La fotografa Sabine Weiss ci ha lasciati

La grande fotografa svizzera naturalizzata francese Sabine Weiss è morta ieri 28 Dicembre nella sua casa di Parigi, alla veneranda età di 97 anni.

Un nome non così popolare qui in Italia, nonostante la sua grandiosa opera fotografica; in Francia, al contrario, è invece stata un personaggio molto seguito, basti considerare le numerose mostre in corso in questi giorni o appena terminate nella nazione d’oltralpe, così come quella dedicatagli nell’ultima edizione del prestigioso Les Rencontres de la Photographie di Arles.

Ricordata soprattutto come fotografa umanista, la Weiss, insignita nel 2020 del Women in Motion Award, in realtà non amava essere inserita in categorie e d’altronde la sua produzione fotografica non si limitò alla fotografia di strada. Certamente questo genere fotografico è di grande rilevanza nella sua opera (di questo filone sono le tre sue fotografie che Edward Steichen inserì nella celeberrima mostra itinerante “The Family of Man”)  e la accomuna ad autori della sua stessa epoca come Robert Doisneau, Willy Ronis, Édourad Boubat, che furono peraltro suoi colleghi presso l’Agenzia Rapho. 

Weiss in realtà si è occupata anche di lavori editoriali e di moda, di ritratto (ha fotografato anche molti personaggi famosi come Samuel Beckett, Ella Fitzgerald, Joan Mirò, Brigitte Bardot, Robert Doisneau, George Braques, Alberto Giacometti o Maria Callas), ed anche di documentazione fotografica e reportage da paesi stranieri come India, Egitto, Bulgaria, Birmania.

Nel suo portfolio (visibile dal suo sito) troviamo anche degli still life e degli autoritratti: i suoi, infatti, sono animo ed uno sguardo curiosi, liberi, freschi che, noncuranti di qualsiasi definizione, hanno il solo desiderio di veder nascere un’immagine a partire da ciò che la colpisce, poiché la fotografia è innanzitutto per lei un mezzo elettivo d’espressione.

Un’autrice, dunque, certamente da recuperare per il lavoro prolifico e monumentale, nonostante lei si fosse sempre considerata semplicemente un’artigiana. Forse anche questo è tipico di un’artista (perché non si può non considerarla tale) libera da ambizioni autocelebrative, ma solo dedita con passione ad un amore, quello per la fotografia, fortemente radicato in lei e tutto pienamente trasmesso nelle immagini che ci ha lasciato

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Luisa Raimondi