WD_BLACK P50: La recensione

Sin dal primo avvento della fotografia digitale nella quotidianità del fotografo amatore o professionista, tra i vari strumenti fondamentali che fanno parte del workflow di post-produzione non può mancare uno o più dischi di memoria esterni.

Inizialmente utilizzati soprattutto per il backup delle migliaia di scatti che l’affrancamento dal rullino ci permette di produrre nel corso del tempo, con l’avvento della tecnologia SSD e la diffusione del flusso di lavoro basato su cataloghi tematici questi dischi sono sempre più utilizzati come storage principale, potendo essere facilmente trasportati grazie a peso e dimensioni ridotte rispetto a qualche anno fa.

È proprio in quest’ottica che abbiamo impostato la prova tecnica del WD_BLACK P50, gentilmente fornitoci in test da Western Digital, allo scopo di capire quanto questo disco possa essere utilizzato per ospitare cataloghi Lightroom, o di altro tipo, in virtù della velocità di trasmissione dati che si traduce all’atto pratico in bassissimi tempi di attesa nel caricamento di file RAW da post-produrre.

Complice la passione tecnologica che ci accompagna da sempre, non sono mancati classici test di misura della velocità di trasferimento dei file e, dal momento che il P50 è stato immaginato dal produttore come hardware specializzato nel settore Gaming, abbiamo provato il disco con alcuni dei videogiochi più “pesanti” in termini di dati da caricare all’avvio o tra una scena e l’altra.

Le caratteristiche

Il disco inviatoci in prova è il modello nella versione da 1 TB che al suo interno vanta un velocissimo bridge controller di ASMedia ASM2364 USB 3.2 Gen 2×2 to NVMe ed il disco WD Black SN750 PCIe 3.0 x4 M.2 NVMe SSD. La rapidità di trasferimento file è infatti il frutto della combinazione della tecnologia interna al disco vero e proprio e di quella che si occupa di trasferire i dati, per cui è importante sottolineare che entrambe queste caratteristiche sono di punta rispetto al mercato.

Come già accennato, trattandosi di un prodotto per il settore Gaming anche l’occhio ottiene la sua parte, presentando una scocca in alluminio forgiato che ricorda i container di tanti giochi di fantascienza, solida e che fornisce una bella sensazione anche al tatto. La scatola contiene 2 cavi, uno USB-C da ambo le terminazioni ed un altro con una delle terminazioni in formato USB-A. La garanzia fornita dal produttore pari a ben 5 anni ci fa capire che ci troviamo di fronte ad un prodotto che prospetta affidabilità nel tempo.

Il test per il fotografo

Prima di procedere con il test principale relativo all’esperienza d’uso con cataloghi Lightroom, abbiamo voluto misurare le performance di lettura e scrittura sequenziale. Purtroppo la nostra redazione non dispone di hardware compatibile con il protocollo USB 3.2 Gen 2×2, di fatto abbastanza raro ma di rapida adozione nel prossimo futuro, quindi non abbiamo potuto testare la velocità di punta garantita da tale tecnologia.

Il disco è stato collegato tramite USB-C ad un MacBook Pro (16-inch, 2019) con processore i9 che presenta comunque la tecnologia USB 3.2 Gen 2 che garantisce prestazioni ottimali, sebbene non ai livelli della 2X2. Il test di scrittura sequenziale di un file di 5GB sul P50 ha riportato un tempo di circa 10 secondi, con tempi che scendono a 6 secondi in lettura. Si tratta di prestazioni eccezionali che garantiscono tempi bassissimi nella maggior parte dei contesti di utilizzo del disco.

Fino a qualche tempo fa era raccomandabile collocare il catalogo di produzione Lightroom e soprattutto i file RAW da esso gestiti sul disco interno, data la maggiore velocità di questo rispetto a dischi esterni quando non rispetto a dischi di rete; tale procedura imponeva quindi di trasportare l’intero computer (sperabilmente un portatile) con sé per lavorare in mobilità o presentare il lavoro a colleghi e clienti, oppure trasferire il tutto su un disco esterno con tempi di attesa proporzionali al peso dei file RAW che, come tutti i fotografi sanno, può raggiungere centinaia di GB anche solo per un singolo progetto fotografico. Anche se più pratico, questo metodo comunque non permetteva di lavorare direttamente sul disco esterno una volta portato a destinazione, pena tempi di attesa anche molto alti nel passare tra uno scatto e l’altro nel software di post-produzione.

La tecnologia SSD ha cambiato questo scenario per sempre, assicurando tempi più rapidi di risposta nel trasferimento dei file, ma il fotografo chiede anche capacità di immagazzinamento ed affidabilità del dato. Il WD_BLACK P50 ha sicuramente tutto ciò, ma come si comporta nella lavorazione dei RAW direttamente su di esso?

A questo scopo abbiamo impostato un test qualitativo utilizzando lo stesso catalogo Lightroom con gli stessi file RAW (da circa 24MB l’uno) posto dapprima sul disco interno del Macbook (Apple SSD AP1024N 4x) e poi sul P50, registrando i tempi di passaggio da uno scatto all’altro in post-produzione. Il P50 ha mostrato tempi di reazione più brevi, come si può vedere dai seguenti video, che mostrano la ruota del “caricamento in corso” sparire più rapidamente nel caso del P50.

Caricamento dei file RAW dal disco di sistema del MacBook

Caricamento dei file RAW dal disco WD_BLACK P50 tramite USB-C – I tempi di caricamento sono inferiori

Il risultato di tale test ci permette di asserire senza alcun dubbio che il WD_BLACK P50 è adatto e consigliato all’uso di post-produzione in mobilità, permettendo di lavorare rapidamente da qualsiasi postazione, cosa molto comoda per chi magari possiede solo PC fissi e stava pensando di comprare un portatile.

E per il gamer?

Abbiamo voluto quindi provare il disco anche nell’ambito per il quale è stato pensato, utilizzandolo come disco esterno collegato ad un PC Windows da Gaming e misurando i tempi di caricamento degli scenari di Serious Sam 4, Deus Ex – Mankind Divided e Doom Eternal. Tali tempi sono stati misurati sempre in confronto con gli stessi scenari caricati dal disco di sistema, in questo caso un Crucial BX500 2 TB che si colloca nel segmento budget tra gli SSD. La scheda madre anche in questo caso presenta la tecnologia USB 3.2 Gen 2.

Abbiamo riscontrato tempi più rapidi di caricamento nel caso del WD_BLACK P50 per tutti i titoli, mediamente pari al 20% per Serious Sam 4, pari a ben il 35% per Deus Ex – Mankind Divided e pari al 15% per Doom Eternal, permettendoci di concludere che questo disco può essere annoverato tra quelli più performanti anche per gli appassionati di videogiochi.

Conclusioni

Il WD_BLACK P50 da 1 TB presenta tutte le caratteristiche richieste dai fotografi che lavorano in mobilità, il test di rapidità di esecuzione della post-produzione ha superato le nostre aspettative e ci sentiamo quindi di consigliare senza alcun dubbio questo disco per i fotografi digitali, ma anche per gli appassionati di videogiochi o per chi cerca comunque rapidità nel lavorare con i dati in mobilità.

Ringraziamo l’Ufficio Stampa di SanDisk per la premura, la cortesia e la rapidità nell’averci permesso di eseguire la prova di questo ed altri prodotti.