Il mondo delle associazioni fotografiche amatoriali. Primo incontro: intervista al Gruppo Fotografico La Mole di Torino

Gli approcci alla attività fotografica sono i più svariati a seconda dei diversi punti di vista; potremmo parlarne affrontando i diversi generi fotografici, oppure raccontare cosa significa essere curatore di una mostra fotografica, piuttosto che storico e docente di fotografia. Un’altra possibile distinzione riguarda le motivazioni ci fanno imbracciare la macchina fotografica: per lavoro o per puro diletto. L’associazionismo fotografico è realtà molto vivace in Italia; Discorsi Fotografici ha deciso di portare all’attenzione dei suoi lettori il fervore delle iniziative di alcuni dei Circoli fotografici più attivi e prestigiosi.

Iniziamo dal Gruppo Fotografico La Mole, di Torino.

Con grande disponibilità ed entusiasmo rispondono alle nostre domande Riccardo Rebora, presidente del Gruppo, Marco Cappello, Vice Presidente e Maurizio Campadese, Consigliere e Tesoriere.

Una breve storia del vostro Gruppo Fotografico.

(risponde Riccardo Rebora)

Siamo nati nel 1969 all’ombra della Mole, dove ora abbiamo la nostra sede, fedeli al nostro simbolo; i nostri 50 anni di attività ci portano ad essere considerati tra i circoli “storici” non solo a livello torinese ma anche italiano.

Siamo nati e restiamo un circolo amatoriale, affrontando nel corso della nostra storia tanti tipi di attività: corsi rivolti ai fotoamatori, gite fotografiche, mostre, concorsi; siamo cresciuti insieme ai nostri soci fino alla realizzazione della monografia per i nostri 50 che ci ha impegnato lungo tutto lo scorso anno e del quale siamo molto orgogliosi anche grazie alla prefazione firmata da Guido Harari.

La sede del Gruppo Fotografico La Mole, in via Po, nr. 53 a Torino
Il Gruppo Fotografico La Mole è dotato anche di Sala Posa
Il Gruppo Fotogafico La Mole è dotato anche di Camera Oscura

In pochissime parole come descrivereste la Vocazione del GF La Mole?

(risponde Marco Cappello)

 Noi siamo innanzitutto un gruppo di amici e di fotoamatori, per questo se dovessimo definire la nostra vocazione, direi “la condivisione di una passione comune”. La sensazione di tutti coloro che ci frequentano è proprio quella di essere tra amici ed una particolarità che abbiamo rispetto ad altri circoli è quella di dare priorità proprio al gruppo, prima che ai singoli.

(pubblicazione concessa dal Gruppo Fotografico La Mole)

Quali sono gli argomenti di maggior interesse dei soci (tecnico, culturale, informazione sulle mostre, recensione libri, uscite collettive, ecc?)

(risponde Riccardo Rebora).

I nostri soci sono “onnivori”! Noi spaziamo dalla tecnica (abbiamo ospitato anche brand prestigiosi, Canon, Nikon, Fuji, ecc.) fino all’affrontare un percorso culturale a 360 gradi, tramite il confronto con i professionisti, o fotografi davvero illustri come GBG e Massimo Sestini, o, ancora, fotografi emergenti. Non solo; non sempre è sufficiente una serata per approfondire i temi che ci interessano, per questo abbiamo creato un nostro blog, “Fotograficamente”, in cui lanciamo degli approfondimenti (tutorial, recensioni di libri, di mostre, ecc.). 

Abbiamo una vera e propria squadra di blogger! 

Tutti hanno la possibilità di scrivere e di esprimersi sul blog, ma certamente esiste un gruppo ben affermato per ogni argomento, a seconda delle inclinazioni e delle vocazioni personali dei soci. Dal blog ci piace anche lanciare delle discussioni che poi seguiamo tramite i social, affinché non ci sia una crisi di astinenza tra una serata sociale e l’altra.

Come si accede alla Associazione? Esiste una selezione all’ingresso? Esiste una distinzione tra i soci?

