Eur Photo Project. Letteratura e Fotografia: un amore contrastato

La grande fotografia italiana e internazionale torna a Roma. Dal 25 febbraio 2022 fino al 9 marzo 2022, presso La Nuvola, è possibile apprezzare l’importante, innovativa e ambiziosa proposta di Eur Culture, curata da Marco Delogu, fotografo, scrittore, curatore, dal 2015 al 2019 direttore dell’Istituto di Cultura Italiana a Londra. Il titolo scelto è: “Eur Photo Project. Letteratura e Fotografia: un amore contrastato”.

 «Come sottolinea Lacan, parlare significa disturbare l’egemonia dell’immagine, che “vale più di mille parole”» scrive Christopher Bollas nella sua ultima recente pubblicazione “Tre caratteri” edita da Raffaello Cortina Editore; a parlare sono i testi, lunghi e intensi, che anticipano i diversi gruppi di fotografie, il cui insieme ha permesso di creare una mostra che si articola in venti differenti progetti, unitamente tutti volti a mostrare il forte legame che c’è tra la letteratura e la fotografia, capace di fornire letture complete e approfondite della realtà.

È un’esperienza forte, ripagata dalla necessaria attenzione richiesta dalla lettura dei testi, inducendo analogamente a una visione delle fotografie più accurata e lenta. Il percorso è lasciato al fruitore, libero di muoversi nello spazio, la cui superfice supera i 3000 mq. Due le sezioni. “Work”, posta immediatamente all’ingresso, concepita come uno spazio aperto nella quale è possibile apprezzare i diversi lavori: The Beauty of the Familiar di Lorenzo Pesce, Mandeep di Filippo Troiano, Tevere gloria e disgrazia esito del laboratorio tematico di Officine Fotografiche, La Valle dell’Aniene raccontata dalle fotografe dell’Associazione Donne Fotografe, Appunti in Sardegna, Gavoi e Ottana – The Photo Solstice #3, Kene un progetto di Mohamed Keita.

Eur Photo Project. Letteratura e Fotografia: un amore contrastato © Federico Emmi
Eur Photo Project. Letteratura e Fotografia: un amore contrastato © Federico Emmi

Dopo di che si entra nella seconda sezione “Black Room”, un’enorme stanza, con un’illuminazione sobria, dove ci sono le installazioni più intense, sia in termini di lettura che di fotografie. La prima proposta di rilievo è quella che celebra il centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini, colui che dell’immagine in movimento e delle parole ha fatto gli strumenti del proprio lavoro artistico e politico.

La seconda proposta di spicco è la collaborazione tra Gianni Celati e Luigi Ghirri, dove il rapporto tra la letteratura e fotografia è ben spiegato da Andrea Cortellessa con lo scritto “Profili, cammini” e arricchita da un estratto del libro di Marco Belpoliti edito da Einaudi “Pianura”.

Eur Photo Project. Letteratura e Fotografia: un amore contrastato © Federico Emmi
Eur Photo Project. Letteratura e Fotografia: un amore contrastato © Federico Emmi

La memoria del dolore è il progetto fotografico curato da Marco Delogu sul carcere di Santo Stefano, condiviso con i fotografi Mohamed Keita e Raffaela Mariniello, ai quali si aggiungono due immagini di Luca Campigotto e un lavoro personale sulle scritte del carcere di Paolo Ventura. Il progetto presentato in mostra è una versione ridotta, dodici immagini che si rapportano al testo di Edoardo Albinati. Di grande interesse è anche il lavoro di Daniele Majoli, affiancato dai testi di Paolo Ricci, intitolato 271 Giorni – La resistenza a Roma. I luoghi e il tempo guidano la scelta compositiva, pertanto tutte le fotografie sono state scattate oggi, ma seguendo la linea temporale degli eventi che segnarono Roma durante i 271 giorni di occupazione nazista, con l’intenzione di proporre un’investigazione visiva sul paesaggio, una lettura degli spazi urbani alla luce del loro portato emotivo e storico, ma anche una riflessione sulla fotografia in relazione alla memoria. Le altre mostre presenti, di pregio, sono: Apparizioni all’Eur, Anteprima di “Don McCullin, Southern Frontiers”, Le piazze invisibili, VERA, Grand Tour, Non c’è nessuna Itaca, Tre facce in riga, The game.

Durante la nostra visita, abbiamo potuto ascoltare la presentazione di due libri fotografici. Il primo edito da Postcart si intitola DISPLACEMENT, un viaggio nelle città che mutano per abbandono, che ricostruendosi rovinano […]ci siamo ritrovati nella città di L’Aquila per raccontare la nuova vita generata dalla perdita del centro e dallo spostamento degli abitanti verso le periferie. Una città di strade svuotate, di nuove case in vendita, di palazzi riemersi dalla polvere con nomi di alberghi, banche e negozi, la cui popolazione abita sperduta le New Town, una periferia-dormitorio, la cui piazza è la rotonda di un centro commerciale. Le foto sono di Giovanni Cocco, i testi di Caterina Serra, la curatela di Tiziana Faraoni.

Eur Photo Project. Letteratura e Fotografia: un amore contrastato © Federico Emmi
Eur Photo Project. Letteratura e Fotografia: un amore contrastato © Federico Emmi

Il secondo libro è di Mohamed Keita e si intitola KENE, parola che in mandingo, lingua di Keita, significa “Spazio”. Kene è un laboratorio fotografico permanente di fotografia, uno “spazio di vita” che si trova a Bamako, in Mali, aperto alle persone dai dieci anni in su. Nasce da un’idea, che poi è un’esigenza, di Mohamed Keita: «Quando ho iniziato a fotografare, sapevo che non potevo limitarmi ad apprendere, al piacere di fare le immagini. Avevo il dovere di restituire quanto stavo imparando, e di far fare ad altri dei passi in avanti.»

Eur Photo Project. Letteratura e Fotografia: un amore contrastato © Federico Emmi
Eur Photo Project. Letteratura e Fotografia: un amore contrastato © Federico Emmi

Proposte di questo spessore, che non sono un banale esercizio di accostamento di fotografia e testo, ma un percorso elaborato, meditato, dove letteratura e immagini rendono possibile una fruizione di profonda meditazione, contemplativa; è auspicabile che possano trovare il giusto interesse, la dovuta accoglienza, la necessaria partecipazione.    

Mohamed Keita © Federico Emmi
Mohamed Keita © Federico Emmi

Federico Emmi