“FEAR OF BEAUTY”: la mostra di cinque fotografe afgane dedicata alle donne

Dall’8 marzo al 20 marzo 2022, Casa Emergency Milano, in collaborazione con l’Associazione Donne Fotografe ospita la mostra: “Fear of Beauty. La mostra di cinque fotografe afgane dedicata alle donne”. 

Ideata e fortemente voluta dalla dottoressa Carla Pessina, medico anestesista, in Afghanistan nel 2003, dove ha contribuito alla realizzazione della prima terapia intensiva di Emergency, d’altra parte – come abbiamo potuto apprezzare dalle sue parole, durante l’incontro riservato alla stampa – era una situazione dove mancava tutto, di fatto “il senza è diventato con”. Un imperativo, dettato dalla necessità, applicato anche e comunque per la realizzazione di questa mostra. La dottoressa Pessina, per altro da sempre appassionata di fotografia, è riuscita a trasformare questo senza in un con, in una condivisione di intenzione e azione.

L’idea è nata visitando la mostra “Scolpite” a Palazzo Reale, il cui sottotitolo era “Riflessioni fotografiche intorno alla statuaria femminile” e l’intenzione: “con questa mostra l’Associazione Donne Fotografe si impegna nello scopo comune di ridare significato e presenza alle donne, guardandole non solo in quanto corpi ma in una più̀ piena dimensione di pensiero e azione, svelando storie che meritano di essere ascoltate e rivisitate”. Come lei stessa ci ha detto, non ha esitato a mettersi in contatto con loro attraverso Emergency per proporre una nuova mostra. Nasce così “Fear of Beauty”.

L’esposizione, realizzata in collaborazione con l’Associazione Donne Fotografe, presenta le opere di cinque fotografe afgane: Mariam Alimi, Roya Heydari, Fatimah Hossaini, Zahara Khodadadi e Najiba Noori. Artiste che hanno lasciato il loro Paese per poter continuare a inseguire la propria passione e arte.

Parlando con Isabella Balena, socia e membro del direttivo, riminese trapiantata a Milano, una fotogiornalista attiva nel corso della sua carriera in molte aree di conflitto, tra cui la ex Iugoslavia, il Medio Oriente e la Somalia, dove ha conosciuto Ilaria Alpi, abbiamo saputo che la scelta delle cinque fotografe è stata fatta attraverso i più svariati canali, compresi i social. Le cinque che hanno risposto all’appello attualmente, come detto, vivono tutte fuori dall’Afghanistan. Alcune sono scappate prima del ritorno al potere dei Talebani nello scorso agosto, altre durante i momenti più difficili. Vivono in Europa, a Parigi per l’esattezza, come Fatimah Hossaini, oppure negli Stati Uniti come Mariam Alimi. Le foto esposte che compongono la mostra sono state scelte liberamente dalle stesse fotografe attingendo a lavori precedenti o recuperando quelli che sono riuscite a portare con sé durante la fuga. 

Sono il racconto di donne che cercano di prendersi lo spazio, la dignità, il diritto all’esistenza attraverso il proprio talento, la propria quotidianità, attraverso quelle azioni che per noi, donne e uomini europei, appaiono scontate, ad esempio: guidare la macchina o imparare ad andare in bicicletta, come nei due scatti di Mariam Alimi.

Mariam Alimi_(IMG_03767)_senza titolo
Mariam Alimi_(IMG_03767)_senza titolo

L’impatto della guerra sullo status della donna in Afghanistan è stato fortissimo: famiglie distrutte, sfollamenti, danni psicologici, impoverimento economico e violenza sono solo alcune delle conseguenze vissute direttamente dalle donne sulla propria pelle in questi quarant’anni di continuo conflitto nel Paese. Senza contare che oggi, con il ritorno dei talebani al potere, la situazione per le donne è ancora più incerta.

Ecco allora i primi piani femminili di Fatimah Hossaini, una vera provocazione nei confronti di un mondo maschilista; oppure i ritratti di famiglia di Zahara Khodadadi che ci accompagnano all’interno di nuclei costituiti da etnie diverse; ancora, gli scatti di reportage di Roya Heydari e Naijba Noori che osservano la condizione della donna attraverso due coordinate, pubblico-privato e chiuso-aperto. I lavori di Mariam Alimi, Roya Heydari, Fatimah Hossaini, Zahara Khodadadi e Najiba Noori esposti a Casa EMERGENCY mostrano tutta la quotidianità di madri, mogli e giovani donne indipendenti alla ricerca del proprio spazio in un Paese dove questo è spesso limitato da confini, regole e divieti.

Perché questa mostra? Isabella Balena e Carla Pessina ci rispondono, con una sola voce, sottolineando la necessità di mantenere alta l’attenzione sull’Afghanistan, specialmente in un momento in cui la luce mediatica è accesa su un’altra guerra e su altre donne in fuga. Carla Pessina ricorda, inoltre, che l’Afghanistan è una realtà che ha conosciuto, fino a questo momento, quarant’anni di conflitti, tanto che le giovani infermiere nel lontano 2003 le chiedevano “Com’è un paese senza la guerra?”. 

Questa mostra, voluta da una donna, curata dall’Associazione Donne Fotografe per promuovere altre fotografe donne, già artiste proprio dove si iniziava a muovere i primi timidi passi nella difficile strada verso la parità di genere, ci ricorda ancora una volta l’impegno di Emergency che “Non esistono scommesse impossibili”.

Valeria Valli


Sarà possibile visitare la mostra dall’8 al 20 marzo 2022 nella sala polifunzionale di Casa EMERGENCY, via Santa Croce 19 a Milano. L’esposizione, ad accesso libero, sarà aperta dal lunedì al venerdì dalle ore 12.00 alle ore 19.00 e sabato e domenica dalle ore 10.00 alle ore 19.00.