Il primo podcast dedicato alla fotografia in Italia è nato nel 2010

Pensavo di trascorrere un fine settimana senza particolari pensieri, tutto dedicato alla routine casalinga, ma a un certo punto, nel patetico tentativo di soddisfare la mia esigenza di non vedere notifiche sulle app — quei numeri che ti ricordano quanto una persona sia inefficiente — apro Instagram e il feed mi mostra una clip di un’intervista al fotografo Gabriele Galimberti. L’ha realizzata Michele Cirillo.

Di sé stesso dice di essere un fotografo e un docente; parla di fotografia, immagini e cultura visiva. Nel 2026, per la precisione il 4 settembre, ha pubblicato la prima intervista del suo neonato podcast dedicato alla fotografia. L’ospite è il fotografo Riccardo Venturi.

In realtà è un videocast, ultimamente molto in voga, un format per il quale non ho particolare simpatia. Più che altro, guardare due o più persone sedute che parlano non aggiunge nulla al parlato; non aggiunge nulla neppure rispetto a ciò che la televisione generalista fa da decenni. Oltretutto, vedere che lo fanno indossando delle cuffie, pur stando a un metro di distanza l’uno dall’altra, mi mette a disagio: è il trionfo della tecnologia, della purezza del suono, dell’ambiente pulito. Il vantaggio della vicinanza viene annullato dalla distanza creata dal mezzo per ottenere una qualità perfetta.

Torniamo al cuore dell’articolo.

Sul suo profilo Instagram, peraltro ben più seguito del nostro, si legge: «Ascolta Controluce, il primo podcast dedicato alla fotografia in Italia».

Caro Michele, noi di Discorsi Fotografici — nome poco attraente, te lo concedo — ti diamo il benvenuto. È importante che ci siano più realtà che approfondiscano questo particolare tema, ma sei proprio sicuro di essere il primo podcast dedicato alla fotografia in Italia?

Non è tanto per il primato che scrivo — spero che il tuo contributo possa un giorno approdare su qualsiasi piattaforma, magari anche Netflix o qualcosa di analogo: potrebbe essere questo il futuro dell’intrattenimento — quanto per questa odiosa idea che tu vuoi comunicare a chi ti segue, ti guarda e, inevitabilmente, a chi intervisti: cioè che prima di te nessuno abbia mai pensato di parlare di fotografia in Italia in podcast.

Scrivo per questo, perché non è assolutamente vero che tu possa vantare questo primato. Prima di te ci sono state molte altre persone che lo hanno fatto, in Italia, con lo stesso entusiasmo e altrettanta dedizione.

Se però vuoi davvero sapere chi è stato il primo in Italia a credere nel podcast, quando nel nostro Paese le persone non sapevano neanche che cosa volesse dire la parola podcast, quando il pubblico non esisteva e andava creato, allora devi guardare molto indietro. Devi tornare al 17 novembre 2010, alle 12:22 UTC+1.

Quello è il giorno in cui è nato il primo podcast dedicato alla fotografia in Italia.

Abbiamo deciso di fare un podcast dedicato alla fotografia in Italia perché non c’era nessuno che lo faceva. Erano tutti in lingua inglese. Il più importante, quello che ci ha ispirato, era Photofocus, condotto da Scott Bourne, che infatti abbiamo intervistato.

Fare un podcast in Italia nel 2010 e negli a seguire non era facile. Sembra strano, ma non c’era la tecnologia immediata che c’è da qualche anno. Infatti, siamo degli artigiani: il nostro suono era sporco, ma autentico e genuino. Altro che sound design.

Michele, il tuo entusiasmo è grande e condivisibile, ma non sei IL podcast dedicato alla fotografia in Italia, come dici all’inizio della tua prima intervista; non sei neanche il primo podcast italiano dedicato alla fotografia, come scrivi su Instagram. Sei un altro podcast, come noi del resto, dedicato alla fotografia in Italia.

Rispetto a noi sei arrivato 15 anni, 9 mesi e 18 giorni dopo…

Buon lavoro!

Federico Emmi


Immagine copertina generata con ChatGPT. La scena interpreta liberamente lo spazio di lavoro dei primi anni di Discorsi Fotografici, ricostruendone atmosfera, strumenti e modalità di registrazione sulla base dei ricordi dell’epoca.