Turi Rapisarda: la fotografia come atto dovuto a Torino

Dal 15 aprile al 20 maggio 2026, lo spazio espositivo Ottofinestre di Torino ospita la mostra “Atto dovuto”, dedicata a Turi Rapisarda. L’esposizione si inserisce nel circuito off della terza edizione di EXPOSED – Torino Photo Festival. Il percorso espositivo propone un dialogo tra lavori storici e produzioni recenti, mettendo in luce la ricerca antropologica e sociale di un autore centrale nel panorama della fotografia italiana contemporanea.

La cura della mostra è affidata a Carola Allemandi, architetto e curatrice attiva a Torino, la cui ricerca si focalizza sulla relazione tra spazio, immagine e narrazione urbana. Il suo approccio critico per “Atto dovuto” ha permesso di far emergere un lato meno noto della produzione di Rapisarda, mettendo in dialogo la serialità tipica dell’autore con una forte struttura formale e simbolica. Allemandi, già nota per progetti come “Sguardi Oltre” e per la collaborazione con diverse istituzioni culturali del territorio, ha strutturato l’allestimento di Ottofinestre in modo che il linguaggio fotografico di Rapisarda possa interagire direttamente con l’architettura circostante, trasformando la visione in un’esperienza di soglia tra la dimensione privata dell’esposizione e quella pubblica della strada.

La rassegna si articola attraverso tre serie significative che testimoniano l’evoluzione stilistica e concettuale di Rapisarda. La serie “Sei dei Mille” (1992) presenta sei ritratti di grande formato di lavoratori immigrati dal Sud Italia, i quali ricalcano gli schemi compositivi dell’iconografia garibaldina. Queste opere, allestite nelle ampie vetrine dello spazio, trasformano il sistema di esposizione commerciale in un richiamo alle strutture architettoniche dei telamoni, simboleggiando lo sforzo e la resistenza umana nel passaggio tra interno ed esterno.

Il nucleo centrale della mostra comprende anche la serie “Mutoid” (1994-1995), un reportage dedicato alla Mutoid Waste Company. La comunità, nota per l’attività di riciclo e la creazione di sculture metalliche in ottica anticapitalista, ha vissuto una lunga vicenda giudiziaria legata al proprio insediamento a Santarcangelo di Romagna. Il titolo della mostra trae origine proprio da una sentenza del 2025 riguardante lo sgombero dell’area: per Rapisarda, la fotografia diventa un “atto dovuto”, un’azione moralmente necessaria per portare alla luce realtà marginali.

Completa il percorso il progetto “Pixel on Silverprint”, avviato nel 2021 in collaborazione con Edoardo Salviato. In questa serie, la ricerca si sposta sul rapporto tra essere umano e tecnologia. Attraverso una “camera oscura nomade”, lo smartphone viene utilizzato come sorgente luminosa autonoma per generare immagini off-camera. Questo approccio fonde le sperimentazioni delle avanguardie del XX secolo con i paradigmi contemporanei, indagando come lo schermo LCD possa diventare uno strumento di fotoimpressione analogica.

L’evento inaugurale si terrà il 15 aprile 2026 alle ore 18:30 presso la sede di Via Saluzzo 88/F. La peculiarità di Ottofinestre risiede nella fruibilità continua delle opere, visibili dall’esterno giorno e notte attraverso le otto grandi vetrate che caratterizzano la struttura. La mostra resterà aperta fino al 20 maggio 2026, con visite interne disponibili su appuntamento.