Do they know it’s Covid time?

Elena e io siamo liberi professionisti con due bambini: Eddie e Finn, rispettivamente di 4 e 1 anni. Abitiamo a Roma, ma la prima settimana di marzo 2020 ci siamo recati a Nievole, in Toscana. Quando il corona virus ha inizio a diffondersi prepotentemente dal nord verso il sud dell’Italia, Elena è voluta  andare a trovare i suoi genitori, preoccupata che, nel caso fosse arrivato un provvedimento governativo per limitare la libera circolazione delle persone, lei non li avrebbe potuti vedere per un lungo periodo. Anche mai più.

La visita doveva durare solo qualche giorno, il tempo di stare un po’ insieme e poi noi saremmo tornati a casa nostra. Ma proprio il giorno dopo il nostro arrivo a Nievole, il 9 marzo il Presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, di fatto ha annunciato l’inizio della quarantena in Italia.

Abbiamo così deciso di restare nella casa di campagna in Toscana, dove attorno a noi vivono poche altre famiglie nelle rispettive abitazioni. Tra queste, quella dei genitori di Elena e della famiglia del cugino di Eddie e Finn, Michael, di 9 anni.

La nostra quarantena iniziata a tempo indeterminato alla fine è durata dieci settimane e ci ha calato in un’esperienza di vita inaspettata: nonostante fossimo in condizioni di isolamento come tanti altri nostri amici in città, attorno a noi c’erano enormi spazi, dove i bambini potevano correre e giocare, accusando meno il disagio di questa situazione. Apparentemente per nulla.

Vedendoli divertirsi spensierati per gran parte della giornata, rallegrato della loro ingenuità mi è venuta in mente quella canzone inglese dal titolo “Do They Know It’s Christmas?” e mi sono domandato: lo sanno che sono i giorni del corona virus?

Ho cominciato così a osservare la loro consapevolezza e inconsapevolezza di questo momento storico. La loro fantasia e i loro giochi hanno avuto la capacità di farmi viaggiare più volte nello spazio e nel tempo durante le settimane d’isolamento. Perfino di farmi diventare un più attento osservatore della realtà attorno a me. 

Reportage di Andrea Falcon

©Andrea Falcon
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