negli occhi di qualcun altro. La bellezza è sempre epifania, evento, mentre la fotografia può congelare quell’attimo proprio perché si pone come un diaframma, ostacolo eppure sintesi, mediazione necessaria tra ciò che vediamo e poi in un secondo tempo raffiguriamo. La fotografia è un tentativo estremo, scambio impossibile e dunque fallimentare per poter cogliere almeno per un attimo la bellezza, eppure proprio perché estremo finisce con l’essere strumento privilegiato per spingersi oltre, un po’ più in là verso la meraviglia.

Qualche tempo dopo il servizio fotografico del Bel-Air, Marylin Monroe fu chiamata per approvare o meno le fotografie di Stern. L’attrice segnò con un pennarello indelebile gli scatti che non voleva fossero mai pubblicati, pose sopra le immagini fotografiche dei segni come tante croci. Due settimane dopo l’attrice morì nella camera da letto della sua casa di Los Angeles, la trovarono nuda, teneva in mano la cornetta del telefono, simbolo di ciò che le mancò per tutta la vita, ovvero qualcuno che riuscisse ad ascoltare davvero il suo dolore.

Rossano Baronciani

Precedentemente pubblicato su:
https://rossanobaronciani.blogspot.com/2017/03/voglio-essere-amata-da-te.html
Immagine copertina tratta da Google Images: Bert Stern – Marilyn Monroe on the cross