“Di semi e di pietre”, viaggio fotografico nella rinascita di un territorio

Il 24 Luglio scorso il collettivo di fotografi TerraProject (Michele Borzoni, Simone Donati, Pietro Paolini e Rocco Rorandelli) ha inaugurato la mostra diffusa “Di semi e di pietre. Viaggio nella rinascita di un territorio” che è visibile sino al 5 Settembre 2021 nei comuni di Amatrice ed Accumoli.

Si tratta di un progetto iniziato grazie ad una committenza fotografica del quotidiano La Repubblica (un servizio fotografico al mese per un anno) e poi portato avanti per 5 anni dall’Agosto del 2016 nei luoghi del sisma che colpì l’Italia centrale proprio in quell’anno.

L’intento del lavoro è tutto nella durata del progetto: “rimanere”, cioè restare per documentare quello che è accaduto nei luoghi della tragedia anche dopo che si sono spenti tutti i riflettori: è questo il tempo della ricostruzione, della gestione del territorio, delle conseguenze.

Amatrice, aprile 2021 Una vista aerea della zona meridionale della città, con i cantieri di ricostruzione dei primi edifici.
Amatrice, febbraio 2021 Il cantiere del condominio “Il Piceno”, uno dei primi che sarà completato, 56 appartamenti per un investimento di 10 mln di euro. Iniziato nel 2018, ha subito dei rallentamenti a causa della pandemia ed è stato terminato ad aprile 2021.
Collecreta, marzo 2017 Costruzione delle nuove unità abitative a Collecreta, una frazione di Amatrice.
Villa San Lorenzo, marzo 2017 Le casette mobili nella frazione di Villa San Lorenzo, frazione di Amatrice.
Accumoli, dicembre 2016 Il C.O.C. (Centro Operativo Comunale) del Comune sulla Salaria.
Villa San Lorenzo a Flaviano, marzo 2018 I resti di un edificio parzialmente crollato.

Attraverso più di 120 fotografie raccolte in diversi allestimenti in spazi aperti, con installazioni site-specific  i fotografi vogliono infatti approfondire le dimensioni ambientali e sociali del post-sisma, le trasformazioni intervenute nella comunità locale, indagando sia il paesaggio che i volti, sia le dimensioni collettive che quelle individuali: un viaggio fatto di persone, case, container, ruspe, montagne, coltivazioni, bestiame, in diversi momenti della giornata e dell’anno, ciclicamente. 

Accumoli, ottobre 2018 Due residenti dei moduli S.A.E. si incontrano la mattina sulla strada principale.
Pantano di Accumoli, luglio 2020 Giuliano Coltellese in mezzo alle sue vacche, che nei mesi estivi vivono in quota allo stato brado all’interno di questo Sito di Importanza Comunitaria (SIC) ai confini tra Marche, Lazio e Umbria.
Cossito, dicembre 2016 Don Luigi Aquilini celebra la messa di Natale per alcuni residenti del campo autogestito di Cossito, frazione di Amatrice.

Riportare la narrazione esattamente nei luoghi dove i fatti sono avvenuti non ha nulla di autocelebrativo, ma piuttosto il sapore della partecipazione: il pubblico-protagonista diventa parte stessa del lavoro, poiché è del dopo sisma che si vuole parlare, della riscostruzione; ecco allora immagini non urlate proprio perché lontanissime dalla retorica; ecco allora una trattazione chiara, lineare e assolutamente uniforme per paesaggi, persone e cose.

Accumoli, febbraio 2021 Elisa Pica nella stalla dell’azienda agricola di famiglia Alta Montagna Bio. Prima delle lezioni, al mattino, Elisa si occupa della stalla dei bovini.
Amatrice, luglio 2017 Tenda mobile allestita al “Villaggio Lo Scoiattolo” ad Amatrice.

Alle immagini si accompagnano i testi di Paolo G. Brera, Benedetta Perilli e Corrado Zunino, giornalisti di La repubblica, media partner del progetto insieme a Chora Media, che ha prodotto un podcast dedicato di Mario Calabresi.

La mostra, curata da Giulia Ticozzi, è inoltre realizzata in collaborazione con Regione Lazio e Lazio Crea e con il patrocinio dei comuni di Amatrice e di Accumoli.

Luisa Raimondi