Intervista all’artista Mariantonia Cambareri, un’italiana a San Francisco

Sono passati più di 8 anni da quando per la prima volta Mariantonia Cambareri ha deciso di volare in direzione San Francisco.

Italiana. Nata e cresciuta a Roma. Il suo background è multidisciplinare e spazia dalla storia dell’arte al design, dalla comunicazione alla gestione e progettazione di eventi. Nel corso degli anni ha approfondito la sua ricerca creativa, ampliando il campo d’azione in molti settori del visual design quali progetti editoriali, eventi culturali, corporate identity. 

Ha mosso i primi passi della sua sua carriera in uno studio editoriale romano dove ha contribuito insieme a grandi professionisti alla realizzazione di diversi prodotti di successo per bambini e ragazzi. Poi la passione per i viaggi e la scoperta di nuove culture l’ha portata a consolidare le sue competenze in ambito grafico e acquisire nuove conoscenze internazionali negli Stati Uniti.

Non ti manca la tua città?

Amo Roma! Sono sempre stata molto orgogliosa del posto dove sono nata e cresciuta e del mio essere italiana. Qualunque angolo, qualunque scorcio è un mondo di storia da scoprire e apprezzare. Avere il privilegio di essere nata in un museo a cielo aperto è una fortuna immensa, ma anche un guaio quando decidi di andare via.
L’Italia é nel mio cuore, fa parte di me. Abbiamo un patrimonio artistico, urbanistico e culturale ineguagliabile; è il paese che detiene nella lista del patrimonio Unesco il record di ben 55 beni.

Abbiamo prodotti di eccellenza in moltissime categorie e il nostro spirito creativo ci precede da sempre. Per non parlare del cibo e della nostra sana allegria, quelli ce li invidiano proprio in tutto il mondo. Siamo un paese che ha saputo rinascere in più occasioni, anche se spesso ce ne dimentichiamo e vanifichiamo gli sforzi del passato.

Non credo di essere andata via per sempre, l’importante è lasciarsi sempre dietro una ragione per tornare e io a Roma ne ho tantissime.

Dal 2012 a San Francisco, una destinazione tanto ambita, una città dall’incredibile bellezza, dove la cultura moderna e la street art la fanno da padrona e tingono le vie della città di mille colori e storie. Una città giovane e multiculturale, anche grazie alla presenza delle vicinissima Berkeley e Oakland.

Perchè proprio San Francisco?

Mi sono innamorata sin da subito di San Francisco e della Bay Area in generale quando sono venuta qui per migliorare il mio inglese tanti anni fa.

Passeggiare per le strade di questa città è sempre un’esperienza nuova, qui raramente gli occhi delle persone si posano su quelli dei turisti o degli stranieri per giudicarli. È una città multiculturale e anticonformista. Qui l’eccentrico e l’assurdo sono accettati, ben visti e amati.

É una città colorata e allegra, dalle case in stile vittoriano nelle tonalità pastello, agli arcobaleni per i diritti LGBTQ che si trovano dipinti sulle strisce pedonali.

La vita qui è nettamente diversa. Non posso certamente dire che funzioni tutto alla perfezione, ma si vive bene perchè è una città molto accogliente. Non è stato facile, al contrario di quanto pensino le persone che continuano a dire —beata te — ho trovato tanti ostacoli e strade in salita (questa città è famosa per questo). Ma ho imparato a credere di più in me stessa e a darmi delle regole, che forse non avevo mai avuto prima.

Un difetto? La distanza da casa e poi troppo Clam Chowder e pochi supplì! Anche se negli ultimi anni devo ammettere che la cucina italiana, quella autentica, é arrivata anche qui.

©Mariantonia Cambareri

Creativa e osservatrice, Mariantonia ama i dettagli e la magia che si crea dal sapiente mix tra antico e moderno. Ha sperimentato negli ultimi anni un percorso artistico legato allo straordinario mondo della tipografia, del segno e del colore. Le sue passioni sono principalmente il mondo femminile, l’arte, la letteratura e i viaggi. I suoi lavori fanno sempre riferimento al passato, ma si muovono verso il futuro con uno sguardo attento e discernente sul presente. Costantemente attenta ai mutamenti della società e del costume, ama lavorare ad un’immagine innovativa e funzionale ma con un aspetto creativo fortemente legato al passato.

Per questo negli ultimi anni tra i tanti aspetti del design ha riscoperto e approfondito la conoscenza della stampa letterpress, collaborando con uno studio di Berkeley dove si mantiene in vita e si reinterpreta la tradizione artigiana della composizione a caratteri mobili e della stampa tipografica.

©Mariantonia Cambareri

Raccontaci qualcosa di questa tua esperienza in questo studio di Leterpress.

É uno spazio unico, una fucina per chi voglia imparare, sperimentare e realizzare con la stessa passione e la stessa pazienza certosina del buon Vecchio Gutenberg. L’arte di stampare con composizioni di caratteri mobili rappresenta il passato ed il futuro della stampa attuale. La scelta del carattere è al centro di tutta l’opera e diventa fondamentale per la resa finale. Il letterpress printing è tornato di moda e fornisce un’elevata qualità di stampa che rende ogni stampato un progetto unico. La stampa in letterpress ha un effetto di resa completamente differente: si effettua con vecchi macchinari spesso difficili da trovare, che occorre restaurare e mantenere in uso con costanza e passione, impiegando i caratteri mobili in piombo o in legno o particolari passaggi per ottenere delle matrici stampabili per grafiche contemporanee precedentemente elaborate al computer e impiega carte di alta qualità per dare risalto alla pressione della stampa. Ogni passaggio di colore o stampa a secco prevede un accurato lavoro di composizione e studio per ottenere un risultato preciso e di grande effetto.

©Mariantonia Cambareri

Programmi futuri?

Ci sto pensando. Sicuramente continuare a fare quello che faccio. Ma sto sempre più considerando di unire tutte le conoscenze e le esperienze consolidate in questi anni per occuparmi anche di project management. Sia che si tratti di un piccolo progetto con obiettivi più modesti o di una grande iniziativa multi-disciplinare con ampie implicazioni aziendali. Mi piace seguire progetti e iniziative dalla loro pianificazione al completamento, identificare un problema o un’opportunità, lavorando a creare un team affiattato che possa lavorare per raggiungere gli obiettivi desiderati.

Il tuo rapporto con la fotografia?

Posso essere sincera? Amore e odio. Amo immortalare quasi tutto, perchè è bello e divertente, e spesso anche fonte di ispirazione per il mio lavoro. Ma sono anche la reginetta dei selfie (ho imparato a scattarmi foto da sola anche quando ancora non esistevano gli smartphone) e soprattutto delle foto cestinate. Le persone odiano farsi foto con me, visto che poi sono costrette a bruciare 80 foto su 100 a causa dei miei occhi storti, doppio mento ed espressioni imbarazzanti.

©Mariantonia Cambareri

Diciamo che sul mio profilo Instagram, fatta salva qualche rara e preziosa eccezione, é più facile trovare fotografati paesaggi o oggetti, che non il mio viso o il resto del mio corpo. Però mi piace osservare la luce, cercare angoli nascosti, sperimentare con i materiali e dare una seconda lettura agli oggetti.

Luisa Raimondi