(risponde Maurizio Campadese)

Nello spirito che contraddistingue il nostro circolo chi ha piacere di iscriverci è sempre ben accetto, senza nessuna selezione o preclusione. Chiunque può diventare socio, indipendentemente da età, competenze, attrezzature e ci piace anche che le persone passino qualche serata insieme a noi prima di decidere se associarsi o meno, per conoscerci. 

Qual è l’età media? Come si confrontano i soci di varie età ed esperienza?

(risponde Riccardo Rebora)

Il passaggio tra le generazioni è stato gestito nella maniera migliore possibile e per questo ringraziamo i soci storici; durante il passaggio tra analogico e digitale si stava realizzando uno scollamento tra la realtà dei circoli e realtà esterna, ma il loro atteggiamento è stato di apertura, di messa in discussione, anziché di difesa dello status quo, non solo accettando giovani con visioni diverse della fotografia, ma anche attribuendo loro ruoli di gestione del circolo. Nello stesso tempo i soci più anziani (in termini di presenza nel gruppo)  valgono anche come memoria storica ed abbiamo la possibilità di avere dei confronti impagabili.

Ti racconto un aneddoto per spiegarti quanto nel nostro circolo si fondino visioni e anime fotografiche di tutte le età: si è unito recentemente al nostro gruppo un socio non più giovane che fotografa solo con il banco ottico e che ci ha riferito che finalmente, dopo averne girati tanti, ha trovato un circolo dove si sente “a casa”.

Maurizio Campadese, consigliere, aggiunge peraltro che questo nuovo socio è un “acquisto” molto importante per il circolo anche perché ha una vasta ed approfondita conoscenza della fotografia e dunque può dare tantissimo a tutti i soci.

Dal 2016 abbiamo una camera oscura, cosa che ci ha permesso di organizzare corsi dallo sviluppo in tank alla stampa e per i quali abbiamo riscontrato molto interesse anche da parte di persone molto giovani, innamorati e affascinati dalla fotografia analogica.

Come si svolge una tipica serata al GFLaMole, a parte quelle di corso o di incontro con ospiti?

(risponde Marco Cappello)

Il nostro programma di incontri è sempre molto variegato per quanto riguarda le serate tra soli soci. Serate di cultura fotografica, in cui ad esempio parliamo di un autore del passato (recentemente abbiamo parlato di Newton, o di Salgado), oppure di un tema specifico (ad esempio l’autoritratto), o, ancora, serate che affrontano il tema del portfolio. Ci sono poi serate più pratiche, dove, ad esempio scattiamo insieme, anche all’interno della stessa sede; ad esempio ci siamo inventati il “Fast and furious”: attribuiamo un tema ad un socio, che provvederà ad effettuare la fotografia direttamente durante la serata, in pochi minuti ed in jpg, senza nessuna post-produzione successiva; questo per sviluppare l’inventiva e la creatività del socio. Ancora, serate dove un socio presenta un proprio lavoro o portfolio o una sua retrospettiva  (serata “Socio sotto la lente”), cui segue dibattito costruttivo. Altro tipo di serata è la “Due per uno”, dove ogni socio è invitato a portare due foto a testa prodotte per un tema dato, con una lettura collettiva e la crescita che ne deriva osservando come gli altri hanno affrontato la tematica, a volte in maniera completamente diversa.

Raccontateci le vostre produzioni fotografiche di tipo collettivo. C’è un genere fotografico che prediligete? O, piuttosto, che escludete?

(risponde Riccardo Rebora)

Noi abbiamo iniziato le produzioni collettiva una decina di anni fa sfruttando l’occasione offertaci da “Paratissima”, una fiera che si svolge in contemporanea con la più blasonata “Artissima” a Torino. Per questa fiera ci presentiamo come collettivo che produce installazioni artistiche a partire dalle fotografie; ad esempio il primo anno abbiamo prodotto delle opere che erano un insieme di fotografie ognuna, e che richiamavano 5 colori della cartella Pantone; un altro anno abbiamo giocato con i numeri realizzando dei grandi dadi girevoli; ancora, abbiamo creato un “Monopoli”, il noto gioco da tavolo,  fotografico che abbiamo chiamato “Molopoli” , dove al posto delle nome delle vie c’erano fotografie di Torino, con tanto di foto per “Imprevisti” e “Probabilità” e soldi con il nostro logo! Un’altra installazione ci ha visti realizzare un domino con le fotografie e, con nostra grande sorpresa e soddisfazione ci è stata richiesta e l’abbiamo venduta!

I soci insieme a Gianni Berengo Gardin
(pubblicazione concessa dal Gruppo Fotografico La Mole)
I soci insieme a Guido Harari
(pubblicazione concessa dal Gruppo Fotografico La Mole)
I soci insieme a Massimo Sestini
(pubblicazione concessa dal Gruppo Fotografico La Mole)

Un’altra occasione per realizzare lavori collettivi è stata anche la collaborazione con “CioccolaTO”; nel primo anno abbiamo realizzato delle fotografie di reportage delle cioccolaterie torinesi, ma poi abbiamo usato la nostra fantasia per lavori molto originali che sono stati apprezzati. Il primo progetto è stato “Un attore da Oscar”, venti soci diversi che si sono messi in gioco facendosi fotografare come attori di scene famose di film (James Bond, Indiana Jones, Mary Poppins, ecc), sostituendo alcuni oggetti della scena con oggetti di cioccolato; tutte fotografie peraltro di grande perizia tecnica perché abbiamo utilizzato dei set con luci di tipo cinematografico e in collaborazione con l’Accademia di trucco. 

(pubblicazione concessa dal Gruppo Fotografico La Mole)
(pubblicazione concessa dal Gruppo Fotografico La Mole)
(pubblicazione concessa dal Gruppo Fotografico La Mole)

Questo filone è poi proseguito con altri progetti, come l’ultimo realizzato “il Cioccogioco”.

(pubblicazione concessa dal Gruppo Fotografico La Mole)

Questo tipo di lavoro non è solo fotografico, parte proprio dal concepimento dell’idea, che non necessariamente arriva dal direttivo del circolo, ma da qualcuno di noi e che diventa poi di tutti, per proseguire nella realizzazione fotografica e nel seguirne anche tutti gli aspetti non ultimo, quello finanziario. Ne escono progetti dove non è tanto importante chi ha fatto la foto, ma il contributo di ognuno alla realizzazione pratica dell’idea inizialmente concepita.

(pubblicazione concessa dal Gruppo Fotografico La Mole)
(pubblicazione concessa dal Gruppo Fotografico La Mole)
(pubblicazione concessa dal Gruppo Fotografico La Mole)

Promuovete i lavori dei singoli soci? Se sì, come?

(risponde Riccardo Rebora)

Sì, dedichiamo delle intere serate ad un solo socio che si propone alla platea degli altri soci. A volte vediamo lavori già conclusi, altre sono occasione per il socio di presentarci un progetto in progress per chiederci pareri (ad esempio per la partecipazione a concorsi o letture portfolii).

Ci sono tra voi soci che sono anche professionisti?

(risponde Riccardo Rebora)

Abbiamo attualmente dei professionisti (reportage, fotografia aziendale, food, sportiva), ma soprattutto abbiamo avuto degli allievi che sono diventati professionisti (ad es. Irene Fucci, che si occupa di wedding, o Walter Leonardi, maestro nel reportage, che è stato l’unico a fotografare la dacia di Gorbaciov ad esempio; o ancora Marco Cannoniero, anche lui ex allievo, membro del direttivo, ed ora socio e fotografo sportivo da prima pagina de La Gazzetta).

Cosa non vi piace del mondo fotografico attuale?

(risponde Marco Cappello)

 Tre sono gli aspetti che in questo momento all’interno del circolo sono visti come negativi. Il primo è la tendenza a voler dividere a tutti costi la fotografia in categorie e sottocategorie, quasi ghettizzandola; per noi la fotografia si differenzia solo in buona e cattiva; oggi può accadere che una immagine che non appartiene al genere tanto di moda, possa non essere apprezzata solo per questo. Un altro aspetto che non ci piace è legato alla eccessiva importanza data alla attrezzatura fotografica con la conseguente corsa all’acquisto compulsivo; indubbiamente la tecnica ha la sua rilevanza, ma va bilanciata con altri aspetti fondamentali per la fotografia, come tutto quanto riguarda la cultura (mostre, libri, ecc.). Infine quello in cui non ci riconosciamo è l’eccessiva omologazione delle immagini (ad esempio per ritrovarsi nel genere fotografico trend del momento) o, al contrario, la ricerca a tutti costi del “controcorrente” o innovativi a volte senza riuscirci.

Tra le vostre attività ho notato una parte molto sviluppata relativamente alla didattica.È una richiesta che avete avvertito esistere tra i fotoamatori? Un modo per avvicinare al vostro circolo nuovi soci attivi? Un modo per finanziare le vostre attività?

(risponde Riccardo Rebora)

Il nostro scopo è far conoscere la fotografia, quindi per forza servono le basi. I circoli nascevano colmando una sorta di vuoto; i fotografi professionisti si occupavano di fotografare, ma non di attività didattica, perciò l’amatore sentiva il bisogno di un luogo dove imparare.

Il Gruppo La Mole ha sempre tenuto almeno un corso all’anno, ampliando sino ad oggi la propria offerta. I corsi sono fatti da fotoamatori per fotoamatori; come circolo non vogliamo mettere il bastone tra le ruote alle scuole di fotografia, ma ci siamo formati al nostro interno per trasmettere ai soci. Abbiamo fatto tutto con gradualità, da un lato per comprendere le esigenze dei soci, ma dall’altro anche per formarci non solo come fotografi ma come docenti. Alcuni dei nostri docenti sono formatori anche al di fuori della realtà fotografica.

In merito ai corsi abbiamo corsi base, corsi di postproduzione (Photoshop e Lightroom), corsi di illuminazione o specialistici come il paesaggio o la fotografia analogica (sviluppo e stampa e camera oscura).

Come finanziate le vostre attività? Esiste un supporto da parte del comune o delle istituzioni pubbliche? Avete degli sponsor?

(risponde Riccardo Rebora)

No, noi siamo autofinanziati; per la nostra natura molto inclusiva abbiamo deciso di tenere la quota sociale il più bassa possibile, per questo, ad esempio i corsi ci aiutano molto nel nostro sostentamento. Cerchiamo inoltre delle collaborazioni facendo una sorta di gioco di squadra con possibili partners, per riuscire a portare avanti i nostri progetti. Ad esempio collaboriamo con una Consorzio di Tutela del Freisa torinese, organizziamo degli eventi insieme in un’ottica di mutua visibilità. Certo ci piacerebbe un occhio di riguardo da parte delle istituzioni, soprattutto in questo periodo di emergenza sanitaria, per chi, come noi, porta avanti delle attività in ambito culturale.

La vostra esperienza di lockdown. Avete prodotto un lavoro collettivo a tema Covid-19? L’emergenza sanitaria come ha influenzato le vostre attività? Vi ha lasciato qualche esperienza positiva (ad es. lo strumento delle dirette Facebook lo riutilizzerete?) ?

(risponde Riccardo Rebora)

Noi abbiamo tenuto chiuso una sola settimana, nella speranza che avremmo potuto aprire in tempi brevi. Preso atto del precipitare della situazione, la nostra attività si è spostata al virtuale, aprendo a tutti, non solo ai soci, dimostrando in pieno la nostra anima inclusiva. Abbiamo utilizzato dirette Facebook e GotoMeeting, che abbiamo sfruttato anche per tutto il corso avanzato. Sono certamente stati un ottimo strumento in un momento particolare, ma sono l’ideale perché ci privano del rapporto umano che è essenziale per la vita di circolo. 

In occasione del Covid abbiamo anche creato un progetto “Cento fotografie contro il Covid” coinvolgendo altri circoli fotografici FIAF di Torino e provincia: ad ognuno abbiamo chiesto di selezionare le 5 migliori fotografie, abbiamo creato un sito con 100 immagini da vendere alle persone a partire da un minimo contributo; crediamo molto nel fare squadra e siamo felici di aver venduto 110 foto e raccolto poco più di 5000 euro che, al netto delle spese vive, sono state devolute alla Fondazione “Specchio dei tempi”  La Stampa di Torino.

La vostra esperienza con la FIAF

(risponde Maurizio Campadese)

Abbiamo sempre collaborato con la FIAF; ad esempio, dal 1972 al 1979 il concorso nazionale patrocinato dalla Fiaf è stato organizzato anche al Gruppo Fotografico La Mole; nel ’73 il Congresso Giubilare è stato patrocinato sempre da noi. 

Nel 1998 la Fiaf ha assegnato al nostro Circolo l’Onorificenza BFI.

Noi abbiamo seguito parecchi progetti patrocinati dalla Fiaf; Fotodigit, dove siamo stati classificati a ottimo livello sia nel 2017 che nel 2018.

Il rapporto è stato continuativo, si pensi all’ultima iniziativa sul Covid, patrocinata da loro; il Portfotlio Italia lo stiamo pensando insieme a loro e Ottobre Fotografia è in itinere, stiamo ragionandoci sopra.

I soci storici del nostro circolo sono stati sempre attivissimi collaboratori Fiaf in qualità di delegati regionali (Mario Parussin e Vittorio Filippon, per dire due nomi) ed il circolo porta sempre all’attenzione dei propri soci le attività ed i concorsi Fiaf.

Non ci sentiamo sovrastati dalla Fiaf, fa parte della nostra storia e, nel nostro piccolo, anche noi facciamo parte della loro storia. Senza i circoli la Fiaf d’altronde non ha senso di esistere.

Organizzate concorsi interni o partecipate, collettivamente o singolarmente, a concorsi? Cosa ne pensate?

(risponde Marco Cappello)

Secondo il nostro punto di vista sono molto utili per uscire dal proprio orticello, sia quelli interni che esterni, purchè non si travisi il senso della competizione e si accettino i limiti dell’essere giudicati da una giuria fatta da persone. Con questo spirito abbiamo organizzato concorsi come il Fotocampionato con giurie composte da fotoamatori interni, esterni e misti. Poi ci siamo accorti che non era più un metodo di competizione attuale e, peraltro sempre in pieno spirito La Mole, e lo abbiamo chiamato “Champions”, realizzato tutto in una sera, molto giocoso.

I vostri progetti per il futuro

(risponde Riccardo Rebora)

Non ci siamo mai fermati e siamo pronti a ripartire; stiamo lavorando su prossimi progetti, ad esempio la prossima edizione di Paratissima, che ci auguriamo si possa fare, e a tutte le manifestazioni cui partecipavamo (Freisa, i Rugby Day(, uscita collettiva nelle Langhe autunnali, le uscite notturne (per fotografare stelle e Night Photography). Vogliamo portare avanti lo scopo del circolo: essere innanzitutto amici e poi fotografi, divertendoci. Siamo passati attraverso diverse difficoltà, dal problema del sostentamento ai cambi generazionali, dal calo degli iscritti in alcune annate a quello di trovare la sed;, l’augurio è nel motto che ho scritto nel libro dei 50 anni del circolo: “Per aspera ad astra”, affrontando insieme qualsiasi problema che arriverà. Questa è la forza della Mole:  essere un collettivo unito. L’unica cosa che non ci è mancata è la creatività! Non temere il futuro, ma accoglierlo, sempre, aprirsi alle novità. Chiudersi ha portato al fallimento di tante realtà anche ben affermate. Ben venga il dialogo continuo con gli altri ambiti artistici o con i professionisti. 

Vi lasciamo alla navigazione del ben costruito e ricchissimo SITO del Gruppo Fotografico, non prima di aver dato un’occhiata alle immagini dei soci del Gruppo: in pieno “Stile La Mole” ne abbiamo realizzato un coloratissimo collage che più di tutto ci parla di questo entusiasta ed attivo gruppo di fotografi appassionati.

un collage coloratissimo delle foto dei soci del GF La Mole

Luisa Raimondi

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